Martedì, 21 Settembre 2021
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Premio Antonino Scopelliti al Museo diocesano: "Riconoscimento che ci rende orgogliosi"

La direttrice Lojacono: "Il Premio Antonino Scopelliti attesta la cura e l’impegno per la valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici diocesani cui il Museo orienta da sempre il suo "fare" ed il suo "esserci"

La consegna del Premio alla direttrice Lojacono

Nel 30esimo anniversario dell'attentato mafioso al giudice Antonino Scopelliti, la Fondazione a lui intitolata ha conferito al Museo diocesano di Reggio Calabria il Premio Antonino Scopelliti 2021, riconoscimento a personalità e istituzioni attive in Calabria che si sono distinte per il proprio impegno nel contrasto alla criminalità, nella diffusione dei principi di legalità e nella promozione e valorizzazione del territorio come strumento di resistenza alle mafie.

La Fondazione Scopelliti, presieduta da Rosanna, figlia del magistrato ucciso il 9 agosto 1991, ha assegnato al Museo diocesano il Premio per la categoria ‘Istituzione culturale per la promozione del patrimonio calabrese’ per la sua funzione di “presidio culturale sul territorio, con la dichiarata missione di voler comunicare il sacro, il bello, l'antico, il nuovo”.

"Il Premio Antonino Scopelliti - afferma Lucia Lojacono, direttrice del Museo - è un riconoscimento che ci onora profondamente, attestando la cura e l’impegno per la valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici diocesani cui il Museo orienta da sempre il suo "fare" ed il suo "esserci".

È un riconoscimento importante, di alto valore civile, che ci rende orgogliosi. Gli istituti culturali, i Musei nella fattispecie, svolgono un ruolo insostituibile quali presidi essenziali di arte e legalità. Tale ruolo il Museo diocesano si riconosce da sempre: esprimere il segno forte e deciso dell’impegno civile; essere presenza attiva nel territorio al servizio di una comunità che attraverso il recupero della memoria di arte e storia riscopre la propria identità.

Il riconoscimento che la Fondazione Scopelliti conferisce al Museo diocesano - conclude la direttrice - è da estendersi a quanti, dal 2010 ad oggi, ne hanno taluni affiancato, altri sostenuto i passi e le azioni. In particolare, i giovani educatori che, avvicendandosi negli anni hanno fatto parte dei Servizi educativi museali, cui spetta la programmazione didattica del Museo rivolta a scuole, gruppi e comunità".

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