"Imu 2014, l'imposta è prescritta": torna l'incubo delle cartelle pazze ed è subito caos

Duro affondo di Saverio Cuoco, presidente regionale dell'Unione Consumatori: "Non si combatte così l'evasione, aumenta solo il contenzioso"

Code afli uffici dell'Hermes (foto pagina FB Carlo Ranieri)

Il caos regna sovrano in questi giorni negli uffici dell'Hermes Servizi Metropolitani. Cittadini sull'orlo di una crisi di nervi si ritrovano a dover affrontare estenunati code prima di lottare e giustificare richieste di pagamento di tributi comunali, passate anche in prescrizione. Questa volta l'incubo dei reggini si chiama Imu, anno 2014. 

"A volte tornano, ci risiamo, quasi a scadenze programmate nel tempo, arrivano richieste di pagamento per tributi arretrati e in gran parte incomprensibili. Si tratta questa volta di richieste di pagamento relative all’Imu sulle abitazioni e sui terreni, indirizzate a molti contribuenti allo scadere dei cinque anni, nel vano tentativo di evitare la prescrizione quinquennale prevista per tali tributi". 

Per l'avvocato Saverio Cuoco, responsabile regionale dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria, "è davvero paradossale, che ad ogni inizio anno, nonostante tutti i sistemi informatici e telematici consentano in tempo reale di verificare la situazione contabile e scovare chi non ha effettivamente pagato, vengano "attenzionati" i contribuenti, dopo parecchi anni, con il disperato tentativo di strappare qualche soldo dalla tasca degli stessi, appartenenti peraltro ad uno dei comprensori più poveri d’Italia, creando disagi a tutti quei cittadini, spesso anziani, che per errore o anche per non aver conservato le ricevute di pagamento, sono costretti, sottoponendosi ad estenuanti file presso la società Hermes Servizi Metropolitani, a dover dimostrare, con grave perdita di tempo, di essere in regola".

La prescrizone

Tutte le imposte sui tributi locali, quelli dovuti al Comune o alla Regione, si prescrivono in cinque anni, pertanto l’Imu e Tasi relativa al 2014 potrà essere rivendicata dal Comune entro e non oltre il 31 dicembre 2019, "salvo eventuali atti interruttivi che determinano una nuova decorrenza quinquennale.

"L'Imu - spiega ancora Cuoco - non è dovuta sull’abitazione principale ad eccezione dei fabbricati classificati alle categorie A/1, A/8 , A/9 (appartamenti di lusso, castelli, ville, ecc.), per i quali l’imposta continua ad essere dovuta.

Numerose sentenze della Cassazione (rilevante la n° 28576 del 2017), hanno chiarito i termini della prescrizione del pagamento di Imu e Tasi e sui tempi entro cui il Comune può richiedere il mancato pagamento delle tasse sulla casa, indicandolo espressamente in cinque anni".

Imu agricola

Per quanto riguarda l'Imu agricola, relativa all’anno 2014, "è stata espressamente dichiarata illegittima dalle Commissioni Tributarie Provinciali.

Pertanto l'imposta in conformità alla normativa dettata dalla legge 27 luglio 2000, n. 212 e successivi aggiornamenti, meglio conosciuta come lo "Statuto del contribuente", non potrà essere applicata per l’IMU agricola degli anni 2014 e 2015".

L'avvocato Cuoco ribadisce "come più volte sostenuto che, l’enorme pressione fiscale a carico di cittadini e imprese non giova a nessuno, tanto meno alle Istituzioni, perché in un simile contesto (se non si vuole dichiarare il dissesto familiare e/o imprenditoriale), è quasi naturale evadere, soprattutto al Sud, se si vuole sopravvivere dignitosamente come individuo e come impresa".

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L’Unione Nazionale Consumatori Calabria, fornirà ogni chiarimento utile ai contribuenti che vorranno contattare la sede dell’associazione al sito www.uniconsum.it o al recapito telefonico 3288310045.

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