"Ora e sempre Viva Maria", a 97 anni sotto la stanga: le storie del portatore più anziano della Vara

Giovanni Gangeri è un'istituzione. I suoi racconti, legati alla devozione per la Madonna della Consolazione, risalgono alla guerra, ai moti del '70, ai momenti tristi e gioiosi della sua vita

il portatore Giovanni Gangeri sotto la stanga della Vara (foto Adriana Sapone)

Lui, più di altri, è l’esempio del legame che esiste tra un figlio ed una madre. Lui, più di tutti, è l’esempio dell’amore che, va oltre la devozione, che esiste tra un reggino e la Madonna della Consolazione. È il più anziano dei portatori, Giovanni Gangeri e con Lei,  ha vissuto i momenti più tragici e i più gioiosi che la città e il Paese hanno attraversato. 

Indebolito dall’età, il signor Giovanni non rinuncia all’appuntamento di settembre. Solo Lei gli dà la forza e non sentire la fatica. Durante il percorso della discesa, che segue su una carrozzina, i fratelli portatori sanno che Giovanni anche se per pochi passi non demorde: lui deve ‘ncoddare’ con la stanga sulla spalla. Ieri come oggi, con lo stesso animo, se pur affaticato, trova la grinta di sempre per rendere omaggio alla sua Patrona. 

In questi giorni, anche per lui è iniziato il conto alla rovescia per il tanto atteso abbraccio con la Madonna della Consolazione. Non avrà più la dialettica di quando era un giovanotto e aitante operaio, ma Giovanni Gangeri, oggi 97enne, si fa capire benissimo e, con poche e precise parole, traduce quella che è la devozione teorica in pratica di vita.

Al centro di tutto, c’è sempre la Madonna che lo assiste e lo protegge. Da giovane faceva l’autista di mezzi pesanti, ci dice: “Per ben tre volte mi sono ribaltato con il camion e, tutte e tre le volte la Madonna mi ha guardato. Per tre volte mi ha salvato la vita. E ancora mi guarda”.

Era il ’39, quando ragazzino, entrò a far parte di coloro che avevano ‘l’onore di portare la Vara’, un onore che, ancora oggi, non ‘vuole’, nonostante l’età, smettere di avere. Perché? Perché “quando si sta sotto la stanga, se hai il Quadro sulle tue spalle, l’animo è pervaso da una forte gioia che assume tutte le sfumature di colore”.

La Madonna, non ti abbandona mai: "Sono riuscito a ritornare a piedi da Trento a Reggio. Era il ’44, l’Italia si era ‘sfasciata’ ed io, insieme ai miei commilitoni eravamo pronti pe salire sul treno direzione Russia. La guerra era al capolinea, ci guardammo e ci incamminammo verso casa. Da lì a qui, solo Lei mi ha guardato”.

Ma il potere e la suggestione che si avverte nel momento in cui, nonostante la fatica, si porta in spalla la Vara, riesce a lasciare nella mente di un uomo, un bel ricordo, anche in uno dei momenti più cruenti della storia cittadina, come furono i moti per Reggio nel 1970.

Anche in quell’occasione, ricorda Giovanni, “l’unico momento bello che ricorda è la "volata" della Vara, quando fu portata sino al campo sportivo come uno dei momenti più emozionanti di unione e condivisione di un sentimento comune in un momento tragico per la città”. D'altronde, l’Avvocata del popolo, è legata ai momenti più cupi di Reggio perché, da quei momenti, Lei, e solo lei è stata capace anche con la sola evocazione, a difendere la città ed i reggini.

Alle nuove leve, il più esperto dei portatori, vuole raccontare che “un tempo, noi portatori, tutti operai e scalzi, diventammo un unico corpo, un'unica anima, consapevoli che stare lì era non solo un privilegio, ma anche una grande responsabilità”, a loro, Giovanni Gangeri, vuole ricordare di affidarsi completamente, "perché li proteggerà sempre e ovunque".
 

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