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Domenica, 23 Gennaio 2022
La storia

Il terribile terremoto del 1908 e quel tesoro mai restituito alla città

A 113 anni dalla tragedia, lo storico Francesco Arillotta ricorda le ricchezze recuperate dai soccorritori: "Dovrebbero tornare in città per essere collocati in una sezione di quel Museo storico che tanto vorremmo si realizzasse"

Sono trascorsi 113 anni da quel terribile 28 dicembre 1908, quando il terremoto, seguito da un maremoto, rase al suolo le due città dello Stretto. Una ferita ancora aperta per entrambe le città che continuano a ricordare quell'evento sconvolgente che ha causato innumerevoli vittime.

Arillotta Francesco-2A svelarci qualche aneddoto legato al sisma di Reggio Calabria ancora una volta il professor Francesco Arillotta, (nella foto), che racconta di un tesoro trovato dai soccorritori e mai restituito. "Nel 2017 - dichiara  lo storico - a seguito di una curiosa indagine giornalistica che aveva come base i tesori conservati nei caveau di Bankitalia, si apprese che tra le altre cose c’era anche un deposito di oggetti preziosi recuperati dai soccorritori dopo la distruzione della nostra città, verificatasi in quel triste giorno. Si trattava di collane, orecchini, orologi, spille, ed altri monili consimili, ritrovati fra le macerie delle case distrutte e di cui non si era potuta stabilire l’identità dei proprietari".

Dopo questa scoperta numerose associazioni sono scese in campo per chiederne la restituzione: "A seguito di questa 'scoperta', si creò in città un movimento ben preciso. Associazione “Amici del Museo Naz. di Reggio Calabria” – Fidam , Touring ClubItaliano – Reggio Calabria, Soroptimist ClubReggio Calabria, Rotary Club Reggio, Lyons Host Reggio Calabria, Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme . Sez. Reggio Calabria e Accademia Fjord of Rhegium presero l’iniziativa di contattare la direzione locale di Bankitalia, per promuovere l’ipotesi di una restituzione di tali oggetti alla città, suggerendo una loro esposizione proprio nei locali dell’istituto bancario reggino. La proposta si perse nei meandri delle competenze dei vari organi statali che avevano comunque un rapporto con la vicenda".

Qualcosa  potrebbe cambiare? "Veniamo a chiedere che quegli oggetti, testimonianza silenziosa ma drammatica, ormai secolare, di una tragedia che fu veramente immane, trovino adeguata ed onorata sistemazione ed esposizione a Reggio. Un’idea potrebbe essere quella di collocarli in una sezione di quel Museo Storico della Città che tanto vorremmo si realizzasse negli ampi locali dell’ex Monastero delle Visitandine di Sales, a Reggio Campi. Sarebbe una maniera concreta per dimostrare che i ricordi non si vogliono cancellare, anzi da essi si desidera trarre motivo e sollecitazione per una continua valorizzazione del nostro passato", conclude Francesco Arillotta.
 

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