Al giornalista reggino Claudio Cordova il Premio nazionale Paolo Borsellino

Tra i premiati: Pif, regista e attore e celebre per il film “La mafia uccide solo d’estate”, e Floriana Bulfon, giornalista che si è occupata con le sue inchieste del clan dei Casamonica

La cerimonia di premiazione

Importante riconoscimento per Claudio Cordova. Al giornalista reggino è stato assegnato il Premio nazionale Paolo Borsellino, per l'impegno nel raccontare la 'ndrangheta. La cerimonia si è svolta nel Teatro Comunale di Teramo. L’iniziativa, organizzata come sempre dal 1992dall’Associazione Falcone e Borsellino, con il patrocinio del Comune di Teramo, in collaborazione con l’Associazione studentesca "Omertà" segna il ritorno di questo Premio nella città di Teramo dopo 15 anni.

L'attività di Cordova è culminata con la recente pubblicazione di "Gotha - il legame indicibile tra 'Ndrangheta, massoneria e servizi deviati", libro-inchiesta che indaga sul coinvolgimento della criminalità organizzata calabrese in alcuni dei misteri irrisolti d'Italia, che si
avvale della prestigiosa prefazione del procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero de Raho. 

Tra i premiati, anche Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, regista e attore e celebre per il film “La mafia uccide solo d’estate”, e Floriana Bulfon, giornalista che si è occupata con le sue inchieste del pericoloso clan dei Casamonica a Roma. Davanti a centinaia di studenti, Cordova, che è stato piùvolte minacciato dalla 'ndrangheta, ha raccontato delle difficoltà che si affrontano svolgendo l’attività giornalistica in Calabria: "Ancor prima delle minacce fisiche e muscolari, molto più pericolosi e dolorosi sono l’isolamento e la delegittimazione".

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Ai giovani, il giornalista ha lanciato un messaggio di speranza: "Prima o poi, vi scontrerete con la mentalità mafiosa, che è quella che non fa emergere il merito. Ma vi dico: non smettete di sognare, perché ogni sogno vi porta più in là”. Da ultimo, il direttore del Dispaccio, ha ribadito il proprio impegno per far diventare la Calabria e la ‘ndrangheta due casi nazionali: “ì"La mia terra è molto difficile, amara spesso. Ma è composta da tante persone oneste, cui mancano però punti di riferimento. E io cerco di non dimenticare mai quello che faccio e perché lo faccio in Calabria. Farlo in Calabria ha un sapore diverso".

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