Riemergono da acque Stretto i fasti di Reggio, trovata ancora a 154 metri di profondità

La scoperta è stata effettuata dai Carabinieri del nucleo sommozzatori di Messina che da qualche giorno hanno avviato una campagna di ricerca e controllo proprio nello specchio di mare prospiciente il lungomare Falcomatà

I Carabinieri del nucleo subacquei

Un pezzo della storia millenaria di Reggio Calabria e della dirimpettaia Messina era nascosta a 154 metri di profondità nelle acque gelide dello Stretto. Una spettacolare ancora è stata rinvenuta dai Carabinieri del nucleo subacqueo di Messina. Il pezzo pregiato di una storia che racconta i fasti di una civiltà economicamente florida presto sarà messa a disposizione della collettività. 

I controlli

La situazione di emergenza che ha messo in stand by tante attività non ha fermato le azioni di tutela del patrimonio culturale da parte del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo. Il segretariato regionale del Mibact per la Calabria, rappresentato dal direttore Salvatore Patamia, d’intesa con la Soprintendenza di Reggio e la provincia di Vibo Valentia, hanno infatti potenziato le azioni a tutela dei beni culturali sommersi attraverso la prevenzione e il contrasto a possibili fenomeni di danneggiamento e trafugamento del patrimonio culturale sommerso.

I fondali di Reggio

L’obiettivo è stato raggiunto grazie anche alla collaborazione dell’Arma dei carabinieri. In questi giorni è in corso la prima campagna di prospezioni subacquee dei fondali antistanti il lungomare di Reggio Calabria.

Gli operatori

Le attività operative, col supporto dei carabinieri subacquei di Messina (motovedetta e aliquota subacquei) e dalla sezione addestramento dei centro carabinieri subacquei di Genova (operatori specializzati Rov e Side Scan Sonar), consistono nella prospezione strumentale dei fondali – fino a 300 metri di profondità) – con Side can Sonar, relativa verifica dei target di interesse mediante l’ausilio dei rov e nella successiva verifica visiva, alle profondità consentite, da parte dell’Aliquota Subacquei Messina e del funzionario archeologo subacqueo.

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I responsabili

Le operazioni sono condotte sotto la direzione scientifica del funzionario archeologo subascqueo, Alessandra Ghelli, del maresciallo capo Domenico de Giorgio (comandante del nucleo carabinieri subacque di Messina), e dal luogotenente Duilio Lenzini (comandante della sezione addestramento centro subacquei di Genova e responsabile del team operatori Rov).

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