Venerdì, 24 Settembre 2021
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L'artista reggino Maurizio de Marco alla corte della mostra nazionale "I Mille di Sgarbi"

Selezione di artisti scelti personalmente dal critico d'arte Vittorio Sgarbi. La prima edizione dell’evento si è svolta nei giorni scorsi a Cervia nella cornice dei Magazzini del Sale

I suoi dipinti, olio su tela, black&white, fermano il tempo. La sua arte è accurata, essenziale, dai tratti leggeri e intimistici. Una fusion emozionale che accarezza l'anima e che Maurizio de Marco, pittore e grafico di professione, riesce a riportare sulle sue opere con innata e semplice sensibilità.

Ultimo successo per l'artista reggino, la partecipazione alla mostra nazionale "I Mille di Sgarbi", la selezione di artisti scelti personalmente dal critico d'arte più famoso d'Italia e ospitata nei giorni scorsi ai Magazzini del Sale di Cervia. I Mille di Sgarbi sono una fotografia sullo stato dell’arte contemporanea in Italia, con la finalità di far conoscere il lavoro degli artisti che vivono e creano su tutto il territorio italiano. "Infanzia", l'opera di de Marco, è stata selezionata dallo stesso Vittorio Sgarbi, tra oltre mille candidature, provenienti da tutte le regioni italiane.  

De marco infanzia-2La tela (nella foto) coinvolge il fruitore dell'opera in una riflessione di stampo metaletterario, intellettuale si legge nella motivazione: "D'altro canto, le emozioni emergono dai riferimenti sensibili ad un passato comune e condivisibile: una camera dei giochi o stanza delle meraviglie viene tratteggiata dall'autore, che ne affronta un angolo illuminato vivacemente dalla fiamma di una candela. Un Pinocchio, piacevole burattino, è adagiato accanto ad una pubblicazione in due volumi. Di fronte alla magnifica illusione della fanciullezza, ecco una mela, in primo piano: tentazione e, al tempo stesso, simbolo puro dell'autenticità e della giovinezza. Mentre il fuoco scioglie la cera, la nostra marionetta riuscirà a prendere vita per allontanarsi coraggiosamente e andare incontro a nuove avvincenti avventure?".  

“In mezzo ad artisti la cui cifra stilistica è conosciuta, afferma Vittorio Sgarbi - ce ne sono molti da gustare con interesse, probabilmente con percorsi artistici ancora poco consolidati, ma che hanno una loro originalità e qualcosa da dire oltre la rituale banalità cui ci ha abituati l’arte contemporanea. La rassegna è una vetrina per dire: ecco, questi artisti sono da seguire, vediamo come evolverà la loro produzione”.

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