Alta velocità, Uiltrasporti: "Investimenti inadeguati per infrastruttura che discrimina il Sud"

In primo piano le dichiarazioni della ministra De Micheli sul progetto dell'Alta Velocità di Rete. Parole etichettate dal sindacato come una serie di "inesattezze di natura tecnica"

Svolta epocale sul piano dei trasporti in Calabria. La scelta, di Italo prima e Trenitalia poi, di arrivare fino a Reggio con i treni dell'alta velocità è stata accolta con soddisfazione generale. Un passo avanti notevole e necessario, per l'intero Paese.

A tornare sull'argomento è la segreteria regionale della Uiltrasporti Calabria. In particolare, si prendono in considerazione le dichiarazione della ministra Paola De Micheli, la quale ha recentemente affermato che "Noi progetteremo 'l'Alta Velocità di Rete' che consentirà di arrivare, non ai 300 chilometri all'ora che nel nostro Paese si possono raggiungere per pochi tratti perché è orograficamente pieno di montagne e quindi con esigenze di gallerie e di altre cose".

La Uilt ha riscontrato "inesattezze di natura tecnica nelle dichiarazioni espresse dalla Ministra,  derivanti da un’attenta analisi di dettaglio, che contrariamente al dato esposto nei giorni scorsi, mostrerebbe che i km che possono essere potenzialmente percorsi a 300 km/h dai treni del prodotto AV, rappresentano oltre il 50% della linea ad alta velocità, garantendo nelle restanti la velocità massima di 250 km/h. Sulle stesse affermazioni, l’orografia è certamente un dato di fatto, rappresentato dall’estensione degli Appennini sul territorio italiano che, alla stessa stregua della Calabria, avrebbero dovuto creare i medesimi impedimenti anche nella tratte del centro/nord (es. tunnel tra Firenze e Bologna- oltre 70 km) dove invece sono stati progettati e costruiti tunnel percorribili ai picchi massimi della velocità commerciale offerta (300 km/h).

Non si comprende il motivo delle affermazioni - scrive il sindacato - che forniscono dati distorti, probabilmente protesi ad offuscare la realtà dei fatti, rappresentata dalla programmazione di investimenti inadeguati per la costruzione di un’infrastruttura viaria, che possa realmente far sforare la velocità media che attualmente discrimina il sud d’Italia, sempre più distante dal resto del continente.

Non si conosce, inoltre, l’esistenza degli studi di fattibilità dai quali sarebbero derivate le affermazioni dei giorni scorsi. Quest’ultimi, necessari per poter affrontare l’argomento con la dovuta concretezza, generando in tal modo il confronto necessario, nonché lontano dagli spot propagandistici che nessun beneficio hanno portato nei confronti delle aree più disagiate del paese, per le quali necessita il finanziamento delle leggi risalenti ormai a quasi un ventennio fa, riferite alla continuità territoriale di Reggio Calabria e Crotone. Basti pensare anche al Sistema Aeroporti Calabria, ed alle scarse frequenze offerte dai vettori di trasporto nella stessa regione che in alcun modo possono dare un incentivo allo sviluppo economico del territorio."

La segreteria regionale della Uiltrasporti, inoltre, sottolinea anche l’ulteriore dichiarazione della ministra De Micheli, secondo la quale “…per le merci, durante la notte, avremo anche lo sblocco dell'intermodalità sul porto di Gioia Tauro con la possibilità di fare, finalmente, treni da 750 metri che possono andare maggiormente in sicurezza e più veloci verso il Nord”. 

A tal proposito il sindacato vuole ricordare che "sino al 1998, Gioia Tauro era rappresentata da un’alta frequenza di treni merci, successivamente stroncata (come da intercettazioni rese ufficiali) a causa della nota telefonata dell’ex Ministro Burlando rivolta all’AD FS dell’epoca: 'Se fai partire un solo treno da Gioia Tauro ti caccio!'

Il dato fornito è anche questo caso opinabile, al cospetto delle attuali caratteristiche infrastrutturali che non consentirebbero la percorribilità di treni di tale lunghezza sul territorio calabrese. Dichiarazione inoltre priva di indicazioni specifiche, tempistiche e modalità per la realizzazione di un progetto ormai necessario per il massimo sfruttamento del trasporto intermodale, che potrebbe essere avvantaggiato della posizione geografica e delle eccellenze offerte dal porto di Gioia Tauro, puntando sui flussi di merci provenienti dal Canale di Suez e dirette verso il nord d’Europa. Sempre a tal proposito, lo stesso sindacato, ribadisce che mentre si lavora affannosamente per l’aumento dei volumi trasportati su ferro, già in altri stati d’Europa il benchmark fissato punta alla realizzazione di treni la cui lunghezza dovrebbe raggiungere 1500 metri, con cospicui aumenti di volumi trasportati, a beneficio non solo dei costi e dei ricavi per l’industria della logistica, bensì delle politiche fissate dalla Commissione Europea.

Il territorio calabrese - ribadisce la Uilt - merita un’attenzione maggiore. Non si può continuare a proseguire con vecchie politiche di investimenti, che non saranno capaci di eliminare il gap esistente tra le aree più o meno evolute del paese. Un paese che in tal modo continuerà a viaggiare a velocità diversificate, a discapito delle economie locali, dei servizi offerti e dell’occupazione. Ancora una volta, la Uilt Calabria, rigetta e non apprezza gli investimenti stabiliti per i processi di velocizzazione, e rivolgendosi alle istituzioni competenti chiedono un immediato cambio di rotta, rivendicando la costruzione di linee ad alta velocità il cui unico ostacolo non è rappresentato dall’orografia del territorio, ma dalle decisioni di una politica che dovrebbe intervenire con le somme dovute per abbattere i cosiddetti colli di bottiglia, ed i vincoli infrastrutturali esistenti, oltre che dover ulteriormente incentivare le frequenze dei servizi offerti.

In merito al prodotto AV, recentemente preannunciato che servirà la tratta Reggio Calabria/Torino, la stessa segreteria ritiene che le tracce orarie potrebbero essere ulteriormente ridotte, offrendo in tal modo il reale vantaggio di avere un prodotto di prestigio circolante sul territorio calabrese."

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A conclusione della nota, la Uilt Calabria si rivolge alla ministra De Micheli: “Carissima, per quanto sopra evidenziato la invitiamo ad un confronto con le OO.SS. al fine di rappresentare in maniera chiara e reale il disagio in cui versa il territorio calabrese, invitandola altresì a visitare il Porto di Gioia Tauro e gli scali aeroportuali. Sarà garantito un tour con treno/bus per poter scoprire le bellezze nostrane e contestualmente le difficoltà connesse all’accessibilità delle aree."

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