Rifiuti, cittadini in piazza contro il porta a porta: "Il Comune ammetta di avere sbagliato"

Chiamato in causa, il sindaco ha risposto su Facebook che sono state individuate soluzioni, poi il dissenso sullo striscione 'Città merdopolitana': "Non lo accetto e non mi piace"

La protesta in piazza (foto pagina Facebook)

Si sono dati appuntanento, questa mattina, in piazza Italia per gridare, pacificamente, il loro dissenso contro la raccolta differenziata porta a porta, che sta creando non poche difficoltà a una Reggio, ormai sommersa da sacchetti e mastelli.

Un migliaio di reggini, esasperati dalla sporcizia e da un servizio non proprio efficiente, armati di mascherina e di una busta di rifiuti (poi riportata a casa) hanno partecipato a una manifestazione spontanea, apartitica e apolitica, lanciata sui social da tre donne Ivana Brancati, Daniela Spinola e Simona Lanzoni.

"Come tutti i reggini - spiega una delle promotrici - abbiamo iniziato a lamentarci, ma lamentarsi serve a ben poco, servono i fatti e così è partita l'idea di promuovere la protesta. Ci dissociamo dal vechio concetto di reggino, vogliamo credere che la città è nostra e che possiamo fare qualcosa per Reggio. Non approvare questo tipo di sistema, fa parte di ognuno di noi. Il problema riguarda tutta la collettività". 

Lo scoramento e l'insoddisfazione per una città allo sbando, accumuna i reggini che hanno espresso il loro parere, con lo scopo ultimo di spronare l'Amministrazione Falcomatà a trovare una tempestiva e risolutiva soluzione a una criticità che attanaglia Reggio, senza alcuna differenza, dal centro storico alla periferia.

"Questo sistema di porta a porta è stato un flop assoluto - afferma una cittadina - e lo devono ammettere, come lo hanno fatto le altre città del nord". Un reggino incalza e lancia una stoccata contro il Comune: "Il cittadino è preso in giro e abbandonato a sè stesso. Abito in centro storico, in una zona, dove c'è uno scempio, si è creata una montagna di rifiuti e nessuno interviene. Il sindaco dovrebbe, attraverso la polizia municipale, non solo prendere provvedimenti penali, ma anche amministrativi, e soprattutto chiedere scusa alla cittadinanza e non mi offendo, se dovessse restituire a me e a tutti i reggini il 50%  degli ultimi cinque anni, perchè oltre è prescritto. Che il sindaco faccia il politico e finalmente cominci a rivalutare la città che è nello sfacelo totale".

Chiamato in causa, il primo cittadino ha risposto con un post sulla propria pagina Facebook: "Io sono dalla parte dei cittadini stanchi che oggi si sono recati in piazza Italia delusi per il sistema di raccolta differenziata cittadino. Sono dalla loro parte perché io sono il sindaco di tutti e comprendo la stanchezza. A questi cittadini dico che oggi non è in discussione il sistema che ha avuto i suoi punti di forza e di debolezza. Oggi la discussione è su come andare avanti".

La Città metropolitana ha la gestione degli impianti "solo dal 2 gennaio - scrive ancora Falcomatà - ereditiamo 50 anni di assenza di programmazione regionale sui rifiuti. Non è una scusa, risolveremo anche questo. Ma serve tempo, la città tornerà alla normalità perché sono state individuate le soluzioni e ve ne accorgerete già dai prossimi giorni".

Poi un appunto sullo striscione apparso in piazza con la scritta 'Città merdopolitana': "Non lo accetto e non mi piace. La città è una grande famiglia, la famiglia in difficoltà si ama sempre, non diventa mai di merda, non è il fine di nessuno, non lo dovrebbe essere mai".

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