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Il ricongiungimento tra mamma Shireen e il figlio, quando l’amore va oltre gli ostacoli

La famiglia a Reggio e il figlio in Iraq. Lo Sportello Immigrati Cgil teatro di una storia a lieto fine. La responsabile Bonforte: "Esperienza toccante e indimenticabile"

Una storia di famiglie spezzate, di ricongiungimenti e di profonda sofferenza quella che solo la lontananza da un figlio può generare. Quella di Shireen e della sua famiglia è una storia che somiglia a tante altre di immigrati costretti a lasciare il loro paese d’origine per sopravvivere, ma che insegna a credere nella forza della speranza.

Bonforte Valeria-2A raccontarla la Cgil Reggio Calabria ed in particolare Valeria Bonforte, responsabile dello Sportello Immigrati che in prima persona si è trovata davanti ad una vicenda di dolore, quando allo sportello si è presentata quella donna insieme al marito K.K., un uomo riservato e per alcuni versi diffidente. A loro la guerra in Iraq aveva portato via tutto, la casa, il lavoro e la dignità  e li aveva costretti alla fuga insieme ai tre figli più piccoli. In quel lontano 2018 troppi alti erano i costi per portare con loro anche il figlio di 12 anni rimasto in Kurdistan con la nonna.

Da quel momento inizia il calvario per la famiglia. Un viaggio faticoso e lungo che li porta in Germania dove resteranno per quasi un anno, cambiando 3 campi di accoglienza. Poi nel giugno 2019, arrivano a Cosenza, ed infine vengono accolti presso uno Sprar di Reggio Calabria, dove possono iniziare un percorso di integrazione sociale e avviare le pratiche per il ricongiungimento del figlio "Kardo" rimasto in Iraq e finalmente poterlo poi riabbracciare.

“Siamo a gennaio 2020, - racconta la responsabile - si continua con un impegno costante di confronto e scambio di informazioni tra lo Sportello Immigrati Cgil, la Prefettura di Reggio Calabria, gli Uffici Patronato Inca Cgil di Reggio Calabria, i responsabili dello Sprar con l'avvocato Annunziato Fotia, che ospitano la famiglia, affinché si possano accelerare i tempi visto lo stato di disperazione in cui si trova il ragazzo, che tenta di scappare dal proprio paese e minaccia di volersi togliere la vita perché non ha notizie rispetto alla richiesta di visto fatta dai genitori.Nel mese di luglio il Covid-19 ha colpito duramente la regione in cui vive il ragazzo, le ambasciate sono chiuse e le procedure di ricongiungimento familiare sono bloccate. “E’ un colpo duro, i genitori del giovane sono scoraggiati, ma la madre non si arrende e neanche noi operatori Cgil”.
 
Nonostante tutto sembra remare contro la voglia di riportare il ragazzo dai genitori supera ogni ostacolo: “Finalmente lo scorso novembre la situazione politica e sociale in Iraq si sblocca ed è possibile interloquire con le ambasciate e si ha notizia che il visto arriverà. A metà dicembre il ragazzo può partire, ha ricevuto il visto, viaggerà da solo, facendo tappa in Egitto e arriverà a Roma dove ci sarà suo padre ad attenderlo. Un viaggio lungo ed emozionante che ha riportato Kardo, dopo quasi tre anni di lontananza, vicino alla sua famiglia. Un’esperienza toccante nella sua drammaticità ed indimenticabile sotto l’aspetto umano e professionale", conclude Valeria Bonforte

Pititto Gregorio-2"Grande soddisfazione per la Camera del Lavoro Cgil di Reggio - dichiara il segretario generale della Cgil  Reggio Calabria, Gregorio Pititto - vedere ricongiunta l'intera famiglia, vittima di una storia così travagliata e dolorosa. Come organizzazione sindacale crediamo fermamente nel potere di intermediazione del sindacato e lo Sportello Immigrati nasce esattamente con lo spirito di vedere realizzato il sogno di libertà, autonomia ed integrazione, spesso negato, dei migranti, fornendo loro l'assistenza necessaria”.

"Un risultato – conclude Pititto - che premia certamente l’impegno profuso, la serietà e la professionalità di tutti coloro che, quotidianamente, hanno operato ed operano per tutelare i diritti fondamentali delle persone, senza guardare alla loro nazionalità, lavorando in sinergia all'interno della Cgil e abilmente in rete con le realtà, che si occupano di immigrati e con le autorità, perseguendo sempre l'ambizioso obiettivo di altre numerose Storie a lieto fine”.
 

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