“Incontri con la Storia” a Spazio Open, protagonista Carlo I D’Angiò

Si inserisce all’interno degli “Incontri con la Storia” promossi dall’Associazione Culturale Anassilaos l’incontro fissato martedì 8 ottobre alle ore 17,30 presso lo Spazio Open sul tema “Carlo I D’Angiò e la conquista angioina della Calabria tra il 1266 ed il 1285”. In programma una conversazione del dottore Fabio Arichetta, socio della Deputazione “Società Napoletana di Storia Patria”, componente Deputazione Storia Patria per la Calabria, specializzando in Scienze Storiche presso il DICAM dell’Università di Messina.L’incontro, patrocinato dalla Deputazione di Storia Patria per la Calabria, saràintrodotto dal dottore Luca Pellerone, presidente Anassilaos Giovani.

Al centro dell’intervento dello studioso la figura e l’opera di Carlo I d’Angiò, e la sua conquista di Napoli e della Sicilia. Furono i pontefici Urbano IV e Clemente IV, timorosi della potenza degli Svevi,  ad offrire a Carlo la corona di Sicilia, considerata da sempre un feudo della Santa Sede. Egli accolse  l’offerta e ricevette  l'investitura del regno.  Con il sostegno della  Chiesa e con il denaro prestato  dai banchieri toscani, raccolse un numeroso esercito e il 6 gennaio del 1266 a Roma  venne incoronato re.

Il  successivo 26 febbraio presso Benevento sconfisse Manfredi, re di Sicilia e figlio naturale di Federico II,  che morì nella battaglia. Due anni più tardi, il 23 agosto 1268,  a Tagliacozzo, sconfisse l’ultimo erede degli Svevi,  Corradino di Svevia, venuto a rivendicare il regno e lo fece decapitare a Napoli, nella piazza del Mercato, il 29 ottobre, per i tempi un fatto inaudito. Consolidato così il suo potere all’interno del nuovo regno ebbe modo di svolgere  una azione politica su scala europea. Partecipò alla crociata di suo fratello S. Luigi contro Tunisi,  conquistò Corfù, Valona, Durazzo e assunse la corona d'Albania nonché, nel 1277, il titolo di re di Gerusalemme. Con tali azioni egli dimostrò di guardare ben oltre i confini, che a lui parevano ristretti, del regno di Sicilia. Ma per una siffatta politica mancavano le risorse adeguate se non a costo dell’imposizione di tributi gravosi e insopportabili.

Così  il 31 marzo 1282 scoppiò in Sicilia la rivoluzione passata alla storia come i Vespri siciliani, che da Palermo si diffuse rapidamente per tutta l’isola. I siciliani proclamarono sovrano Pietro d'Aragona, figlio di Giacomo I d'Aragona e genero di Manfredi e l’isola, nonostante i tentativi di Carlo, fu per sempre persa per gli Angioini. In questo periodo si svolse anche l’assedio di Reggio Calabria da parte del sovrano angioino. La nostra Città, per la sua posizione geografica, fu infatti la base dei tentativi angioini di sbarcare in Sicilia e di quelli aragonesi di passare sul continente.  La guerra tra i contendenti fu aspra e culminò, nella sua prima fase,  nella battaglia navale del golfo di Napoli, il 5 giugno 1284, a seguito della quale  lo stesso erede del trono angioino, Carlo lo Zoppo, cadde prigioniero del nemico. Carlo si apprestava alla rivincita ma morì a Foggia il 7 gennaio 1285. 

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