Venerdì, 30 Luglio 2021
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"Station to Station", opere d'arte in transito nel bunker della stazione Centrale

L'esposizione, ingresso libero, è coordinata dalla direzione artistica della Techné Contemporary Art e realizzata con la collaborazione del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane

Il bunker della Stazione di Reggio Calabria Centrale

Un trait d'union tra due città che condividono lo stesso braccio di mare, unite da sempre da un destino comune. L’una porta di accesso all’isola più grande del Mediterraneo, l’altra punto di approdo nel Continente. A questa visione aggiungi un interessante progetto pilota di arte contemporanea, che innesta le sue radici sulla capacità di riadattamento e reinvenzione, custodito all'interno di posti sconosciuti, come il bunker della Stazione di Reggio Calabria Centrale, o che sono stati volutamente chiusi, il Salone dei Mosaici della Stazione Marittima di Messina. 
Da una fusion accattivante nasce "Station to Station", l'esposizione coordinata dalla direzione artistica della Techné Contemporary Art e realizzata con la collaborazione del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane. 

Il progetto nelle parole di Angela Pellicanò

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Riaperture, ricongiungimenti. Da Stazione a Stazione

Artisti di passaggio. Opere in transito. "Un viaggio da fermi in luoghi per antonomasia preposti al viaggio, dove ciascun artista - spiegano gli organizzatori - esprime il bisogno di connessione con i mondi, necessariamente al plurale, con la consapevolezza di essere immerso in un sistema di relazioni che improvvisamente si è scoperto fragile, nel quale i rapporti interpersonali sono stati messi in discussione e i metodi classici della diffusione sono stati vincolati in una gabbia di limitazioni, distanziamenti, chiusure e aperture, deboli e labili".

I linguaggi della contemporaneità, in totale aderenza con le sperimentazioni tecnologiche, "trasmettono i propri codici ad alta velocità; essere connessi alla rete permette la visibilità e l’aggiornamento sulle più svariate tendenze artistiche". Nello stesso tempo la rete ferroviaria con le sue stazioni, punti di snodo e di transito, diventa metafora della trasmissione della cultura.

"Lanciamo  un messaggio, diamo un segno, - continuano i promotori del  progetto pilota di arte contemporanea - e facciamolo a partire da quello che è un bisogno congenito dell’uomo: quello del viaggio. L’arte come luogo simbolico della necessità di spostamento, terrain vague, la più grande linea di difesa dell’umanità; la stazione come suo luogo fisico per antonomasia, che – come le eterotopie di Foucault, "spazi che hanno la particolare
caratteristica di essere connessi a tutti gli altri spazi, ma in modo tale da sospendere, neutralizzare o invertire l'insieme dei rapporti che essi stessi  designano, riflettono o rispecchiano" – non sono altro che contenitori temporanei di frammenti situazionali, luoghi dell’impermanenza, pause obbligate tra un arrivo e una partenza.
Intermezzi ai quali, attraverso l’arte che è il regno del simbolo, vorremmo aggiungere la dimensione del tempo liberato dalla contingenza del presente".

La curiosità storica: il bunker della Stazione di Reggio Calabria Centrale 

È un bunker risalente al periodo bellico, (1938), venuto alla luce durante i recenti lavori di ristrutturazione della stazione progettata, come quella di Messina, dall'architetto Angiolo Mazzoni che, durante il Ventennio, realizzò numerosi edifici ferroviari in tutta Italia. Il bunker, non è mai stato aperto al pubblico: la mostra costituisce, dunque, un precedente assoluto per la città. Piccoli ambienti a sé, in alcuni dei quali sono ancora visibili le porte stagne di metallo e le attrezzature di sopravvivenza risalenti alla seconda guerra mondiale.

Gli artisti in mostra 

Nel bunker della Stazione Centrale di Reggio Calabria: Grazia Bono & Giovanni Brandolino, Knightfish - un pesce in camera doppia; Pino Caminiti, Polifemo al Luna Park; Angela Pellicanò, Sciafilia; Felipe Perez, You are not what you seem; Francesco Petrone, 33’’ | Inizio | LockNow; TechneLab, 50persone e zeroottouno, Italia. L'esposizione reggina è curata e descritta da Giuseppe Capparelli.

Nella Stazione di Messina Marittima: Ninni Donato, Qui non sbarcherà mai nessuno; Mustafa Sabbagh, anthro-
pop-gonia e  Lucilla Ragni, Senza titolo. 

Il pubblico potrà visitare "Station to Station", ingresso libero e contingentato in ottemperanza alle norme anti Covid, tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle ore 9 alle 13 e dalle 15 alle 18. La mostra chiuderà i battenti il 31 agosto 2021.
 

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