Venerdì, 30 Luglio 2021
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"Volontaria per scelta di vita", la storia di Silvia che dona amore ai cani di Mortara

Da Covid portato in pandemia a Melacrino, il più viziato del canile. Viaggio in uno dei luoghi simbolo della città per conoscere i nostri amici a quattro zampe in cerca di casa. L'appello ai reggini e la lotteria di Pasqua

Silvia insieme a Ben del canile di Mortara

Sa tutto di loro dalle abitudini ai vizi, passando per i caratteri che li rendono unici. Lei è una cittadina reggina che, come tanti altri, ha deciso di donare il suo tempo ai pelosetti a quatto zampe del canile di Mortara.

Non appartiene a nessuna associazione di volontariato, per lei mettersi al servizio dei cani è una vocazione, una vera e propria scelta di vita. Si chiama  Silvia Trimboli e da 2 anni  si prende cura dei 170 cani ospiti del rifugio insieme ad altre 15 persone circa. Una parte di queste appartiene all’Associazione Dacci una Zampa Onlus  e  un’altra è composta da liberi cittadini che in maniera autonoma decidono di dare una mano. Si tratta di 150 cani di proprietà del Comune di Reggio Calabria  e di una ventina appartenenti a Dacci una zampa.

"La struttura è commissariata - afferma Silvia - ed è sotto sequestro per adeguamento, operiamo sotto il direttivo dell’Asp. Ci occupiamo prevalentemente di cani della vecchia gestione. Da noi arrivano soprattutto quelli sequestrati poiché i padroni o i parenti non se ne possono occupare, oppure cani portati dalle forze dell’ordine. La struttura non funziona da accalappio, l’ultimo risale al 2018. Abbiamo soprattutto cani anziani o cuccioloni dai 2 anni in sù. Solo eccezionalmente vengono portati cuccioli”.

Ma perché questi cani non riescono a trovare casa?  "I reggini che vengono qui - dichiara - cercano cani di razza, cuccioli o cani di taglia piccola. Nella maggior parte dei casi abbiamo cani adulti e di taglia grande. Nel 2020 c'è stato un boom di adozioni fatte fuori Reggio: hanno trovato una famiglia, 75 cani tra cuccioli e adulti”.

Di che cosa si occupa un volontario del canile? “Ci occupiamo di tutto non avendo degli operai comunal - prosegue Silvia - dalle cure degli animali all’adozione, pulizia box, lavaggio e manutenzione del canile. L’ Asp si dedica solo a vaccini e sverminazione, il Comune manda e non regolarmente cibo generico. Del resto ci occupiamo noi: sterilizzazione, allergie e problemi vari”.

Silvia che nella vita fa la segretaria dedica 24 su 24 ai cani di Mortara: “Facciamo i turni, per mezza giornata sono in canile ma quando torno a casa continuo a lavorare per loro per la gestione delle adozioni e non solo”.

Le storie dei "pelosi" di Mortara

Sono innumerevoli le storie che potrebbe raccontare Silvia, tra cui quella di Melacrino, il più viziato del canile, che dopo la morte del padrone a cui era legatissimo è finito a Mortara. Qui i volontari hanno sempre pensato di farlo sentire a casa, lui ama i divani e nel suo box non può mancarne uno.

Commovente la storia di Covid, il cane corso sequestrato dalle Forze dell'ordine e poi arrivato in canile perché mordace: “Noi lo chiamiamo Coco - prosegue - gli è stato dato il nome di Covid perché all'inizio seminava panico e distruzione. Poi abbiamo scoperto che stava male. Dal forte stress era diventato uno scheletro a causa di una gastroenterite nervosa, poi è riuscito ad entrare in simbiosi con Candida Naccarato, presidente dell’associazione Dacci una Zampa Onlus e ha ricominciato a mangiare”.

Storia a lieto fino anche quella di due mamme "scaraventate" dentro il canile con i cuccioli. Episodio di violenza, denunciato e di cui è stato individuato il responsabile, che ha causato la morte di un cucciolo su dieci: “Tutti hanno trovato casa - dice Silvia - manca solo Bianca”.

Ma com’è cominciata l’avventura di Silvia che vive con uno un boxer che rischiava di finire in canile e con un gatto, più uno in adozione: “Ho perso un cane - confessa commossa -  e poiché non ho potuto salvare il mio cerco di riscattare la mia coscienza cercando di salvarne altri. Nel mio mondo ideale ogni cane dovrebbe avere una famiglia e viceversa. Non si può descrivere l’amore puro che può darti un animale”.

Ecco i cani che cercano casa

Sono tanti i cani che cercano casa, conosciamo meglio alcuni di loro: c’è Bianca(foto 1), i cuccioli e la sorellina sono stati adottati e lei è l'ultima della famiglia rimasta  in canile. E' una cagnetta tutto pepe, bella ed energica che chiede continuamente coccole e contatto umano. Ha circa due anni, taglia medio/piccola.

Italo, (foto 2), è un veterano di Mortara è buono, dolce, bravissimo mai aggressivo, ha solo 4 anni. Ugo, (foto 3), è il cane perfetto, in canile da ben 5 anni giocherellone e curioso.  A lui piace socializzare ha 8 anni. Conan, (foto 4), maestoso e dolce ha 6 anni, molto bravo al guinzaglio e con le persone, cerca solo coccole e una casa per la vita. Sombre, (foto 5), è una dolcissima lupetta di 4 anni taglia media. Aki, (foto 6), ha trascorso 9 anni in canile e attende di andare verso una nuova vita. E' diversamente giovane e diversamente magro, ma va d’accordo con chiunque, leggermente positivo alla lieshmania.

L'appello

Il canile di Mortara è dunue una grande famiglia ma che pochi reggini conoscono: “Venite al canile - conclude Silvia -  anche solo per conoscere una realtà della vostra città e se potete aiutateci. Comprare 170 scatolette di cibo per una persona sola può essere un costo elevato, ma se ognuno donasse una sola scatola di cibo si potrebbe fare la differenza, un piccolo gesto è gradito. Inoltre, bisogna superare gli stereotipi, sopratutto la convinzione che certi tipi di cani non possono essere educati”.

Da oggi inoltre è attiva la lotteria di Pasqua, in palio un uovo da 3 chili, per partecipare basta donare 2 euro, l'estrazione è prevista il prossimo 3 aprile e il ricavato sarà destinato ai cani di Mortara. Per ulteriori informazioni consultare la pagina Fb Volontari del canile di Mortara Reggio Calabria.
 

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