Europee, il ritorno del bipolarismo? A Reggio vince il Partito Democratico

I reggini si dividono di nuovo tra destra e sinistra. La Lega stravince in Italia ed è il primo partito in Calabria. Fanalino di coda per il Movimento 5 stelle

Il quadro politico italiano sembra chiaro sin dalle prime ore della mattina all’indomani dalle elezioni europee. La Lega è il primo partito con il 34,4% di voti, seguito dal Pd (22,69%) e dal Movimento 5 stelle, in netto calo (17,07%). A superare il quorum, Forza Italia con l’8,79% e Fratelli d’Italia con il 6,46%.

A Reggio vince il Pd

Risultati invertiti nella città di Reggio Calabria, dove il primo partito in assoluto è il Pd con il 24,32%; secondo la Lega con il 22.41% e terzo il Movimento 5 Stelle con il 21,13%.

Torna il bipolarismo? Un dato cittadino su cui riflettere, considerato il flop del Pd alle politiche dello scorso marzo, e da analizzare in considerazione delle prossime elezioni comunali e regionali.

La Calabria è per Salvini

Nella provincia di Reggio Calabria i risultati sono sicuramente più prevedibili ripensando alle tendenze dei votanti emerse negli ultimi tempi. Al primo posto si attesta la Lega con una percentuale del 22.77% (40.361 voti). Segue il Pd con il 20.67% (36.635 voti). Arriva terzo il Movimento 5 stelle, con il 19.63% (34.780 voti). In tutta la provincia i voti a favore di Forza Italia sono 29.520 per il 16,66%, mentre per Fratelli d’Italia si registra il 12,24% (21.683 voti).

Per tutti gli altri, non si arriva nemmeno al 4%: Europa verde 1.69% (3.482 voti), La sinistra 1.66% (2.949 voti), +Europa 1.47% (2.598 voti), Partito comunista 0.97% (1.719 voti), Partito animalista 0.47% (825 voti), Popolo della famiglia 0.42% (740 voti), CasaPound 0.39% (699 voti), Popolari per l'Italia 0.38% (669 voti), Forza Nuova 0.16% (285 voti), Partito pirata 0.15% (272 voti).

Retromarce per Di Maio

Lo scenario è questo: i calabresi prediligono ancora una volta un partito che fino a poco tempo fa era indirizzato prettamente al Nord. A Reggio, però, il Partito Democratico recupera voti, a differenza del Movimento 5 Stelle, lasciato indietro anche su tutto il resto d’Italia. Il calo registrato in Calabria, Sicilia e Sardegna, considerate finora le roccaforti del partito, segna un’amara sconfitta per Luigi Di Maio. 

Reazioni/previsioni

Ma cos’è cambiato? Si parla di sfiducia nelle istituzioni, di voglia di rinnovamento. Basti solo pensare che la Lega, a livello nazionale, è passata dal 6% di cinque anni fa al 17% degli anni scorsi, fino ad arrivare ad oggi. La scelta del popolo è chiara e non lascia dubbi. 

“È una ferma volontà degli italiani”, afferma infatti il ministro Matteo Salvini in conferenza stampa, dove si è presentato con un rosario in mano e baciandolo ha ringraziato chi da lassù “non aiuta Matteo Salvini o la Lega, ma aiuta l’Italia a ritrovare speranza, orgoglio, radici, lavoro, sicurezza. Non ho affidato al Cuore Immacolato di Maria un voto o il successo di un partito ma il futuro, il destino di un continente.

I dati ci danno ragione. La festa dura poco, perché adesso è il momento della responsabilità”. 

Il ministro Salvini parla di un “rinascimento europeo”. E di rinascita si può parlare anche a Reggio. Una rinascita di idee, un netto cambiamento dei modi di intendere e vedere la politica, ma anche il futuro dell’Europa, dell’Italia e della Calabria. Non si deve dimenticare, infatti, che prossimamente Reggio sarà chiamata a votare per le comunali e le regionali. 

Stando a quanto emerge da queste elezioni europee, il risultato si prospetta inaspettatamente incerto: Lega o Pd? I due principali partiti scelti dai calabresi rispecchiano le idee della gente. Anche se il mondo social si dimostra in antitesi con i risultati. In molti, infatti, si scagliano contro chi ha votato la destra. 

Interessante la scelta dei reggini nei confronti di Fratelli d’Italia. Il partito di Giorgia Meloni si rinforza e ottiene in città l’11,62% dei voti. Forza Italia lo precede per poco, con il 12,19%.

Un quadro da conservare e su cui riflettere. La situazione lascerebbe intendere una “lotta” politica particolarmente accesa e indirizzata ad ottenere il consenso, sempre minore, dei cittadini. Oltre a tenere bene a mente queste votazioni, infatti, si deve prendere in considerazione il forte astensionismo, in netto avanzo soprattutto a Reggio Calabria (con il 60%). In tutta la regione, invece, il 56% dei votanti non si è presentato alle urne. 
 

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