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Scilla e Chianalea, un paradiso a due passi dalla città

Dal Castello Ruffo all'antico borgo di pescatori. Un tour tra storia e leggenda per scoprire un luogo incantato in cui il tempo sembra essersi fermato

Un diamante della Calabria, incastonato tra cielo e mare. Si tratta di Scilla uno dei comuni più intrisi di fascino della Città metropolitana di Reggio Calabria. Attrazione per i turisti e luogo magico per i calabresi in cui perdersi tra panorami mozzafiato.

Un luogo in cui storia e mito si fondono, a cominciare dalla leggenda di Scilla e Cariddi, i mostri marini che abitavano le acque dello Stretto di Messina tormentando i naviganti. Avvolta nel mistero anche la nascita del comune che potrebbe essere datata agli inizi del V secolo a.C. in mancanza di testimonianze storiche precedenti.

Ma quali sono i luoghi di attrazione che rendono unico questo luogo incantato? Uno dei simboli di Scilla è senza dubbio il Castello Ruffo dalle origini antichissime, si pensa che sia stato edificato in epoca magnogreca dal tiranno di Reggio, Anassilao. Una fortificazione che difese la città fino all’epoca bizantina. 

Il nome di oggi deriva dall’acquisizione nel XVI secolo dai Ruffo che ne fecero una residenza nobiliare. Oggi luogo di cultura il castello è aperto al pubblico, anche in piena emergenza Covid, tutti i giorni dalle 09,30 alle 13,40 e dalle 15 alle 19,10. Ingresso consentito ad un massimo di 15 persone contemporaneamente e nel pieno rispetto delle norme anti Coronavirus.

Non può mancare nel tour alla scoperta di Scilla una passeggiata sulla spiaggia di Marina Grande sulla Costa Viola e nel sentiero dei Ruffo che sorge sull’antica via Popilia Romana. Un posto di rilievo merita senza dubbio Chianalea, un sito nel quale bisogna andare almeno una volta nella vita. l

L'antico borgo di pescatori le cui case si affacciano direttamente sul mare. Una sorta di Venezia del Sud, eletto dalla Cnn tra i venti borghi più belli d’Italia. Qui prendono vita le tradizioni marinare ormai perdute e il tempo sembra essersi fermato.

E se non bastasse non vi resta che andare a visitare le Grotte di Tremula, anche qui il nome è tutto un mistero forse deriva da Tre Muse in quanto è stata avanzata l’ipotesi che lì sorgessero le statue di tre donne  poi sparite. Una grotta ancora attiva tra stalattiti e  stalagmiti, che testimonia la presenza dell’uomo nell’antichità. Una tappa immancabile per gli appassionati di geologia e storia. 

Insomma Scilla è un concetrato di bellezza, un paradiso naturale a due passi dalla città che non smette mai di incantare. 

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