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Martedì, 5 Luglio 2022
Eccellenze reggine

La Calabria nel mondo creativo del designer Aricò: "Mio nonno sempre al mio fianco"

Da Back Home a Dolce&Gabbana, la storia del creativo che porta l'artigianato reggino nelle passerelle internazionali: "Si può tornare alle origini solo grazie alle vere maestranze"

Quando il lavoro del fare che ha il sapore d'altri tempi incontra la creatività di un artigianato moderno, il risultato non può che essere una vera opera d'arte che profuma di genuinità in cui si racchiude l'essenza della Calabria.

Ed proprio dalla sua terra di origine che parte il lavoro di Antonio Aricò, il designer, artista e direttore creativo reggino che ha costruito il suo universo dall'amore per il Sud racchiudendo in sè gli insegnamenti preziosi del nonno Saverio.

Dagli studi all'estero al trasferimento a Milano passando attraverso le collaborazioni con le più grandi aziende del territorio nazionale e internazionale tra cui Barilla, Bialetti, Alessi e Dolce & Gabbana, solo per citarni alcuni, la carriera del 39enne calabrese è costellata da successi che portano un pezzetto della Calabria in ogni parte del mondo.

"Di base sono innamorato delle cose vere - racconta Antonio - che sanno di genuinità. Rispetto ad una società basata sull'immagine, sull'apparenza ho puntato tutto sull'artigianato locale che rappresenta oggi il trend più presente nel panorama internazionale. Fondamentale il ruolo di mio nonno, falegname reggino che ha dato vita ai miei disegni nella prima collezione del 2012 Back Home e che continua a stare al mio fianco".

Da quel momento solo traguardi per il giovane creativo: "Lui mi ha accompagnato in tutto - prosegue - continuiamo a lavorare insieme,  dopo la prima collezione ho cominciato a creare per i grandi marchi attraverso piccole collaborazioni e inserendomi nel circuito internazionale, ma nelle mie opere non è mai mancato il riferimento alla Calabria".

Collezioni le sue che interpretano gli archetipi della memoria, senza rinunciare alla modernità. Tra i numerosi gioielli creati in questi anni spiccano "Dumba" che ricorda la sedia di una volta con un'estrema cura nei dettagli, una bugia portacandele, la poltrona "Agata", il pupo calabrese, la Calabrisella con il peperoncino in testa e i tappeti artigianali che diventano lo specchio di un'epoca lontana ma mai veramente superata per stile ed eleganza.

Dentro il mondo creativo di Antonio Aricò

"Il legame con mio nonno è stato fondamentale nel mio percorso - confessa - a me piacciono le persone che sanno mettere le mani in pasta, che risolvono i problemi senza chiacchiere. Viaggiare e studiare consentono di creare progetti che, uniti all'incontro con vere maestranze, diventano qualcosa di speciale. Le mie creazioni sono pezzi di storie vere che mi piace rinfrescare con leggerezza". 

Un attaccamento alla sua Reggio quello di Aricò che lo ha portato a voler trasferire il suo mondo da Milano a Punta Pellaro: "A Milano ho una piccola casa-studio ma sto già lavorando ad un progetto a Campicello per trasformare un rudere che ho da poco acquistato in uno studio creativo.

L'anno scorso ho già allestito nello stesso luogo una collezione di tappeti da me presentata in streaming. Questa piccola casetta da me dipinta di blu è ancora senza tetto ma a breve sarà montata una tenda geodetica trasparente per creare uno studio pop-up temporaneo. Trovo meraviglioso poter creare un luogo in cui disegnare a pochi passi dalla mia famiglia, mio nonno sta già pensando a realizzare l'arredo".

E mentre Antonio Aricò mette in cantiere nuovi progetti nella sua città d'origine non mancano gli impegni internazionali a breve termine per colui che ha firmato anche la Mattutina Mulino Bianco: "Dolce&Gabbana ha lanciato un progetto che unisce il mondo del designer all'artigianato e per la collezione ha scelto 10 designer internazionali tra cui solo tre italiani, io sono uno di quelli non posso dire altro al momento - aggiunge emozionato - quello che posso dire è che non smetterò mai di portare nelle mie opere la mia terra e la storia di questi luoghi. Il prossimo anno sarà la terracotta il materiale che privilegerò e anche questo mi riporta sempre alla mia Calabria".

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