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"Coloravirus" la favola raccontata da un'infermiera in trincea

Il coronavirus, ribattezzato Covid-19, il virus del terzo millennio che sta tenendo in scacco l'intera umanità ormai è diffuso ovunque. Il mondo intero è in guerra, una guerra difficile contro un nemico invisibile, ma non impossibile. Una task force è h24, dai rappresentanti del governo, ricercatori, forze dell'ordine, volontari, operai ma non per ultimi i nostri "angeli".

Dottori, infermieri e operatori sanitari che ogni giorno in prima linea lottano questa terribile "pandemia". In questo clima di sofferenza e paura un'infermiera del nostro ospedale metropolitano riesce a trovare le parole per scrivere una favola.

La favola di Coloravirus

Un brutto giorno sulla terra, arrivò un piccolo e invisibile esserino; che però era davvero enorme e cattivissimo. In poco, pochissimo tempo portò tutti nel buio e nella tristezza, non ci si poteva più abbracciare, ne tenersi per mano e darsi un bacio era davvero proibito.

Nessun bambino poteva più andare fuori a giocare, non si poteva più correre felice tra la natura, niente più scuola,niente più amici,niente più carezze dei nonni, dei fratelli e degli zii.

Era tutto davvero molto triste! I giorni passavano lenti, e si poteva guardare il mondo solo da dietro le finestre. Il coronavirus questo era il suo nome, diventava sempre più forte, crudele e cattivo.

Lui entrava dentro le persone, rendendoli fragili, malati e soli; faceva davvero tanta paura. Tutti gli scienziati della terra,studiavano notte e giorno per cercare di scacciarlo via, mentre dei supereroi con una debole corazza bianca fatta di leggerissima stoffa, una maschera sul viso per non farsi riconoscere e una siringa come spada cercavano di sconfiggerlo lottando con tutte le proprie forze.

Loro avevano un super potere che cominciò sempre più a indebolire coronavirus, avevano il coraggio e l'abbraccio delcuore che davano a tutti gli uomini con i loro occhi da dietro l‟armatura.

Molti altri supereroi, si unirono a loro e con coraggio lavoravano senza sosta per aiutare gli uomini della terra, che ormai erano stremati e impauriti; prendendo tutto il loro coraggio si univano alla grande battaglia.

Fu a quel punto, che i bambini di tutta la terra ,insieme ai loro genitori presero in mano dei colori e dipinsero dei bellissimi arcobaleni,scrissero sopra #andratuttobene insieme ce la faremo e lo appesero fuori dalle loro case. Coronavirus, cominciò a perdere i suoi super poteri perchè tutti stavano usando l'arma segreta: il coraggio fino al punto che si arrese.

Quel giorno sul cielo di tutta la terra davanti a un bellissimo sole apparve un bellisimo arcobaleno, c'era scritto “Insieme avete vinto". Disse: "Vi restituisco il vostro coloratissimo mondo ecco da oggi sono cambiato anche io , il mio nome è "Coloravirus".

"Questa favola - dice Angela Maria Grazia Trunfio, autrice della favola - vorrei la raccontaste ai nostri figli, a quelli degli infermieri, dei medici, e di tutti gli addetti ai servizi della sanità, nessuno escluso, ai figli delle forze dell'ordine e di tutte quelle formichine che operose e pazienti stanno mandando avanti il Paese. Che sia un messaggio di speranza per tutti".

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