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Lettera a Babbo Natale, in cima alla lista dei desideri dei reggini il ritorno alla normalità

Dal mondo politico alla cittadinanza c'è un unico grande desiderio: la fine di un incubo chiamato pandemia. Paure e sogni da scartare in questo inconsueto Natale 2020

Una carrellata di bigliettini dei desideri da mettere sotto l’albero. E anche se quest’anno si respira un’aria insolita toccherà a Babbo Natale esaudirli tutti, perché a Natale si torna tutti un pò bambini e la sua magia non smette mai di incantarci.  Ma cosa vorrebbero trovare sotto l’albero i reggini? Siamo andati a chiedere in giro, dal mondo della politica alla cittadinanza, e su una cosa sono tutti d'accordo: c'è la voglia di tornare alla normalità.

La volontà di ricominciare

Delfino Demetrio-4Sarà un Natale senza abbracci, baci e rimpatriate, ma resta viva la voglia di ripartire più forti di prima: "In questo momento tutti desideriamo che passi questo brutto periodo e finalmente venga sconfitto il Covid- dichiara Demetrio Delfino-  dopo di che dovremmo ripartire tutti insieme con una grande prova di responsabilità e umiltà perchè credo che in questa fase abbiamo capito che da soli non si va da nessuna parte”. “Dobbiamo essere uniti – aggiunge l’assessore comunale al welfare e politiche della famiglia - saranno feste diverse però resistiamo per poi rinascere".

Romeo Giovanni infermiere-2Una rinascita che si esprime nella volontà di recuperare quella socialità cancellata dal virus: “Il mio desiderio è quello di sentirmi libero di abbracciare tutte le persone, gli amici” dice invece Giovanni Romeo, infermiere al Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria che ha toccato con mano la sofferenza che il Covid ha generato.

Calipari Myriam-2Ma la sofferenza non può cancellare la speranza e la catena umana della solidarietà, come afferma Myriam Calipari, presidente dell'Avis comunale OdV di Reggio Calabria: "Vorrei che la mia città potesse finalmente essere più vivibile e all'altezza dei doni meravigliosi che le ha fatto Madre Natura e vorrei che tutti i miei concittadini fossero più attenti e disponibili verso i bisogni del prossimo. Mi piacerbbe, poi, che le persone che amo fossero sane e felici e vorrei avere la possibilità di non sprecare neanche un attimo di vita che mi viene donato".

Riscoperta della gioia di stare insieme 

A Natale si auspica a gioia e serenità, sentimenti con i quali si possono affrontare anche i momenti più diffcili: “Se potessi appendere un bigliettino sull'albero di Natale – sottolinea Maria Antonietta Rositani, simbolo della lotta contro la violenza sulle donne - di sicuro vorrei avere tanta pace, serenità.

Rositani Maria Antonietta-8Tornare di nuovo a stare bene, riprendere la mia vita da dove l'avevo lasciata e tornare a stare veramente in forma. Per la mia amata città, chiederei una rinascita, di tornare a splendere, nella pulizia più totale e senza questo Covid che ci limita a poterla visitare".

D Anna Giacomo-3Il Natale deve essere:  "Un attimo di pace e di serenità - puntualizza monsignor Giacomo D'Anna, parroco del Santuario San Paolo alla Rotonda - un momento di sana convivialità che faccia riscoprire la gioia di stare insieme".

C’è chi invece punta tutto sulla cultura come il professor Giuseppe Livoti, presidente dell'associazione Le Muse: “Spero di continuare a consegnare quella cultura vera e autentica che la città ha amato e che Le Muse hanno amato nel tempo e nello spazio non solo nella nostra città.

Livoti Giuseppe-3E anche quella capacità che vale sia per me stesso che per l'associazione di superare un evento traumatico come quello che stiamo vivendo e i periodi di difficoltà, la nostra resilienza, appunto”.

Un desiderio chiamato cambiamento

In cima alla lista dei desideri oltre alla fine della pandemia c'è l'aspirazione a cambiare il volto della città:  "Per Reggio desidero che possa riconoscersi e riscoprirsi ogni giorno più bella e normale.

Palmenta Giuggi-3Quello che desidero per me è continuare ad avere la forza di fare sempre del mio meglio per servire questa nostra città" precisa Giuggi Palmenta, assessore comunale allo sport, politiche di genere, politiche giovanili e Europe Direct. 

Posizione condivisa anche dai cittadini che  non vedono l’ora di tornare alla normalità come racconta Massimo Arcidiaco, edicolante di piazza Duomo: “Il mio desiderio per questo Natale è che presto si possa tornare alla normalità senza restrizioni e paure.

Arcidiaco Massimo-2Per la città mi auguro che si apra una stagione di rinascita delle coscienze, che vengono messi da parte gli interessi personali e si torni a fare seriamente politica per il bene dei cittadini trovando una convergenza fra le diverse forze politiche".

Borruto Salvatore-2“Un anno più tranquillo - ci tiene a dire Salvatore Borruto, imprenditore agricolo - un anno senza pandemia. Un anno che possa farci crescere e maturare tutti insieme. Per la città vorrei una città più pulita, governata bene. Una Reggio che possa dare speranza e possa essere punto di riferimento per tutti noi che la viviamo”.  

Mingrone totò-2Puntare quindi sulle bellezze della città come ha precisato Totò Mingrone: "Reggio città di mare, grande accoglienza a tutti i popoli. Il mio desiderio è quello di essere riconosciuti a livello nazionale e il mio augurio speciale è rivolto inoltre a chi, in questi periodo, soffre e sta male".

Il recupero di una socialità negata

Ma questo è soprattutto il Natale degli abbracci negati e non manca chi sull’albero vorrebbe appendere una grande foto con tanti nipotini, uniti in un enorme abbraccio ai nonni, una abbraccio che avvolga anche i medici e personale sanitario scesi in prima linea in questi mesi.

Parrucci Franco-2Come fa notare Francesco Parrucci, agente di polizia locale: ”Il mio grazie e gli auguri più sinceri a tutto il personale del reparto di radioterapia del Gom di Reggio Calabria che, soprattutto in questo periodo, hanno operato miracoli con la loro umanità e la loro conoscenza. Gli auguri anche alla nostra città, perché possa ritornare ai fasti e allo splendore di un tempo".

Un grido di dolore ma che si tinge di fiducia arriva anche dai giovani: "Naturalmente dato questo periodo molto duro, di incertezze, di paure e dolore, il primo desiderio che vorrei si avverasse è sicuramente la fine del Covid.

Sarei anche contento se la mia città potesse eliminare le varie carenze per cui la società reggina soffre molto, in primis il problema della sanità. Spero di tornare a vivere una vita normale in cui non esistono limiti nello stare insieme e in compagnia".

Pardeo Antonino-2Sentimenti espressi dalle parole Antonino Pardeo, studente della 4 B dell'Istituto tecnico economico Raffaele Piria che si fa portavoce di un’intera categoria. Giovani che hanno bisogno di una guida che non li faccia sentire disorientati in questo momento:  “Vorrei la salute e la forza di essere sempre punto di riferimento- aggiunge Grazia Maria Condello, docente vicario dell'Istituto tcnico economico R. Piria - non solo per la mia famiglia ma anche per i giovani con cui lavoro ogni giorno.

Condello Maria Grazia-2Per quanto riguarda la mia città - afferma la professoressa - spererei in un risveglio. In un risveglio vero, concreto. Non più succubi, non più silenti, non più apatici a questo stato di cose. Spererei tanto che questo sole meraviglioso e questa natura che ci ha baciato fosse un risveglio vero per costruire qualcosa di vero in questa meravigliosa città".

Quello che resta è la speranza condivisa che investe ogni ambito della società: da Peppe Piromalli, attore e direttore artistico della compagnia Officina dell'Arte che non chiede altro che tornare a lavorare per un settore congelato dal Covid: “Manca tanto il pubblico, il palco.

Piromalli Peppe-2Ci mancano tanto gli applausi. Mentre per la città chiedo che ritorni a risorgere, ritorni a fiorire, torni ad essere la Reggio Calabria che tutti noi speriamo: bella, gentile e accogliente".

Per Fernanda Bartoli, panettiera: "Il mio bigliettino sull'albero di Natale è che tutti potessimo vedere più serenamente il momento che stiamo vivendo. Che sparisca un pò di terrore e arrivi più consapevolezza".

Bartoli Fernanda-2Speranze diverse con un unico comune denominatore: la conclusione di un incubo chiamato pandemia che sembra non finire mai. 

Ed infine anche Ambrogio Babbo Natale ha voluto dedicare un video messaggio alla città:

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