Traghetti Villa, la riflessione: "Situazione non permette agli operatori sanitari di garantire assistenza"

Una lettera di una reggina, nell'analizzare le ultime giornate di disagio, propone una "procedura più snella per tutti coloro che sono costretti a viaggiare da Reggio a Messina"

Le code ai traghetti (foto di repertorio)

"Ecco un'altra giornata all’insegna del caos per i pendolari dello Stretto.  E si perché il sindaco di Messina ha deciso di bloccare le navi dirette a Villa San Giovanni e le navi in arrivo a Messina e di conseguenza fermare gli sbarchi ed impedire gli accessi all’isola." Lo scrive una lettrice reggina ed operatrice sanitaria, costretta ad attraversare il mare per motivi di lavoro, che racconta gli ultimi giorni scanditi da incertezza e paura per una questione poi sbloccata solo in nottata.

La partenza di una nave extra ha riportato anche gli ultimi siciliani ancora bloccati al piazzale Anas, ma la grave situazione resterà scritta nelle pagine di storia di una Villa San Giovanni che ha vissuto ore di follia. Proprio in tal senso, la lettera scritta dalla reggina focalizza l'attenzione sul "grave disagio per gli operatori sanitari pendolari che tutti i giorni, se pur con grandi difficoltà, stanno viaggiando per cercare di garantire la continuità assistenziale. Le difficoltà già erano tante per chi, dopo una giornata di lavoro estenuante iniziata con il viaggio verso Catania alle 06.40, vorrebbe rientrare a Reggio con la nave della sera da Messina.

Si combatteva e si combatte - continua la riflessione - con l’ultimo modello di autocertificazione in cui, come è noto, bisogna dichiarare il perché del viaggio, poi un altro modello da compilare che è quello per avere diritto al biglietto gratuito, e infine tutti i controlli a cui ci si sottopone per accedere alle città. Ovviamente tutto questa burocrazia, che si sa per il nostro paese essere lunga e spesso inutile, si ripercuote sull’umore già messo in discussione dal periodo storico in cui stiamo vivendo. Trovarsi bloccati e non poter prendere il traghetto, con le difficoltà già accentuate da un numero ridotto di corse, non permette agli operatori sanitari di garantire l’assistenza!

Sarebbe il momento di avviare una procedura più semplice e snella - si auspica  - per tutti coloro che sono costretti a viaggiare ogni giorno da Reggio a Messina e viceversa, ricordiamo non solo i medici gli infermieri gli operatori sanitari ma anche i carabinieri i finanzieri e forze armate in genere che non possono stare a casa e devono continuare a muoversi.

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Credo che questo sia inammissibile, se pur si capisce la preoccupazione di tutti, dei primi cittadini in particolare, e si comprende - si conclude la lettera - la voglia di voler difendere i propri confini, non si accettano certe restrizioni nei confronti di chi sta facendo di tutto per mantenere e assicurare la continuità di una presenza fondamentale."

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