Grande ospedale metropolitano, il Centro cuore salva la vita ad un subacqueo

All'uomo, di nazionalità danese, sostituito il tratto di aorta dissecato. Per il primario Fratto di cardiochirurgia: “Risultato eccezionale ottenuto con un intervento complesso”

Lunedì scorso, un esperto subacqueo di 47 anni, di nazionalità danese, in vacanza in Italia con la moglie, durante un'immersione ricreativa a 37 metri di profondità, presso un relitto sommerso al largo di Roccella Ionica, ha avvertito un violento dolore toracico che lo ha costretto ad una rapida riemersione senza decompressione.

Trasferito nell'immediato al pronto soccorso di Locri, gli veniva diagnosticata una dissecazione aortica di tipo A. "La dissecazione aortica - spiegano dal Grande Ospedale Metropolitano - è una gravissima patologia cardiovascolare ad elevato rischio di vita, soprattutto se non si ricorre ad un intervento cardiochirurgico in tempi brevissimi". Allertata la postazione Suem 118, il paziente veniva trasportato in eliambulanza, presso la cardiochirurgia del Gom di Reggio Calabria. Entrava in sala operatoria, coordinata dal caposala Basile, in poco più di un'ora dalla diagnosi per essere sottoposto, in emergenza, ad un complesso intervento di sostituzione del tratto di aorta dissecato. Il subacqueo è fuori pericolo grazie all'equipe cardiochirurgica del dottor Pasquale Fratto, assistita dagli anestesisti Scappatura e Anastasio.

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"In una patologia come questa, dove la mortalità aumenta del 1% per ora dalla diagnosi, la tempestività del trattamento gioca un ruolo fondamentale", afferma il dottor Angelo Covino, responsabile del servizio di cardioanestesia del Gom di Reggio Calabria e protagonista del trasporto del paziente in eliambulanza. Si tratta di un risultato eccezionale ottenuto con un intervento molto complesso, che prevede l'arresto cardiaco, un periodo di arresto circolo, il raffreddamento della temperatura corporea del paziente. "Siamo orgogliosi che il Gom sia in grado di offrire queste opportunità salvavita", dice il dottor Pasquale Fratto, primario della cardiochirurgia. Entrambi sottolineano come il segreto di questo successo, oltre alla provata professionalità del personale, sia dovuto anche all'efficienza della rete di emergenza territoriale che ha operato in perfetta sintonia con tutto lo staff medico-infermieristico del Centro cuore di Reggio Calabria.

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