Alloggi popolari, negato il cambio di appartamento al signor Sgrò affetto da gravissime patologie

L'Osservatorio sul disagio abitativo lancia un appello al sindaco perché "provveda, in emergenza, a garantire una nuova casa a questa famiglia"

Gli alloggi di via Esperia (foto google maps)

"Il signor Sgrò ha 55 anni ed è affetto da una gravissima obesità e altre patologie correlate, tra le quali gravi problemi motori e respiratori. Ha  bisogno di frequenti controlli medici e ricoveri ospedalieri ma proprio la struttura dell’alloggio popolare, assegnatogli dal comune, non gli consente di uscire  liberamente da casa". È la denuncia dell'Osservatorio sul disagio abitativo per sensibilizzare l'opinione pubblica e le autorità competenti sulle problematiche di quanti in emergenza abitativa, lottano nonostante tutto nell'indifferenza e nel silenzio.

"L'alloggio popolare - spiegano dall'Osservatorio - si trova infatti al terzo piano e il signor Sgró non può utilizzare l'ascensore perché non è adeguato alle sue condizioni fisiche. Nell’ultimo periodo, ha potuto effettuare con difficoltà e sempre più raramente le visite necessarie. La moglie ha fatto il possibile, chiedendo la collaborazione di persone disponibili a trasportare il marito di peso, lungo le scale, fino a piano terra. Altre volte è stato, perfino, necessario  richiedere l’intervento dei vigili del fuoco". 

È una storia di sofferenze quella del signore Sgrò che ha saltato molte visite mediche e da settimane non riesce più a sollevarsi dal letto, respira con difficoltà e con l’aiuto del respiratore. La moglie lo assiste quotidianamente ma le barriere poste dall’alloggio in cui vivono ostacolano le cure necessarie".

Negli anni la famiglia ha richiesto al comune il cambio alloggio, le condizioni dell'uomo richiederebbero infatti un'abitazione a piano terra, con sanitari adeguati ai soggetti con disabilità ma fino ad oggi sottolineano i responsabili dell'Osservatorio: "Il comune  non ha provveduto al cambio richiesto. Il caso di questa famiglia non è un caso isolato. Sono numerose le richieste di cambio alloggio inevase nella città. È una delle problematiche correlate alla cattiva gestione degli alloggi popolari che non trova soluzioni efficaci, negando il diritto ad un alloggio adeguato a molte famiglie assegnatarie".

Dal 1996 il comune e l’Aterp  non applicano le disposizione di legge per i cambi alloggio. "Il cambio dell’ alloggio per disagi abitativi, per condizioni strutturali inadeguate alla salute degli assegnatari, per sovraffollamento e per sottoutilizzazione (Titolo V, articoli 42, 43, 44 e 45 legge regionale nr 32/ 1996) - chiariscono dall'Osservatorio - è un’azione fondamentale della gestione degli alloggi popolari. Attraverso questa azione viene garantito nel tempo il diritto fondamentale ad una casa adeguata. Il Comune e l’Aterp, secondo quanto previsto dalla legge regionale, avrebbero dovuto dal 1996  approvare ogni tre anni il programma di mobilità degli assegnatari  e provvedere alla sua attuazione, fissandone  tempi e criteri. In pratica, negli ultimi  22 anni, i due enti  avrebbero dovuto, secondo la legge regionale, fissare la percentuale di riserva di alloggi da destinare ai cambi (aliquota massima del 25%), predisporre e ricevere le istanze degli assegnatari, costituire una Commissione  con il compito di valutare le domande, redigere apposita graduatoria, considerando le priorità fissate dalla normativa, e quindi  procedere ad effettuare i cambi degli alloggi con scorrimento della graduatoria. Ma niente di tutto questo è stato fatto".

Considerata la situazione della famiglia Sgrò, l'Osservatorio sul disagio abitativo ritiene opportuno "che il sindaco provveda, in emergenza, a garantire il cambio alloggio a questa famiglia e ad ogni altra che si trovasse nelle stesse condizioni. Il comune e l’Aterp dovrebbero, inoltre,  applicare la normativa regionale in tempi brevi, per garantire in modo strutturale tutti i cambi alloggio necessari".

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