"Oggi e sempre Viva Maria": da 58 anni grida con i fratelli di stanga il suo amore alla Patrona

Emilio Tomasello, 79 anni, è uno dei portatori anziani della Vara della Madonna della Consolazione. La tradizione e gli episodi legati alla processione di novembre

a sinistra LilloTomasello

"Oggi e sempre Viva Maria" squarcia il silenzio, riecheggia nel silenzio dell'anima e nel fragore della festa. E' il grido universale di supplica e preghiera del popolo di Reggio, che scuote i pensieri di quanti amano la Madonna, la Consolatrice che guarda e protegge.

L'urlo dei reggini, cucito in quel legame invisibile e indissolubile che lega i portatori della Vara alla Madonna della Consolazione, è tramandato dagli anziani cavalieri di Maria. Emilio Tomasello, per gli amici Lillo, 79 anni, sarto in pensione, è tra i custodi di questa tradizione. 

Portatore da ben 58 anni, il suo legame con la Vara e con la Madre celeste è unito alle generazioni che lo hanno preceduto. E' lui, l'uomo del grido del popolo di Reggio, è lui con i suoi fratelli di stanga, a richiamare l'attenzione verso lo sguardo, a tratti severo e sempre dolcissimo, della Consolatrice.

"Purtroppo - dice Lillo Tomasello, con gli occhi lucidi di tenerezza - le mie condizioni di salute non mi permettono più di stare sotto la stanga, ma la stanga è nel mio cuore, onnipresente nella vita e nel mio grido, che rivolgo con tutte le forze a Lei che ringrazio per la sua protezione e per le sue infinite carezze".

E' un'invocazione, dunque, che nasce da lontano e mai a comando, da gridare a squarciagola "cu tuttu 'u cori" perchè sprona a combattere e non a mollare mai, ad affrontare la vita nella consapevolezza che Lei c'è, sempre e comunque. E domani, domenica 1 dicembre, dopo lo stop forzato di una settimana fa, a causa del nubifragio, in occasione del rientro della Patrona di Reggio al suo Eremo, quel grido sarà elemento prezioso durante il percorso e alleato fedele nella ripida e faticosa salita al Monte.

Signor Tomasello, dopo undici settimane, la Madonna rientra alla Basilica dei frati cappuccini, quali sono le sue sensazioni e il perchè di questa tradizione

"E' giusto che la Madonna ritorni a casa. L'Eremo è la sua casa. Tradizione vuole che la Consolatrice dopo il suo omaggio di settembre alla città, al suo popolo che la ama e la venera, ritorni a casa la prima domenica dopo il 21 di novembre, giorno della presentazione di Maria Bambina al Tempio. Tutti avvertiamo il distacco e la malinconia prende il sopravvento ma, sappiamo anche
che la Madonna continuerà a proteggerci dalla collina e noi andremo a trovarla per non sentirci soli".

Lei è portatore da una vita, si ricorda un episodio nella storia della processione legato alla Patrona?

"Tanti sono gli avvenimenti vissuti sotto la Vara. Ma desidero raccontarvi un episodio, che a parer mio, dimostra la grandezza della nostra Madre celeste. Parecchi anni fa, don Salvatore Nunnari era assistente spirituale dei portatori, durante l'ingresso in chiesa un gruppo di portatori sono scivolati e gli sono finiti addosso. Nonostante la rovinosa e violenta caduta, si sono rialzati come se niente fosse successo. Neanche un graffio, illesi. E' un avvenimento da contemplare. Questa è la grandezza, questo uno dei miracoli della Madonna della Consolazione".

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