Crac Multiservizi, Scopelliti: "Nomine deliberate dall'Ammministrazione di Italo Falcomatà"

Le precisazioni dell'avvocato Aldo Labate, legale dell'allora sindaco e poi governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti, indagato per bancarotta

Giuseppe Scopelliti (foto Ansa)

L'ex sindaco e governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti, indagato nell'inchiesta Mala Gestio della guardia di finanza sul fallimento della Multiservizi Spa, società mista del Comune di Reggio Calabria, ha replicato attraverso il suo legale, l'avvocato Aldo Labate, alle dichiarazioni rilasciate dall'attuale sindaco della città Giuseppe Falcomatà.

La decisione dell'allora sindaco Giuseppe Scopelliti di sottoscrivere i patti parasociali "in siffatta maniera" - non soltanto per la Multiservizi ma anche per tutte le altre società partecipate - è derivata "da un indirizzo politico deciso dalla amministrazione precedente che la successiva si è limitata a mettere in atto", ha precisato l'avvocato Aldo Labate in merito al crac Multiservizi e alle dichiarazioni rilasciate dall'attuale primo cittadino reggino, Giuseppe Falcomatà, secondo cui le attuali problematiche cittadine sarebbero imputabili alle precedenti amministrazioni, tra le quali quella a guida Scopelliti.

L'ex primo cittadino, che è stato anche governatore della Calabria, è accusato di bancarotta, in quanto "in qualità di sindaco del Comune reggino dal 20 giugno 2002 al 14 maggio 2010, quindi in qualità di legale rappresentante del socio di maggioranza di Multiservizi Spa, il 9 novembre 2004 avrebbe sottoscritto i patti parasociali il cui articolo 6 ha attribuito di fatto al socio di minoranza, Gst srl, il potere di scelta dell'amministratore della Multiservizi. Mentre invece - secondo gli inquirenti - al socio di maggioranza, ovvero il Comune, spetta il potere di nomina, e al socio di minoranza il potere di controllo". 

L'avvocato Labate per conto del suo assistito ha precisato anche, come si legge in una nota dell'agenzia Agi: "la decisione di permettere la nomina dell'amministratore delegato delle società partecipate ai soci di minoranza - condotta questa contestata al dottore Scopelliti nell'ambito del procedimento penale di cui si discute - sia stata decisa e votata in consiglio comunale già nell'anno 2001, proprio durante la sindacatura del professore Italo Falcomatà, su proposta dell'allora assessore avvocato Demetrio Naccari Carlizzi". E a conferma di ciò, con la precisazione il legale allega la delibera del Consiglio comunale di Reggio Calabria n. 1 del 12 gennaio 2001.

L'ex sindaco, ha concluso l'avvocato Labate "avrà modo di spiegare dinnanzi alla autorità giudiziaria" che per l'appunto la decisione di sottoscrivere i patti parasociali in quella maniera - e non soltanto per la Multiservizi ma anche per tutte le altre società partecipate - "sia derivata da un indirizzo politico deciso dalla amministrazione precedente che la successiva si è limitata a mettere in atto".

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