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Dentro l'emporio più antico di Reggio insieme a Fabio Chiovaro

150 anni di storia tra oggetti unici e introvabili. Oggi l'attività si è adeguata ai tempi ma conserva quei pezzi unici che raccontano fotogrammi di un passato lontano

"Se cerchi qualcosa in particolare da Pastore devi andare". Un'avventura che dura 150 anni, un negozio che con il tempo è diventato un simbolo di una città che cambia, ma che custodisce gelosamente i ricordi di un passato lontano. Oggi raccontiamo la storia dell'emporio più antico di Reggio e lo facciamo con Fabio Chiovaro, l'ultimo discendente della famiglia a lavorare nella longeva attività ubicata sul centralissimo Corso Garibaldi.

"L'emporio che è stato fondato nel 1878 da un imprenditore venuto dall'Emilia, da qui il nome Pastore,- racconta Chiovaro - è stato gestito prima da mio nonno e da mio zio per poi passare a mio padre e a mio zio. Inizialmente sorgeva in un altro palazzo, nel numero civico 131-132, poi danneggiato dal terremoto del 1908.

Nel 1909 la mia famiglia si è trasferita nel nuovo palazzo dove tutt'ora sorge il negozio". Ma come è cambiato Pastore nell'arco di tutti questi anni? "Inizialmente - prosegue - associavamo la fabbrica di ombrelli e la bottega con complementi per l'uso quotidiano e per la persona e oggetti per l'artigianato. Poi dagli anni '30 non abbiamo più proseguito con la fabbrica di ombrelli e abbiamo continuato con il resto".

La storia di Reggio in un emporio: le foto

Ma cosa rende così speciale Pastore? Qui si può trovare veramente di tutto. Il negozio non solo si è adeguato ai tempi ma ha conservato la vendita di prodotti introvabili altrove: "Da noi si può trovare, ad esclusione del cibo - continua - tutto quello che può servire per la cura della persona e della casa".

Dalla borsa dell'acqua calda alla scatoletta per tenere i bottoni, saponi, bauli e chi più ne ha più ne metta. Pastore è una vera bottega d'altri tempi che sta al passo con la modernità: "Il nostro negozio si è adeguato al mercato, qui si possono trovare dagli oggetti del supermercato ai pezzi unici fatti in un determinato modo". 

Sì, perchè tra gli articoli più particolari ci sono saponi artigianali e ancora  pettini, spazzolini, rasoi, realizzati da un'azienda ancora in atttività dal 1869 o il profumo che si produce dal 1795. Tra gli oggetti più originali una scatoletta di stuzzicadenti con le piume che si realizzava negli anni '70, il reggicalze uomo, il reggimaniche, la bretella donna. Molti oggetti ormai caduti in disuso che conservano il fascino di epoche ormai superate, ma che solo in questo antico emporio si possono trovare. Un luogo in cui entri per comprare una cosa ma resti affascinato subito dopo da qualcos'altro che racconta un pezzo di storia o che ancora viene realizzata in maniera artigianale. Ciò che affascina il cliente è anche l'arredamento rimasto inalterato dall'800: "Abbiamo lasciato i mobili storici ,non solo per mantenere un legame con il passato- ha aggiunto- ma anche per non dimenticare chi c'era prima di noi".

Ma qual è stata la forza di Pastore tanto da sopravvivere al boom economico: "Siamo cambiati, ci siamo trasformati ma la vera forza - ci tiene a puntualizzare Chiovaro - è stato il passaparola, la nostra pubblicità sono i nostri clienti che ci hanno sempre dato fiducia. Da noi in passato venivano persone da fuori che sapevano della nostra esistenza dal racconto di qualcun altro. Numerosi i clienti che venivano anche da Messina o da fuori Reggio".

Un'attività che ha vissuto i grandi cambiamenti della globalizzazione: "Sicuramente rispetto al passato - conclude - si è perso quel rapporto confidenziale tra cliente e venditore anche se con la pandemia sembra essere riemerso. La nostra soddisfazione non è solo il fatto che le persone sono affezionate alla nostra storia, ma anche che sempre più giovani vengono a trovarci, perchè sono incuriositi da oggetti e da cose fatte in un determinato modo".

La targa del Touring Club Italiano di territorio

Nei giorni scorsi all'esterno dell'Emporio Pastore, che mantiene l'allestimento originale risalente al 1878, è stata scoperta una targa, realizzata e installata dal Touring Club Italiano di territorio, perchè l'esercizio "rientra nelle attività di tutela del patrimonio storico, artistico e delle identità plurali dell'Italia in tutte le sue forme espressive, materiali e immateriali, che il Touring Club Italiano considera nel suo complesso beni e valori insostituibili da trasmettere alle generazioni future".

  

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