Miasmi dal depuratore, istituito presidio permanente dai cittadini di Ravagnese

Situazione insostenibile e assembla pubblica del Comitato. Interlocuzione con il commissario unico per la depurazione Rolle a lavoro "per mantenere l’assetto fognario depurativo originario"

Il depuratore di Ravagnese

Una situazione insostenibile a cui nessuno sembra trovare una soluzione definitiva. I miasmi provenienti dal depuratore di Ravagnese continuano a sferzare la salute e la pazienza dei residenti che ieri si sono riuniti in assemblea, indetta dal Comitato, nato a giugno e impegnato in una lunga attività di sensibilizzazione, a cui vuole dare organica continuità.

I lavori dell’assemblea sono stati coordinati da Paolo Vita, presidente del Comitato. Vi hanno partecipato, tra gli altri, Germana Sgroi, Giuseppe Bombino, già presidente del Parco Nazionale dell’Aspromonte, l'avvocato Tilde Minasi e Simona Lanzoni, delegata per le politiche sociali di Alleanza Calabrese, promotori, a diverso titolo, di azioni e di iniziative a supporto delle attività del Comitato.

Ampia e qualificata è stata la presenza dei cittadini che durante i vari interventi hanno evidenziato il profondo disagio generato dal mancato funzionamento del depuratore, che affligge non soltanto l’intera popolazione del quartiere di Ravagnese, ma anche i residenti nelle aree limitrofe. La situazione ha indotto il Comitato ad istituire un presidio permanente per il monitoraggio e il controllo delle iniziative volte alla risoluzione del grave problema igienico-sanitario ed ambientale. Il Collegio, producendo una ricca documentazione, ha illustrato ai cittadini le proposte e le azioni intraprese per portare la questione all’attenzione delle Istituzioni competenti.

La perdurante assenza di concrete risposte, tuttavia, ha indotto il Comitato a "ricercare una diretta interlocuzione con il commissario unico per la depurazione, professore Rolle, ad oggi il solo ad aver accolto le reiterate istanze di chiarimento e di aggiornamento, dallo stesso Collegio avanzate, in merito allo sviluppo dei lavori per l’efficientamento dell’impianto citato".

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Il Comitato ha poi concluso: "svanita la possibilità di delocalizzazione dell’impianto (idea che, se perseguita, avrebbe consentito anche di rivedere anche le strategie di sviluppo dell’Aeroporto dello Stretto), il commissario unico, al momento, sta lavorando per mantenere l’assetto fognario depurativo originario, migliorando la tecnologia dell’impianto esistente, al fine di ottenere una riduzione delle emissioni". I rappresentati del Comitato assicurano che resteranno operativi e vigili e a breve convocheranno una nuova assemblea.

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