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In Corea il jazz di Nicola Sergio incontra la canzone

Per il compositore di Galatro la straordinaria esperienza di un inconsueto tour nella penisola asiatica in duo con la cantante Yona Shin

Il 2022 è stato sfavillante per il pianista e compositore Nicola Sergio. Il musicista di Galatro, residente da tre lustri a Parigi, nell’anno appena concluso ha almeno due eventi da segnare nel calendario della vita, la nascita del secondo figlio e l’uscita del quinto album "Flamants roses". E nel finale, a dicembre, un’esperienza straordinaria, il tour nella Corea del Sud, in duo con la cantante Yona Shin.

Per Sergio si tratta della seconda volta nella penisola asiatica, dove aveva già tenuto un ciclo di concerti da solista. Questo nuovo live per piano e voce organizzato dal produttore Kim Hitch ha richiesto la scrittura in lingua coreana di testi per alcuni brani del compositore, cantati poi da Yona Shin e si è tenuto in tre serate in sale di Sejong, Daegu e Seoul. Tante le soddisfazioni, come la menzione nel catalogo fotografico Jazz on Stage di Evelyn Lee, e l’emozionante esibizione nell’aula magna di un liceo di Seoul, con gli studenti che dopo il concerto hanno interagito facendo domande sull’arte e la professione di musicista. "Ero intimidito e ho risposto non da artista – commenta Nicola Sergio –  mi sono invece rivolto a loro come quando sono faccia a faccia con i miei studenti, o come se fossero i miei figli. Solo così sono riuscito a rilassarmi perché credo che parlare ai giovani sia una responsabilità e so che ogni mia risposta, da adulto, ha trasmesso un messaggio forte a quei ragazzi che sono nell’età nello sviluppo".

Sergio nel libro Jazz on Stage

Come avete progettato questo tour impegnativo e inconsueto, dove le canzoni di Nicola Sergio sono state proposte in coreano? Siete soddisfatti di com’è andata?

Yona Shin: "Il tour è stato fantastico! Sicuramente è stato un po' faticoso fisicamente, ma il piacere di suonare insieme ci ha fatto superare la stanchezza. Abbiamo deciso che ciascuno avrebbe scelto composizioni dell'altro da eseguire. Io ho scelto i brani di Nicola che meglio mi ispiravano per scrivere i miei testi in coreano, Scilla, Rain in my lunchbox, Riace, Velvet. Per Sur la route des clandestins, che mi attraeva molto musicalmente ma per il quale era difficile aggiungere  un testo, ho voluto provare ad applicare  la tecnica degli scat. Dal canto suo, Nicola ha invece riarmonizzato quattro mie composizioni e due bellissime canzoni coreane".

Nicola Sergio: "E’ stata un’esperienza incredibile, uno dei sogni che vorresti realizzare da bambino ! Bella musica, molto entusiasmo da parte del pubblico coreano e sale meravigliose. Inoltre, la produzione di Hitch é stata impeccabile: accoglienza in location mozzafiato e massima organizzazione logistica. Non facevamo un passo senza di lui dal mattino alla sera.  Yona scrive canzoni con musica e testo, io invece compongo solo musica. Cosi’ abbiamo deciso di scegliere l’uno il repertorio dell’altro, secondo le nostre diverse sensibilità, senza forzare. Io ho arrangiato alcuni brani di Yona rendendoli più moderni dal punto di vista armonico e dell’ambiente sonoro generale. Non ho toccato per nulla le sue melodie già di per sé molto belle. Lei invece ha aggiunto dei testi magnifici alle mie composizioni, che sono diventate così delle canzoni in coreano, e una in inglese".

E’ stata la prima volta insieme? Come vi siete conosciuti e siete entrati in sintonia tanto da decidere di esibirvi in duo?

Y.S.: "Sì, la prima volta! E’ stato il produttore di concerti Hitch Kim che ci ha messi in contatto. Una sera mi lasciò un messaggio, chiedendomi di ascoltare questo pianista. La musica di Nicola mi ha subito attratta. Così ne abbiamo riparlato col produttore che a questo punto ha chiamato Nicola la scorsa estate per proporre una collaborazione con me. Io e Nicola ci siamo poi messi in contatto su whatapp e da subito lui si è dimostrato molto simpatico, appassionato, laborioso. Mi ha dato fiducia nella riuscita della nostra idea".

N.S.: "Il produttore coreano Hitch Kim è la persona che nel 2018 aveva organizzato il mio tour in occasione dell’uscita dell’ album Migrants. Già subito dopo quel tour Hitch mi mise le pulce nell’orecchio, dicendomi che la melodia e la musicalità delle mie composizioni si sarebbero prestate bene all’aggiunta di testi. Lo scorso maggio poi, ho inviato ad Hitch il mio nuovo lavoro Flamants Roses e quest’estate, mentre ero impegnato con i concerti in italia, mi ha richiamato per dirmi che, dopo aver ascoltato l’album, era ancor più convinto del successo di un nuovo tour. E mi ha parlato di Yona e di come avrebbe funzionato bene un duo con una cantante che, mi disse, scrive dei bellissimi testi ed è molto conosciuta in Corea".

Nicola Sergio, il tuo jazz è d'ispirazione mediterranea e molte tue composizioni sono dedicate a questo luogo geografico e dell’anima, ad esempio quelle ispirate a Scilla e Riace. Avevi suonato con il flautista coreano Ujjn-Ko anche a Reggio in un progetto sui papiri di Omero per l’anniversario dei Bronzi, quale punto di contatto trovi con artisti di cultura orientale?

N.S.: "Yona ed io veniamo da due mondi molto diversi, non solo culturalmente, ma anche musicalmente. Yona proviene dalla canzone e dalla musica popolare, io invece dalla musica classica e dal jazz. Nonostante questo abbiamo lo stesso approccio alla musica poiché il centro di gravità di entrambi é la melodia intesa come canto e  legata quindi alla vocalità”.

Giro la stessa domanda, capovolta, a Yona Shin

Y.S.: "Penso che i musicisti siano influenzati dall'ambiente in cui sono cresciuti e dove vivono. Sono stata in Europa molto tempo fa. Nonostante la distanza, trovo dei punti in comune tra la cultura europea e quella asiatica, anche se chiaramente si tratta di culture diverse. Per questo ho pensato che una collaborazione con Nicola avrebbe rappresentato un’opportunità per creare un calore speciale ed unico. Inoltre, ho sempre cercato un pianista che scrivesse e suonasse belle melodie come Nicola. Avevo già un'esperienza sul palco anche con un altro pianista e bandoneonista italiano, anche se con quest’ultimo ho cantato solo un brano".

Un ricordo speciale di questo tour? C’è un episodio che custodirete nel cuore?

Y.S.: "In tutti i concerti, ho avvertito che io e Nicola stavamo condividendo davvero delle emozioni intense. L’ultimo concerto, poi, è stato magnifico : la sala era impressionante, il suono pure. Così ci siamo lasciati trasportare dalla bellezza della musica. Non potro’ piu’ dimenticare questa sensazione".

N.S.: "Con Yona ci siamo divertiti dal primo all’ultimo minuto. A me piace molto la fase della concezione e strutturazione del progetto, il fatto di immaginare come le idee discusse si trasformeranno in musica. Cosi’ ho molto apprezzato gli scambi con Yona (anche già nella fase via whatsapp) ed il rispetto reciproco. Poi le prove, infine i concerti. Tutto é stato fantastico. Anche a tavola c’era spazio per il divertimento, Yona mi insegnava delle frasi in coreano affinché io potessi direttamente parlare con i camerieri. E siccome qualche mio errore di pronuncia era inevitabile, questo spesso faceva ridere tutti. Un altro episodio simpatico é stato dopo l’ultimo concerto, quando diverse ragazze del pubblico hanno voluto fare una foto con me e Yona, imitando con le dita della mano il classico gesto degli italiani conosciuto in tutto il mondo per dire 'ma che fai'. Infine la sorpresa del produttore Hitch Kim, che una sera si é presentato nella stanza del mio hotel a Seoul per farmi dono dei mandarini prodotti dall’azienda di famiglia. Non me lo aspettavo e mi dispiace non aver potuto da parte mia fargli assaggiare i nostri mandarini calabresi. Ma ho lanciato ad Hitch la sfida per la prossima volta, magari in occasione di una sua visita in Calabria".

Quali sono i vostri progetti futuri come duo? Suonerete ancora insieme o pensate a qualcosa di più, ad esempio un disco?

Y.S. : "Al più presto voglio fare una registrazione con i brani di Nicola di cui ho scritto i testi in coreano. E lui mi ha anche suggerito di fare qualche concerto in Europa. Credo sia meraviglioso. Poiché siamo molto contenti di questa collaborazione, qualcosa accadrà presto, giusto? "

N.S.: "Assolutamente sì! L’esperienza ci ha molto stimolati. Yona mi ha subito lanciato l’idea di registrare un album a suo nome all’interno del quale inserire alcune mie composizioni (Scilla, Riace, Rain in myLunchbox). La cosa ovviamente mi onora ed ho accettato. Inoltre speriamo di poter suonare di nuovo insieme dal vivo. Yona sa scrivere in coreano, francese ed inglese. Questo potrebbe consentirci di proporre il progetto in Europa ed in Corea. E perché no anche in Giappone e Cina. Chi lo sa…come ci insegna Luis Sépulveda, vola solo chi osa farlo. Un po’ come i Flamants Roses".

Nicola Sergio si riferisce ai flessuosi fenicotteri protagonisti del suo omonimo concept album uscito qualche mese fa, metafora di uomini e donne coraggiosi che non hanno paura di rischiare per realizzare i sogni e difendere gli ideali. Sulla loro strada incontrano la malvagia avversione dei marabù, ma i nemici usciranno sempre sconfitti da questa eterna lotta tra bene e male, che si può immaginare tra le note, nella suggestione musicale dei brani del disco.

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