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Critiche alla pizza di Briatore, il reggino Giorgio Riggio: “Portiamo l’italianità all’estero”

L'imprenditore ha recentemente aperto il suo terzo Crazy Pizza. Sui social è polemica per prezzi e tradizione non rispettata. Ai nostri microfoni uno dei suoi dipendenti, il maestro pizzaiolo ben noto a Reggio Calabria

Reggio Calabria, Flavio Briatore e la pizza. Trovare una connessione tra le tre tematiche sembra un’impresa impossibile, ma l’apparenza inganna. Basta aggiungere Giorgio Riggio e il gioco è fatto. Il noto ed esperto maestro piazzaiolo reggino, vera eccellenza culinaria a livello euroepo e non solo, è uno dei dipendenti del Crazy Pizza di Londra, appartenente ai tre locali dell’imprenditore che hanno acceso le polemiche sui social per l’offerta proposta.

L’ex team principal della Renault e le sue pizzerie all’estero sono state prese di mira dal web e le motivazioni sono essenzialmente due: costi elevati e mancato rispetto della tradizione. C’è da dire che già il nome dei locali (pizza pazza in italiano) già fa pensare a qualcosa di innovativo. Nella descrizione sul sito ufficiale si legge proprio “nuova interpretazione della classica pizza. Non è solo una pizza ordinaria ma è fatta con una ricetta segreta che crea una crosta incredibilmente sottile e squisitamente leggera”. Insomma, i presupposti per una novità nel vero senso della parola ci sono tutti, ma con l’inaugurazione del ristorante di Montecarlo i social hanno lasciato spazio ad ogni tipo di critica.

Riggio Giorgio e Rotaru Valentino-2ReggioToday ha raggiunto Giorgio Riggio (nella foto insieme al collega Valentino Rotaru), più volte campione del mondo e recentemente premiamo come pizzaiolo di qualità all’università della pizza italiana nel mondo, per farci spiegare il perché della polemica ma soprattutto darci un parere da vero esperto sulla vicenda e sulla pizza che propongono le pizzerie di Briatore.

Cosa ne pensi delle critiche dopo l’apertura a Montecarlo?

“Sono tutte voci di corridoio, non è una pizza napoletana. Stanno criticando un prodotto che ‘offenderebbe la vera pizza’. Prendo le difese del prodotto che proponiamo. Non si può paragonare a quella napoletena, sono due cose diverse, ma è sempre un’immagine d’italianità all’estero e da buon imprenditore la sta portando in giro per il mondo. Stanno mettendo in giro delle foto non nostre, che non corrispondo a ciò che proponiamo.

Hanno criticato anche me che giravo la pizza in aria come spettacolo perché pensavano che fosse una pizza vera, ma in realtà era di spugna e non metto il cappello perché mi potrebbe cadere e volare sui tavoli.”
 
Di che tipo di pizza innovativa si tratta?

“É classica, porta avanti l’italianità. É sottile, croccante e senza bordo. Ha tutti gli ingredienti base per una pizza normale e di primissima qualità. I prodotti sono tutti italiani, la mozzarella la facciamo noi sul posto.

Invito i napoletani che criticano e polemizzano a non farlo perché nessuno ha detto che facciamo una loro versione. Lavoriamo con un forno italiano, ma non ha la tecnica della pizza napoletana, come non ce l'ha nemmeno chi si spaccia per pizzaiolo napoletano e poi fa le pizze canotto. Loro vanno attaccati che così facendo stando distruggendo la vera pizza napoletana.

Se voglio una pizza soffice con cornicione vado dove fanno una buona napoletana. Il nostro prodotto non offende nulla, stiamo portando l’italianità all’estero. Così Briatore ha aperto locali ovunque e sono sempre pieni.”

Com’è lavorare per Flavio Briatore?

“Da noi il personale è selezionato e sempre sorridente, si respira un’aria sana. La location è diversa dal resto dei locali. Tutte le sere c’è una grande clientela. In questo periodo usciamo con tanto di mascherine e dobbiamo metterle anche nei laboratori interni. Ai Crazy Pizza si entra per la buona pizza, la curiosità ma anche per poter dire di essere andato a mangiare da Briatore. Noi a Londra facciamo in media 270 persone al sabato.”

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