Fallimento ex Multiservizi: sequestrati due milioni ai professionisti coinvolti

Il sequestro rientra nell'ambito dell'operazione Mala Gestio. Sotto la lente d'ingrandimento dei finanzieri, incarichi e compensi elargiti a commercialisti, architetti e avvocati

Da destra Urbani, Bombardieri e Dominijanni (foto Adriana Sapone)

Dopo gli arresti di otto imprenditori che ricoprivano incarichi nelle società Multiservizi, società partecipata dal Comune, e Gst, fallite nel 2014 e nel 2015, questa mattina la guardia di finanza ha posto i sigilli per oltre due milioni di euro agli arrestati nell'operazione Mala Gestio.

I finanzieri del comando provinciale, con il supporto dei colleghi di Roma e Milano, coordinati dalla Procura, diretta dal procuratore capo Giovanni Bombardieri, hanno dato esecuzione al "Decreto di sequestro preventivo d’urgenza", emesso dal procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni e dal sostituto procuratore Andrea Sodani, che ha disposto il sequestro finalizzato alla confisca di somme di denaro pari a circa 2 milioni di euro nei confronti di professionisti indagati, a vario titolo,  in concorso tra loro, per il reato di bancarotta fraudolenta. Gli arrestati avrebbero distratto e dissipato il patrimonio della società
“Gestione Servizi Territoriale S.r.l.” (G.S.T. S.r.l.) in pregiudizio dei creditori, provocandone il fallimento.

L’attività segue la recente esecuzione della misura custodiale nei confronti di Pietro Cozzupoli, 81enne, Lauro Mamone, 62enne, Giuseppe Rocco Giovanni Rechichi, 61enne, Antonino Rechichi, 34enne, Giovanni Rechichi, 34enne, Rosario Giovanni Rechichi 58enne, Michelangelo Maria Tibaldi, 51enne e Michele Tibaldi, 32enne.

I finanzieri hanno eseguito il sequestro preventivo di disponibilità finanziarie, quale illecito profitto, per 5 milioni di euro, nei confronti delle imprese "Brick s.r.l.", "Ingg. Demetrio, Pietro e Domenico Cozzupoli s.r.l.", "Rec.Im. s.r.l.", nonché degli amministratori  Michelangelo Tibaldi e Pietro Cozzupoli, scaturite dalle indagini svolte nell’ambito dell'operazione "Mala Gestio" che hanno permesso di accertare come le vicende fallimentari che hanno colpito le società "Multiservizi S.p.a." e “G.S.T. S.r.l.", dichiarate fallite tra il 2014 e il 2015, erano da ricondursi ad un ingegnoso meccanismo fraudolento messo a punto da coloro i quali avevano ricoperto contemporaneamente cariche sociali nelle due imprese fallite e in altre ditte a favore delle quali venivano svolte le distrazioni di risorse economiche mediante il riconoscimento di compensi ancorati agli utili anziché alle prestazioni rese.

"Questo sistema fraudolento,- spiegano dal comando provinciale - ha reso possibile l'accaparramento di svariati milioni di euro che, liquidati dal Comune di Reggio Calabria (unico finanziatore della Multiservizi di cui deteneva la quota del 51 % del capitale sociale), prima venivano introitati nelle casse della G.S.T. s.r.l. e poi da queste, confluivano nelle tasche degli indagati, alcuni dei quali ritenuti contigui a cosche di ‘ndrangheta operanti nel centro cittadino quali Condello, Libri, Tegano e De Stefano”.

Il Gico su mandato della Procura ha effettuato apposite indagini anche a carattere economico patrimoniale, a conclusione delle quali sono state individuate ulteriori condotte distrattive in capo ad un’impresa di costruzioni edili (A.C. S.r.l.), in persona dell'amministratore C.F., ed a 6 professionisti che hanno ricevuto in maniera non dovuta e privilegiata, somme di denaro provenienti dalla fallita G.S.T. s.r.l..

Le somme dei profitti illeciti variano da 28.000 euro a circa 1 milione e riguardano molte operazioni dissipative del patrimonio della G.S.T. S.r.l. assimilabili a "una vera e propria donazione di denaro…", tutte concluse a condizioni svantaggiose, in quanto la fallita, nella persona di Michelangelo Tibaldi, si obbligava a corrispondere ai citati professionisti, somme predeterminate e calcolate in base ad una percentuale dei ricavi della G.S.T. s.r.l., prescindendo dal valore delle prestazioni fornite dai predetti professionisti.

A questo riguardo, è stata contestata alla Annadue Costruzioni. S.r.l., in persona del suo legale rappresentante pro tempore Filippo Catalano, 81enne, una condotta distrattiva posta in essere nel 2010  "…allorché la G.S.T. s.r.l., in persona di Michelangelo Tibaldi, stipulava un contratto preliminare di acquisto mediante il quale (la fallita) si impegnava ad acquistare, entro il 31.12.2010 dalla società A.C. s.r.l., l'immobile sito a Reggio Calabria … per un valore di 3.400.000 € (Iva esclusa). Tale preliminare di vendita non veniva mai trascritto nei registri immobiliari e l'immobile oggetto della promessa di acquisto era costituito da una palazzina di quattro piani fuori terra e di un seminterrato. All'atto del preliminare G.S.T. s.r.l. versava un acconto di € 240.000, dei quali 40.000 € a titolo di IVA, senza che poi a detto preliminare facesse seguito la conclusione del contratto definitivo e senza che gli amministratori della GST si attivassero per richiedere la restituzione dell'anticipo”.

Inoltre, nei confronti dei professionisti, vengono contestate operazioni di natura distrattiva per circa 1.800.000 di euro di cui gli stessi si sono avvantaggiati in modo consapevole – a vario titolo – attraverso l’affidamento di incarichi amministrativi, giuridici, finanziari e societari, con corrispettivo mensile predeterminato a monte, quale percentuale (tra l’1 e l’8%) dei ricavi annui di G.S.T., a prescindere dal servizio effettivamente prestato.

L'attività investigativa ha accertato che "non veniva eseguita alcuna attività di controllo finalizzata alla verifica della effettività delle prestazioni rese, tanto che la GST srl effettuava il pagamento delle fatture nello stesso giorno della loro emissione e/o,
addirittura, con un giorno di anticipo".

Emblematico, al riguardo, un contratto stipulato in relazione all’"elevato profilo e alla specifica esperienza professionale" di un avvocato, che, a quella data, non era iscritto all'albo.

Come si legge negli atti d’indagine, si trattava di compensi relativi a consulenze delle quali non appare chiaro il reale oggetto, talvolta relative ad attività del tutto inutili o già svolte da personale della G.S.T. o dalla Multiservizi, per le quali non veniva esplicitato quali fossero i termini e le modalità di adempimento delle prestazioni d'opera. In questo contesto i finanzieri evidenziano "come lo stesso giorno della risoluzione della convenzione con la Multiservizi S.p.A. ed a distanza di pochi giorni dall’emissione dell’interdittiva antimafia, in un momento in cui era chiaro che la G.S.T. s.r.l. si sarebbe sciolta e non avrebbe più avuto la possibilità di riscuotere altre somme dal suo unico cliente (Multiservizi), il relativo Consiglio di Amministrazione, su proposta di  Michelangelo Tibaldi, votava di provvedere al pagamento di individuate somme di denaro in
favore di alcuni dei professionisti".

I compensi riconosciuti ai professionisti

Al commercialista Domenico Pensabene, 978.521 euro; all’architetto Corrado Trombetta, 475.056 euro ; all’avvocato Alessandro Pellegrino 133.643 euro; all’avvocato Francesco Giuffrè 28.000 euro; all’avvocato Lidia Barbaro 52.000 euro e al ragioniere Antonio Francesco Rogolino 104.196 euro.

La Procura della Repubblica, ha emesso nei confronti dei sei professionisti un provvedimento di sequestro preventivo d’urgenza sulle disponibilità finanziarie a questi riconducibili per una somma pari a circa 2 milioni di euro. Le disponibilità finanziarie sottoposte a sequestro preventivo, raggiungono la somma complessiva di oltre 7 milioni di euro.

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