E' crisi all'interno di Patto civico: si dimettono i soci fondatori

Al termine dell'assemblea arriva la nota della fondatrice del laboratorio politico, Marisa Cagliostro, nella quale spiega le divergenze sorte all'interno del comitato

Marisa Cagliostro

La socia fondatrice del laboratorio politico Patto civico, Marisa Cagliostro con una comunicazione ufficiale informa la cittadinanza della crisi che il comitato sta attraversando. 

"Nel corso dell’assemblea odierna del laboratorio politico Patto civico, tenutasi presso la sala parrocchiale della Chiesa del Crocifisso, ha preso forma ufficiale una profonda crisi che covava da tempo, interna al comitato di coordinamento e alla assemblea stessa, che si è sostanziata nella presa d’atto delle dimissioni dal comitato della grande maggioranza dei componenti tra soci fondatori e non. Ritengo, almeno per quanto mi riguarda, che la chiarezza sia d’obbligo in un momento di totale confusione nella vita politica di questa città e non solo".

"E magari che la coerenza non divenga oggetto di opinabile discriminazione ma di apprezzamento e di fiducia ben riposta da quanti mi stimano e continuano ad apprezzare quanto faccio e ho fatto sempre per amore verso la città - dichiara Cagliostro - e  passione per il mio lavoro. In primis è stato evidenziato dagli intervenuti dimissionari come la attuale gestione abbia vanificato il gran lavoro fatto negli anni fondativi della associazione nata” intorno a un progetto politico comune volto al riscatto e alla crescita sociale ed economica della città di Reggio Calabria e della sua area metropolitana, con un documento sottoscritto da oltre cento firmatari".

La professoressa Cagliostro andando a ritroso nel tempo afferma che "nel giugno del 2014 nella sala Biblioteca di palazzo Alvaro era stata presentata al pubblico, dal suo promotore e dal primo coordinatore professore Spadaro, l’associazione e il suo documento programmatico che consisteva in un ampio studio, redatto, anche con la mia partecipazione, da esperti su tutti i settori della vita cittadina, con il proponimento di lavorare non 'contro' ma al di 'fuori' dei partiti.

I componenti dell’attuale comitato, dei quali per riservatezza non cito i nomi, figurano tra i dimissionari non condividendo evidentemente la attuale linea direttrice che, a seguito di una modifica di statuto che ha previsto la possibilità di creare una propria lista alle prossime elezioni cittadine,ha portato la nuova dirigenza ad assumere iniziative e contatti, con singoli e gruppi politici, spesso al di fuori dalla normale condivisione con l’assemblea, non convocata nei tempi previsti dallo Statuto. Lavorando poco o niente all’aggiornamento del documento programmatico originario".

"Come socia - continua Marisa Cagliostro - in atto di Patto civico, leggendo sulla stampa comunicati il cui contenuto mi era poco chiaro e appreso per caso da un socio che si sarebbe tenuta l'odierna assemblea contavo di partecipare, seppure stranamente non destinataria della convocazione, per apprendere il percorso che aveva portato a scelte che, condivisibili o meno, andavano comunque discusse e approfondite con più ampia partecipazione dei soci. Ascoltate le motivazioni della mia inopinata esclusione, non la sola, giustificata da convincimenti basati su una innocente foto con amici del partito dei Verdi alla manifestazione sul clima, ho ricevuto e accettato le scuse da chi aveva ipotizzato qualcosa che comunque non poteva essere motivo di mia esclusione dalla convocazione, cosa incomprensibile per una formazione che fa della legalità la sua bandiera". 

In seguito a quanto accaduto la fondatrice del laboratorio politico esprime "la totale dissociazione rispetto alle attuali modalità di gestione della associazione nonché rispetto alle scelte manifestate in recenti comunicati stampa che vedono Patto civico in una specie di coalizione con altri gruppi o movimenti nati per l’occasione elettorale cittadina. Manca un progetto sia di Patto civico che comune a questa aggregazione aperta che possa, a mio avviso, raccogliere i consensi di un elettorato confuso da una serie crescente di slogan e sigle che a destra e a sinistra, con qualche rara eccezione, presentano vari salvatori della patria. La leadership non è una cosa che si costruisce per somma di numeri ma è insita in soggetti che avremmo certamente riconosciuto ove se ne fosse presentata l’occasione e non solo a qualche mese dalle elezioni!"
 

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