Sanità, smantellamento servizi sanitari presso l’Asp: la denuncia della Fp Cgil

Il sindacato interviene dopo la chiusura, nei giorni scorsi, del Centro di salute mentale, poliambulatorio, di Marina di Gioiosa Jonica, sottoposto a sequestro preventivo dal tribunale di Reggio Calabria

Il poliambulatorio

"La Fp Cgil Reggio-Locri – scrivono in una nota l’Rsa dell’ospedale di Locri, Bruno Sansotta ed il segretario generale della Fp Cgil Reggio-Locri, Francesco Callea – denuncia, una volta di più, l’inarrestabile smantellamento dei servizi sanitari presso l’Asp di Reggio Calabria".

"A cadere sotto i colpi dell’indolenza della Commissione straordinaria - spiegano dal sindacato - questa volta è stato il Centro di salute mentale, poliambulatorio, di Marina di Gioiosa Jonica, sottoposto a sequestro preventivo dal tribunale di Reggio Calabria per le numerose criticità sul piano igienico-sanitario esistenti all’interno della struttura".

L’accaduto viene segnalato, con profonda indignazione e disappunto, dalla Fp Cgil che pone l’accento "su questo che appare ormai chiaro come il funesto piano con il quale si depaupera un’azienda e un territorio del bene più prezioso, la salute dei cittadini. In un precedente sopralluogo, i Nas avevano già riscontrato e notificato alla direzione dell’Asp le carenze strutturali, mancanza di pulizia, vetustà dei servizi igienici e degli arredi, infiltrazioni di umidità, assenza di opere di sanificazione, al fine di provvedere a sanare tale condizione che creava pregiudizio alla salute dell’utenza e del personale.

La direzione dell’Asp ha accolto con tanto interesse la notifica da non porre in essere alcuna contromisura, andando incontro all’ ineluttabile epilogo che, puntualmente, è avvenuto.

Il "provvidenziale" intervento della magistratura ha risolto in un solo colpo una problematica che richiedeva tempo, impegno e coraggio, caratteristiche che, evidentemente, difettano a chi gestisce la salute pubblica sul nostro martoriato territorio, ciò, nonostante il sindaco di Gioiosa Marina, nei cui locali del municipio erano ospitati i poliambulatori, si sia notevolmente prodigato per trovare una sistemazione e garantire la continuità di cure ed assistenza ambulatoriale e domiciliare ad un’utenza di ammalati con patologie mentali, categoria di pazienti tra i più deboli ed emarginati, abbandonati a se stessi".

Secondo la Fp Cgil "il management aziendale così come il direttore del dipartimento di salute mentale, le cui responsabilità sul piano morale e deontologico sono non meno importanti non hanno posto in essere alcun tipo di azione a supporto. A soli pochi giorni dalla chiusura della chirurgia di Melito Porto Salvo e dopo qualche mese dalla chiusura del reparto di ortopedia di Locri, dopo ampie rassicurazioni in presenza delle più alte cariche istituzionali, anche il Centro di salute mentale di Marina di Gioiosa Jonica, a dispetto di quanto previsto nell’atto aziendale e nei progetti obiettivo nazionale, chiude i battenti. Una grande soddisfazione per la triplice commissariale, approdata in pompa magna presso questa azienda per sanare illegalità e inefficienze e traghettare l’Asp verso un regime di normalità". 

"Probabilmente - spiega ancora la nota - il concetto di normalità per un’azienda sanitaria non era ben chiaro: pianificare e programmare i Servizi sanitari per la diagnosi e la cura delle malattie; erogare prestazioni per la promozione della salute dei cittadini, creare condizioni strutturali sicure ed efficienti ( e non farli chiudere) , destinarne le risorse: umane , strumentali e materiali.

Sulla scorta dei risultati sinora ottenuti, caratterizzati da un saldo nettamente negativo, che si ripercuote quotidianamente sulla salute, 'o presunta tale', dei cittadini è chiaro che si sia, ormai, arrivati al punto di non ritorno, signori Commissari straordinari dell’Azienda sanitaria di Reggio Calabria: il non agire, l’assenza di conoscenza e di concertazione, ha portato all’attuale stato di disfacimento e di disarticolazione dell’Azienda che lo Stato, tramite di voi rappresentanti, doveva risollevare". 

Sulla base di queste motivazioni che l'organizzazione sindacale chiede "di valutare l’opportunità di rimettere l’incarico e la fiducia a suo tempo accordata a fronte di risultati rivelatisi fallimentari e deleteri per i cittadini di questo territorio".

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