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Giornata mondiale del libro, secondo le statistiche pochi lettori anche in Calabria

Il professore Guido Leone fornisce un quadro generale: in Italia si legge poco. La Calabria si piazza al diciassettesimo posto nella classifica delle regioni a seguire Sicilia e Campania

Queste settimane di quarantena hanno fatto comprendere  il valore del tempo non più scandito dalla frenesia del quotidiano. In questi giorni infiniti per molti è stato possibile riscoprire la bellezza della lettura. Anche i calabresi hanno riordinato  le proprie librerie o si sono concentrati su letture da sempre rimandate e destinate alle pause serali?

Oggi si celebra la Giornata mondiale del Libro e sono state tante le proposte sui social network da parte di giornalisti, intellettuali e personaggi vari  per evidenziare  necessità di trascorrere in modo costruttivo la permanenza forzata a casa dovuta all'emergenza Coronavirus.  L'Italia per tradizione però è un paese dove si legge poco e su questo punto ci piazziamo negli ultimi posti della classifica.

A porre l’accento sulla situazione il professor Guido Leone, dirigente tecnico Usr Calabria che con dati alla mano fornisce una quadro preoccupante. Secondo le ultime rilevazioni Istat  pubblicate nel dicembre scorso, i lettori italiani sono ancora in calo, passati dal 44,1% della popolazione di 6 anni e più del 2006 al 40,6,% nel 2018. I maschi sono il 34,7%, le femmine il 46,2%.

A leggere di più sono le ragazze fra gli 11 e i 19 anni (oltre il 60% ha letto almeno un libro nell'anno). La quota di lettrici scende sotto il 50% dopo i 55 anni mentre per i maschi è sempre inferiore al 50% in tutte le classi di età. In generale la quota più alta di lettori continua a essere quella dei giovani tra i 15 e i 17 anni che è pari al 54,5% nel 2018,in crescita rispetto al 47,1% del 2016.

Le persone che non hanno letto neanche un libro nell’ultimo anno indicano come motivazioni principali  la noia e la mancanza di passione per la lettura (35,4%), il poco tempo libero a disposizione (30,0%) e la preferenza per altri svaghi (23,7%).

Solo al sesto posto viene indicato il costo dei libri (8,5%) a conferma che non sono le risorse economiche la causa diretta della disaffezione alla lettura ma principalmente fattori culturali. Il report indica  che la lettura è legata al titolo di studio con evidenti differenze territoriali.I residenti nelle regioni del Nord mantengono il primato in termini di abitudine alla lettura (49,4% ).Quota che scende al 26,7% al Sud.

Qual è la situazione in Calabria? Diciassettesimo posto nella classifica delle regioni (a seguire  Sicilia e Campania). Questa è la  prima regione italiana ad avere la percentuale più bassa di famiglie che non ha libri in casa, il 17% ne possiede da uno a dieci, il 15% da undici a venticinque, il 4,5% più di quattrocento. Da qui si evidenzia il problema della mancanza di un’offerta pubblica adeguata a partire dalle biblioteche. Secondo le statistiche dell' ICCU (Istituto centrale catalogo unico biblioteche) in Italia il numero delle biblioteche al 29 febbraio 2020 ammonta a 11.529, di cui 314 in Calabria, più si scende più la situazione peggiora.

La frequentazione delle biblioteche in Calabria nel 2019 è tra le più basse d'Italia insieme a Sicilia e Campania (l'8,0%). Non ci va per niente il 90,4%, una o due volte il 30,7%,il 31,3% 3/5 volte, il 5,8% tra 6 e 9 volte. I calabresi frequentano la biblioteca per raccogliere informazioni il 42,6%, per consultare cataloghi il 9,8%, per consultare riviste il 9,1%, il 55,5% per leggere e studiare.Si prilegiano i prodotti editoriali digitali. In Calabria il 23,7% legge libri cartacei ,il 4,5% ebook, l'82,5% solo cartaceo, lo 0,3% audiolibri, il 9,3% solo ebook ,il 14,4% tutto.

“E’ necessario – dichiara Guido Leone - allargare il mercato e i consumi culturali se vogliamo che il libro sopravviva e cresca nelle biblioteche, nelle librerie e nelle case degli italiani. L’obiettivo è capire come si impara a leggere e come il nostro sistema scolastico,soprattutto nelle fasi iniziali, riesca a produrre lettori”.

I libri vanno “vissuti” nell’ambito scolastico perché lettori si diventa e ciò dovrebbe partire da una buona pratica a partire dai banchi di scuola, ma la lettura dovrebbe riguardare anche l'ambiente domestico. Il tempo messo a disposizione da questa reclusione forzata potrebbe essere una valida occasione per stimolare i genitori a passare del tempo con i figli magari davanti ad un buon libro.

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