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Gaetano Marrari (foto copertina libro Pina Lupoi)

Gaetano Marrari (foto copertina libro Pina Lupoi)

“Giorno della Memoria” per non dimenticare l’eroe reggino Gaetano Marrari

La storia del comandante del Corpo di pubblica sicurezza nel campo di internamento di Ferramonti, nel comune di Tarsia. Esempio di umanità e altruismo nei tempi bui del secondo conflitto bellico

“Tutti coloro che dimenticano il loro passato, sono condannati a riviverlo”, nel giorno della Memoria la frase di Primo Levi riecheggia come un eco da un passato che non può essere dimenticato. Non può essere dimenticato l’orrore dell’Olocausto come l’esempio di chi ha vissuto quei tempi bui da eroe.

Stiamo parlando di Gaetano Marrani, al quale nel 2017 proprio a ridosso di questa celebrazione, è stata intitolata una strada nella zona Sud di Reggio Calabria, sua città di origine.

Ma chi era il maresciallo Gaetano Marrani? Nato a Reggio Calabria nel 1891 da Fortunato, commerciante di tessuti e Rosaria Di Pietro, decide di arruolarsi  come volontario nell’esercito  a soli 19 anni, da qui la partecipazione alla  guerra italo-turca nel 1911 e poi alla campagna di Libia nel 1913.  La sua carriera militare prosegue nel 1915 con la partecipazione alla Prima Guerra Mondiale dopo della quale riceve prima la nomina di agente investigativo nell’Arma dei carabinieri e poi di agente di pubblica sicurezza nel 1925.

Tante le medaglie ricevute  per l'attività svolta durante le guerre.  Ma sicuramente il suo contributo più significativo è quello umanitario in uno dei momenti più terribili della storia dell’umanità: il secondo conflitto mondiale tristemente legato ad una grande tragedia: l’Olocausto.  

Subito dopo lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale Marrari nominato maresciallo riesce ad essere trasferito con la famiglia in Calabria, qui diviene il comandante del Corpo di pubblica sicurezza nel campo di internamento di Ferramonti, nel comune di Tarsia, vicino Cosenza nel periodo che va da ’40 al ’43 e lavora insieme al direttore Paolo Salvatore.

Nelle 92 baracche c’erano all’inizio solo uomini provenienti dall’Austria, dalla Cecoslovacchia, dalla Polonia, dall’Ungheria e anche dalla Cina, poi arrivarono le donne, bambini e non solo. Nel campo, non paragonabile a quelli degli altri paesi, spiccava l’umanità del maresciallo Marrari. Un esempio di umanità che grazie al suo operato ha consentito a 2000 persone di tornare a casa sane e salve.

Tra gli episodi meritevoli di essere ricordati infatti c'è quello avvenuto un paio di giorni successivi all'’8 settembre del 1943. Le truppe tedesche di Hermann Goering andarono a Ferramonti dove per l'esistenza di una zona malarica volevano far sparire campo e detenuti.

Marrari, era riuscito a farli nascondere nelle vicinanze e fece credere ai tedesci che c'era in atto un'epidemia di colera, questi per paura di essere contagiati si ritirarono. Non mancarono la riconoscenza di familiari e parenti del  grande gesto di umanità attraverso le numerose lettere ricevute dal maresciallo. Il suo nome è scolpito in un obelisco a Israele tra quelli degli “eroi” e dei “giusti”. 

Questo è solo uno dei tanti esempi di chi ha fatto dell'altruismo una scelta di vita che rappresenta quella luce di speranza che neanche il tempo riuscirà a spegnere.

La giornata della memoria nel video di Francesco Nucara


 

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