Portatori in lutto, addio Giovanni: "Uomo buono, ha onorato la Madonna a piedi nudi"

Si sono celebrati alla Basilica dell'Eremo, al cospetto della sguardo della Consolatrice, i funerali di Giovanni Gangeri, l'amato portatore anziano e simbolo della città

Il feretro del portatore

Lo hanno accompagnato sulle loro spalle per l'ultimo viaggio. Lo hanno sorretto, tenuto per mano, come accadeva, negli ultimi anni, durante le processioni di settembre e novembre. Lui ringraziava con la dignità dei grandi uomini, silenziosamente, con lo sguardo fiero e dolce per aver onorato il suo impegno con la mamma celeste. Poi ritornava a sedersi sulla sua sedia a rotelle e riprendeva il cammino verso il Monte, armato di rosario, sorrisi e di una fede che non ha confini. Oggi quella collina, tanto amata, che conosceva i segreti e la bontà del suo cuore, lo ha accolto per l'ultimo saluto terreno. I funerali di Giovanni Gangeri, decano dei portatori della Vara della Madonna della Consolazione, si sono svolti questo pomeriggio nella Basilica dell'Eremo. La celebrazione eucaristica è stata officiata dai sacerdoti Giovanni Licastro e Antonino Iannò, assistenti spirituali dell'Associazione Portatori e da frà Luigi Grisi.

"Giovanni rappresenta la memoria storica dei portatori - ha detto nell'omelia don Licastro - e per lui ho scelto il Vangelo che si legge nei funerali dei bambini, perchè credo che Giovanni, alla sua veneranda età, era rimasto un pò bambino nello spirito. Oggi diciamo alla Madre: ecco il tuo figlio, perchè Giovanni è cresciuto all'ombra della Madonna della Consolazione. E' stato un grande lavoratore, ha amato tantissimo sua moglie, e ha tirato sù con grandi sacrifici la sua famiglia. E' stato un compagno di stanga, un amico". 

Un uomo semplice ha aggiunto don Licastro "che viveva la sua vita nella semplicità e viveva scherzando delle cose del mondo perchè ormai ne aveva viste tante e guardava al futuro e come fare per ricongiungersi alla Madre. Nelle ultime raccomandazioni, "fate sapere alla Madonna che sto arrivando". Giovanni è arrivato come Cavaliere, come colui che, per tanti anni, ha posto la Consolatrice sulle sue spalle e l'ha portata in giro con quello che sapeva fare, con quello che sapeva dire, con quella disponibilità che aveva per tutti".

Anche frà Giuseppe Sinopoli, che per anni ha retto la Basilica dei cappuccini dell'Eremo ha rivolto un messaggio: "Una cascata di commozione la tua devozione di portatore che onoravi a piedi nudi, mentre abbracciavi la stanga e la Madonna ti librava sulle ali leggere dell'amore lungo crete di pietre e dimore di lacrime e di speranze.

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Ora che la Consolatrice ti sorride sulla Vara del paradiso è bello immaginarti correre tra galassie di luce all'urlo "E griramulu cu tuttu 'u cori, ora e sempre Viva Maria", mentre gli angeli aleggiano sull'Eremo cappuccino, tua prima casa che baciavi prostrandoti fino al tramonto del tuo pellegrinaggio terreno". La cerimonia funebre si è conclusa con la lettura di Gaetano Surace, presidente dell'Associazione, della preghiera del portatore.

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