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Cinema in lutto

Quando Gina Lollobrigida era "rivale" in bellezza con Gianna Maria Canale

La grande attrice scomparsa oggi iniziò la carriera con miss Italia, dove arrivò terza dietro la diva reggina. In città nel 2019 aveva visitato i Bronzi

Per tutti sarà per sempre la Bersagliera, l'indimenticabile personaggio di "Pane amore e fantasia" di Luigi Comencini che a piedi nudi cavalcava l'asinello Barò, ma Gina Lollobrigida, iconica attrice scomparsa oggi a 95 anni, rappresenta anche simbolicamente la bellezza italica (alludendo alle sue forme da maggiorata, quei seni prorompenti furono ribattezzati "lollos") e il glamour del nostro cinema nel mondo, soprattutto negli Usa con l'omaggio di Hollywood che la considerava alter ego esotico di Marilyn Monroe e le ha dedicato una stella nella celebre walk of fame, onore per pochissimi artisti italiani.

Con la reggina Gianna Maria Canale due carriere che si incrociarono da Miss Italia al cinema

Gli esordi della sua carriera, come accadeva in quegli anni, erano stati la vetrina del concorso di Miss Italia, dove nel '47 la Lollo, stellina dei fotoromanzi, si classificò terza alle spalle della reginetta vincitrice Lucia Bosè e di Gianna Maria Canale, attrice reggina anche lei destinata a diventare una protagonista del grande schermo. Le due dive furono spesso messe a paragone per la bellezza mediterranea e la fisicità procace.

Nate nello stesso anno, appariscenti e subito notate nell'ambiente cinematografico, entrambe approdarono a una popolarità internazionale e girarono pellicole del genere peplum, ambientato nell'antichità. Un'altra coincidenza, vera e propria "sliding door" tra spettacolo e vita privata, vede Gina figurare nel cast di "Aquila nera", film storico di Riccardo Freda, in una piccola parte da comparsa: era il 1946 e il regista di origini napoletane, un anno dopo la ritroverà tra le concorrenti di miss Italia, ma nella sfilata di bellezze in bikini nota invece la Canale, con cui poi vivrà un grande amore abbandonando la moglie e facendone la sua musa in quasi una ventina di film. 

A Reggio visitò i Bronzi, la ritrasse anche Stellario Baccellieri

Nel 2019 Gina Lollobrigida era stata a Reggio per una visita a sorpresa al museo archeologico, dove, in occasione di un'apertura straordinaria domenicale, aveva ammirato i Bronzi dichiarandosi estasiata dalle linee perfette delle due grandi statue, apprezzate anche con l'occhio da esperta di fotografia (una passione a cui Lollobrigida si era dedicata, insieme alla pittura, da qualche decennio, ma che già coltivava da ragazza, quando si cimentava come fotoreporter e realizzava caricature a carboncino per pagarsi gli studi nell'accademia di belle arti romana).

Ma la sua prima volta in città risale al tempo dell'impegno politico con i Democratici, nel '99, nella campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento Europeo. Candidata nel collegio centro-meridionale, l'attrice fece tappa a Reggio durante un'intesa settimana calabrese che la portò a girare tutta la regione. Affascinata dalla nostra terra, la mitica Gina aveva spesso fotografato il mare della Calabria e tra i tanti artisti che l'hanno ritratta c'è stato anche il pittore reggino Stellario Baccellieri.

Gina Lollobrigida al MArRC-2

In queste ore sui social si susseguono i messaggi di cordoglio per la perdita di un personaggio legato a ricordi di almeno due generazioni. Sulla sua pagina Facebook scrive Patrizia Mirigliani: "Ci mancherai tanto Gina, sei stata una grande attrice e una grande artista. Hai rappresentato Miss Italia diventando un’icona internazionale e portando il talento italiano nel mondo e nello star system. Sono felice che per gli 80 anni del concorso tu sia stata con noi… un festeggiamento indimenticabile per tutti. Ti ricorderemo per sempre!"

Insieme a lei, che è stata tra le ultime vere dive, se ne va un pezzo di cinema e costume italiano. Bellissima e dalla personalità decisa, pochi anni fa aveva rivelato di essere stata vittima di stupro appena diciannovenne, e di quanto quella violenza avesse segnato la sua vita e le scelte sentimentali controverse. Inevitabilmente oggetto del desiderio e sex symbol nell'epoca in cui il sofà del produttore era passaggio obbligato per tutte le giovani aspiranti attrici, protagonista di relazioni tossiche con uomini gelosi e prevaricatori, disse di no a molti grandi registi (persino Fellini per "La dolce vita"), e la sua scelta di dedicarsi all'arte e all'impegno civile (si era candidata anche alle ultime elezioni politiche, stavolta con Italia Sovrana e Popolare) fu un chiaro segnale di rifiuto del sistema sessista dello spettacolo, che poi sarebbe stato smascherato dal Me Too. Al centro di polemiche familiari per il rapporto con l'amministratore del suo patrimonio, accusato di circonvenzione di incapace, qualche mese fa aveva detto: "La vita è mia, alla mia età ho il diritto di vivere e anche di morire in pace".  

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