Benzinai in sciopero, confermata la protesta: distributori chiusi il 6 e 7 novembre

Gli impianti resteranno chiusi per 48 ore, fino alle ore 6 di venerdì 8 novembre. Le motivazioni dello sciopero nazionale. Disagi in vista, alcuni distributori rimarranno aperti in autostrada: ecco la lista

Benzinaio in sciopero (foto archivio Ansa)

Saranno due giorni neri per gli automobilisti. I benzinai incroceranno le braccia nei giorni 6 e 7 novembre 2019 per 48 ore in vista dello sciopero generale degli impianti di rifornimento, sia sulla rete ordinaria che autostradale. È il presidente Figisc/Anisa Confcommercio di Reggio Calabria, Antonino Pedà a comunicare l’adesione compatta dei gestori della provincia reggina alla manifestazione indetta da Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio che intende richiamare l’attenzione della politica e dell’intera popolazione sul fenomeno dell’illegalità dilagante nella distribuzione dei carburanti che interessa una quota vicina al 15% di prodotti clandestini sul totale dei 30 miliardi di litri erogati e, dunque, vale numerosi miliardi di euro ogni anno. 

Le organizzazioni di categoria spiegano che "da anni sollecitano la politica e le altre componenti del settore ad adottare una riforma complessiva che metta riparo ad oltre un decennio di deregolamentazione ed allentamento dell’intero sistema regolatorio che ha aperto le porte ad ogni forma di illegalità".

La lista dei distributori aperti su autostrade e tangenziali

Sciopero benzinai lista-2

Secondo le sigle: "Governo ed Agenzia delle Entrate da una parte, le compagnie ed i retisti dall’altra, continuano a trovare il modo per adottare provvedimenti il più delle volte disorganici, confusi, dall’applicabilità altamente problematica per una rete di vendita non ammodernata e persino male mantenuta e dall’esito incerto scaricando interamente solo sui gestori responsabilità e costi che dovrebbero invece essere considerati di sistema". 

Secondo Pedà "l’illegalità ingenera un danno all’intera collettività, poiché le risorse vengono sottratte al mercato regolare a tutto vantaggio di organizzazioni criminali, con riflessi devastanti anche sulla concorrenza e la qualità stessa dei prodotti immessi nei serbatoi di automobilisti ignari". 

La categoria non può ulteriormente accettare che comportamenti illeciti vengano tollerati poiché, come ricorda Pedà “a fronte di comportamenti border line di taluni avventurieri del comparto ed a fronte di un approccio fin troppo morbido del Governo nell’affrontare la questione, sono i Gestori a pagare un conto salatissimo vedendosi imposti rapporti contrattuali in aperta violazione delle leggi vigenti ed a subire, ancora nel 2019, l’imposizione di margini economici del 30% inferiori a quelli già riconosciuti nel 2011”. 


 

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