Martedì, 19 Ottobre 2021
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"Mollo tutto e vado a fare la vignaiola", la storia di Antonella viticoltrice dell’anno

Dalla toga alle vigne di Bianco. Lungo la costa dei Gelsomini nasce " Pi greco", ecco il bianco greco che ha stregato Gambero Rosso

La forza di volontà è il vero motore della vita. Ne sa qualcosa Antonella Lombardo viticoltrice dell’anno appena incoronata dalla guida Vini d’Italia di Gambero Rosso. Lei è un’ex avvocata calabrese trapiantata per un periodo a Milano, che ha deciso di lasciare la toga per tornare a Bianco e dedicare la sua vita alla sua passione di sempre: il vino. 

Un ritorno alle origini dettato dalla voglia di cambiamento: “Ero molto soddisfatta del mio lavoro a Milano - dichiara - ma sono voluta  tornare nella mia terra, avevo voglia di fare qualcosa di nuovo, di diverso perché anche qui se una cosa si fa bene si può fare. L’amore per il vino c’è sempre stato, amavo andare a visitare le cantine ma poi ho deciso di acquistare le vigne, di realizzare e creare le mie cantine”.

Un progetto già nell’aria nel 2018, ma è stato il 2019 l’anno della svolta quando è nata l’Azienda agricola Antonella Lombardo. “E’stata una sfida con me stessa, non sono un’esperta del settore. Ho fatto solo un corso per sommelier, ho sempre letto libri sull’argomento e approfondito, quindi ho deciso di metter su una squadra di professionisti che mi affiancano: quattro operai fissi, due agronomi e un enologo. Si lavora 356 giorni l’anno ci sono dei sacrifici da fare, bisogna alzarsi presto, però in compenso vivi a stretto contatto con la  natura”.

Una scelta coraggiosa la sua, un salto nel buio che ha dato i suoi frutti in brevissimo tempo, destando l’attenzione anche della celebre guida: “Ho deciso di inviare a Gambero Rosso due vini vendemmiati nel 2019 solo per capire se io e il mio team fossimo nella strada giusta, a seguire uno dei due vini è stato premiato con i tre bicchieri: il bianco greco. Ho provato tante incredulità, ma ho avuto la mia risposta: anche in Calabria si può fare. Mi sono emozionata e tutti i miei sacrifici sono stati ripagati”, aggiunge.

A conquistare il palato della celebre giuria il Pi greco: “Il mio è un vino che rispecchia la mia terra – racconta Antonella -  il mio  mare e che racchiude i profumi della Calabria”.  Il suo gusto particolare deriva dalla scelta  di uve greco di Bianco: “Abbiamo deciso di vinificare  a secco uve utilizzate - svela soddisfatta -  per produrre vini dolci  per creare un vino da tutto pasto da gustare in ogni momento”.

E la particolarità?: “In questo vino si sentono le erbe aromatiche, i profumi iodati, la ginestra, gli agrumi e la frutta tropicale. C’è una corrispondenza unica  tra olfatto e gusto in bocca”. Bere Pi greco è un’esperienza multisensoriale  che esprime l’essenza della Calabria nelle sue innumerevoli e affascinanti sfaccettature: “Un vino deve essere identitario. Chiunque lo provi sente il corredo caratterizzante del nostro territorio, non è un vino standardizzato. A renderlo speciale  le vigne che si trovano a 50 metri dal mare a differenza degli standard in cui le vigne stanno a 300-400 metri sul livello del mare”.

Cinque ettari di terreno, in cui coltivare una passione che rinnova una tradizione millenaria portata in queste terre, come anche in Sicilia, dagli antichi greci: "Sono soddisfatta dei miei risultati - conclude - ma bisogna essere costanti nel tempo. Il primo anno è stato solo l’inizio il mio augurio è di rimanere costanti. I nostri sono stati e continuano ad essere esperimenti di una giovane realtà  che cerca di vinificare sempre al meglio. In Calabria abbiamo tutte le potenzialità per farlo”. Tante le novità in cantiere: due i rossi usciti quest’anno, si lavora su un vitigno autoctono pronto a settembre, insieme ad un macerato di uve passite da greco di Bianco e al passito che arriverà a novembre.
 

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