Covid-19 e autismo, Suraci: "Istituire una rete gratuita con i centri di neuropsichiatria"

Il presidente di Abilmente, nell'analizzare le ultime restrizioni del Governo, ha spiegato che "molte famiglie con ragazzi autistici si sono viste venir meno i supporti terapeutici"

Sembra essere la normalità, purtroppo, quando si parla di decreti per Covid-19. I provvedimenti del premier Conte stanno scandendo il tempo dell'Italia da quando l'emergenza coronavirus ha preso il sopravvento. Tra le numerose voci da dover prendere in considerazione e le classi sociali da preservare non si può non puntare l'attenzione anche sulle molte famiglie con ragazzi autistici.

Carlo Suraci, presidente dell'associazione Onlus Abilmente impegnata con bambini affetti da disturbi dello spettro autistico, ha preso in considerazione il decreto del 22 marzo per analizzare la situazione dal suo punto di vista.

In riferimento alle ulteriori misure di contenimento emanate dal Governo, Suraci sottolinea che "molte famiglie con ragazzi autistici si sono viste venir meno quelli che sono i supporti scolastici, educativi e terapeutici vivendo la difficoltà di gestire i figli che mal sopportano la nuova quotidianità, scandita da restrizioni e inibizione alla socialità, fuori da quella che è la loro abituale routine, che li porta a ridurre ansia e frustrazioni ed a vivere più sereni. In alcuni casi l’aggressività scaturita dall’ansia pone problemi reali di sicurezza".

Le proposte

La generale tragica situazione legata al coronavirus e le limitazione attuate in ogni campo per causa di forza maggiore, portano il presidente di Abilmente a riflettere su cosa si potrebbe concretamente fare per le famiglie dei bambini autistici: "In piccola scala il Comune e in larga sala il Governo - spiega Suraci - dovrebbero porre la loro attenzione a chi vive una situazione di difficoltà nella difficoltà. Il governo potrebbe provvedere, laddove necessario, a supportare anche in via telematica la gestione delle famiglie che vivono questo momento particolare.

Si potrebbe, o per meglio dire, si dovrebbe istituire una rete, completamente gratuita per le famiglie che hanno voglia di aderire, per poter mantenere stabili quelli che sono i rapporti con i centri di neuropsichiatria e di riabilitazione o stanziare alle stesse, dei fondi economici, che gli permettano di mantenere i rapporti anche con i centri diurni e le associazioni (come @bilmente) che sono punti di riferimento nella vita di questi ragazzi e che potrebbero fornirgli consigli e suggerimenti riguardanti le varie esigenze quotidiane.

Le associazioni, in particolar modo, potrebbero - propone il presidente - tramite video chiamata o realizzando dei video tutorial, passare del tempo con i 'loro ragazzi' così da evitare di perdere ciò che fino a lì si è stati in grado di creare non solo a livello cognitivo ma, anche, a livello emotivo e relazionale, cosa difficile da conquistare in questi ragazzi.

Inoltre, ci si dovrebbe far carico una volta terminata l’emergenza dello stanziamento, di un’ulteriore quota economica, che possa agevolare la partecipazione, magari in modo più frequente, data la lunga assenza in presenza dalle attività frequentate precedentemente, delle volte onerose, che non permettono una partecipazione assidua.

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Purtroppo, una sospensione seppur temporanea potrebbe portare alla perdita o ad una recessione di ciò che fino ad oggi sono riusciti ad acquisire. Per evitare che ciò accada si dovrebbe creare un ponte tra le associazioni e gli enti comunali preposti alla gestione di questa situazione di difficoltà.  Basta una piccola attenzione - conclude Suraci - verso chi è più fragile di noi. Ricordandoci che le piccole cose sono sempre responsabili dei grandi cambiamenti (Coelho)."
 

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