Aumentano i tributi per le insegne, Aloisio: "E' giusto spremere chi cerca di sopravvivere?"

"Siamo la città e più tartassata d'Italia". Il presidente di Confesercenti chiede l’apertura urgente di un tavolo di crisi con le associazioni e le istituzioni

Negozi chiusi

"Siamo la città più tassata e al contempo più povera d’Italia. Questo è un dato. Incontrovertibile. Il paradosso nefasto di un sistema che sta scientificamente smantellando il fragile tessuto economico reggino e, più in generale, quello calabrese e meridionale.

Ma come non bastasse la pressione fiscale che a Reggio si attesta alla percentuale “monstre” del 74%, alle imprese sta arrivando in questi giorni un “regalo” per festeggiare il nuovo anno gentilmente offerto dall’Amministrazione comunale che a fronte del vincolo, data la disastrata situazione economica dell’Ente, di portare per alcuni tributi le tariffe al massimo, in questo caso ha operato una scelta non obbligata".

Aloisio Claudio-2La denuncia arriva da  Claudio Aloisio (nella foto), presidente della Confesercenti Reggio Calabria, che aggiunge: "in aggiunta alle tasse già insostenibili, ai servizi pressoché inesistenti, a una crisi infinita che continua a imperversare, alla concorrenza sleale dei giganti del web che pagano tributi irrisori, ecco l’ennesima bella sorpresa: un aumento del 50% sui tributi per la pubblicità".

In sintesi, spiega Aloisio "i negozi dovranno sborsare per le loro insegne una cifra spropositata. Chi, ad esempio, lo scorso anno aveva pagato 1.000 euro oggi ne dovrà pagare 1.500.

Ci chiediamo se la strada giusta per uscire da un’impasse che, stando alle ultime notizie, sta purtroppo portando la città verso il baratro del dissesto, sia quella di continuare a "spremere" coloro che cercano di sopravvivere navigando a vista nel mare tempestoso di una recessione ormai inarrestabile, sostenendo con immani sacrifici buona parte della nostra asfittica economia e della poca occupazione cittadina o se, invece, non sarebbe meglio intervenire, laddove sia possibile, per ridurre le spese correnti ottimizzando i servizi.

E solo di qualche giorno fa il nostro grido d’allarme sulla condizione disperata in cui versano i piccoli commercianti ed artigiani e sulla loro decimazione degli ultimi anni". Secondo il presidente Aloisio: "La risposta a questa drammatica situazione non può essere certo di continuare ad aumentare ulteriormente i tributi in quella che è già la città più tartassata d’Italia.

Non è una scelta equa, non è una scelta giusta e, per ultimo, non è una scelta di buon senso perché contribuirà all’aumento esponenziale delle chiusure di altri esercizi commerciali con tutte le conseguenze sociali ed economiche per i cittadini e per lo stesso Ente che, ovviamente, vedrà diminuire drasticamente la platea dei contribuenti con la consequenziale perdita di entrate".

Per questo motivo il numero uno di Confesercenti ritiene "urgente e indifferibile, e ci attiveremo immediatamente per richiederlo formalmente, l’apertura di un tavolo di crisi del commercio che veda coinvolte le associazioni datoriali, le Istituzioni e gli Enti preposti così da mettere in campo, in maniera organica ed efficace, tutte le possibili misure a sostegno di uno dei più importanti volani economici del nostro territorio.

Nello stesso tempo, chiediamo all’Amministrazione comunale di ritornare sui suoi passi ripristinando le vecchie tariffe sulla pubblicità in modo da dare un segnale concreto e positivo ma anche fortemente simbolico, a un settore tra i più colpiti dalla congiuntura economica attuale".
 

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