Piano strutturale comunale, disco verde del Comune per disegnare la Reggio del futuro

La soddisfazione del sindaco sull'adozione del strumento urbanistico che servirà alla città "per la costruzione di un quadro conoscitivo culturale, per il miglioramento della vivibilità, la prevenzione e la sicurezza"

Il sindaco Falcomatà durante la relazione

Con l'ok definitivo in consiglio comunale la città saluta per sempre, dal punto di vista urbanistico gli anni '70 e transita verso il futuro con il Piano strutturale comunale (Psc) e al Regolamento edilizio urbanistico (Reu).

"E’ un sì alle aspirazioni e alle prospettive di sviluppo della nostra città e dell’economia locale - ha scritto su Facebook il sindaco Falcomatà -  il disegno di come sarà la nostra Reggio. Una città finalmente coerente con la morfologia fisica del territorio e, soprattutto, con la disciplina d’uso del suolo.
Una città che finalmente si dota di una strategia di sviluppo".

Ma Reggio come cambierà con il Psc?

Intanto definendo lo spazio urbanizzato e urbanizzabile per conservare e valorizzare le potenzialità ambientali: la costa, i luoghi pedemontani, l’alta collina, le frazioni costiere; definire la “trama verde” e la rete degli spazi aperti urbani; riqualificare e recuperare le parti della città edificate non conformemente al piano vigente dotandole di urbanizzazioni primarie e secondarie; rinnovare e conservare la città storica, riqualificare e rigenerare le periferie.

"E’ il nuovo disegno di una città - continua Falcomatà - che integra le funzioni terziarie, artigianali e commerciali con quelle residenziali, migliorando l’aspetto organizzativo e morfologico nel rispetto della riduzione del consumo di suolo. Ma soprattutto il Psc serve alla città e ai suoi cittadini per la costruzione di un quadro conoscitivo culturale, per il miglioramento della vivibilità, per la prevenzione, la sicurezza".

Il Psc è lo strumento che assicura coerenza territoriale e ambientale, la prevenzione dei rischi naturali maggiori e la riduzione/eliminazione di fonti maggiori di impatto come il rumore e le polveri.

Il Piano strutturale comunale tiene per la prima volta conto "dello spazio rurale, non come far west della speculazione edilizia ma come luogo della valorizzazione delle colture agricole più produttive e pregiate, del patrimonio forestale, dello sviluppo del turismo rurale e dell’agriturismo fondato sulla conoscenza ed il recupero del patrimonio etno-antropologico e sulla tradizione enogastronomica. Si pone come agli anni in cui la speculazione edilizia, l’abusivismo, il consumo incontrollato di suolo, le abitazioni costruite laddove non erano state realizzate le fogne, la pubblica illuminazione, le scuole, le aree per il tempo libero, hanno violentato la nostra città".

"Da oggi - conclude Falcomatà - entriamo in una nuova dimensione. E’ il tempo di transizioni già mature, per rendere reale una visione di città plurifunzione, resiliente e accogliente: una città bella, una città attrattiva, una città coraggiosa, custode della propria storia e artefice del proprio futuro".

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