Omicidio Fortunata Fortugno, nuovo arresto della Mobile: incastrato da un'impronta

Arrestato Mario Chindemi, di 51 anni, zio di Paolo Chindemi, di 29 anni, catturato lo scorso anno perché ritenuto l’esecutore materiale dell’agguato mortale nel torrente Gallico

Fortunata Fortugno

A conlusione di un secondo segmento di indagini, la squadra mobile ha arrestato una seconda persona per l'omicidio di Fortunata Fortugno, la sarta uccisa in auto, nel torrente Gallico, mentre era appartata con Demetrio Logiudice, di 53 anni, titolare di un bar, indicato dagli investigatori come uno dei referenti della cosca Tegano, e che era l’obiettivo dell’agguato.

L'uomo arrestato è Mario Chindemi, di 51 anni, zio di Paolo Chindemi, di 29 anni, arrestato lo scorso anno perché ritenuto l’esecutore materiale dell’agguato. Paolo Chindemi venne sottoposto a fermo, su disposizione della Dda di Reggio Calabria, diretta dal procuratore Giovanni Bombardieri, nell’ambito dell’operazione "De Bello Gallico".

Nella stessa operazione furono fermate altre tre persone, tra cui Mario Chindemi, accusati, non dell’omicidio, ma di associazione mafiosa e detenzione e porto in luogo pubblico di armi da fuoco, e altri delitti aggravati dalle modalità mafiose. Dopo il fermo, i tecnici del Gabinetto regionale di polizia scientifica, sottoposero i tre al prelievo delle impronte (anche palmari), per confrontarle con quella trovata sullo sportello posteriore destro dell’autovettura Volkswagen Touareg di Logiudice.

"La comparazione delle impronte - spiegano dalla Questura - ha consentito di accertare che quella papillare (palmare), rinvenuta sul Touareg, corrispondeva all’impronta della mano sinistra di Mario Chindemi, zio di Paolo Chindemi, quindi doveva dedursi che anch’egli era presente, assieme al nipote Paolo, al momento dell’agguato all’interno del torrente di Gallico". 

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Gli elementi raccolti hanno quindi portato all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare che è stata notificata a Mario Chindemi nel carcere dove è detenuto.

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