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La giustizia "immobile" da anni. I dipendenti in rivolta

Gli impiegati di tribunale e procura si sono ritrovati al Cedir per un sit-in di protesta

 

Malessere diffuso. La giustizia è in ginocchio. Questa mattina anche i dipendenti del tribunale e procura di Reggio Calabria, incrociano le braccia per protestare contro le "evidenti" ed ormai insostenibili condizioni lavorative. Dalle strutture inagibili e dalle condizioni igienico sanitarie inaccettabili, alle normative bloccate da anni. 

Leggi emanate, e mai applicate con conseguente impoverimento degli organici che scaturisce da decenni di politiche di tagli ai bilanci ed al costo del lavoro, anche in un settore strategico per garantire i diritti dei cittadini come la giustizia. La situazione è grave anche per la mancata riqualificazione professionale delle lavoratrici e dei lavoratori, a loro non viene riconosciuto il diritto di carriera con conseguenti ripercussioni organizzative negli uffici. Risorse, riqualificazione ed assunzioni ecco cosa chiedono i rappresentati sindacali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa. Al sit-in del Cedir presenti Patrizia Foti, segretario generale della Uilpa Reggio Calabria e Gaetano Germoleo, responsabile nazionale Uil ufficiali giudiziari.

Al sit-In hanno partecipato anche alcuni dei nuovi componenti dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Calabria, che già si erano occupati della questione Cedir, inserendola nell’ordine del giorno della riunione di consiglio, perché sempre vicini ed attenti alle esigenze del personale della giustizia, con i quali, giornalmente, condividono gioie e dolori di un mondo alquanto complesso

L’ennesimo ed accorato appello, Patrizia Foti, vice coordinatore nazionale Uilpa, lo rivolge al ministro della giustizia, "inserire nell’agenda di Governo non solo le riforme e l’aumento delle piante organiche dei magistrati, ma, soprattutto, la valorizzazione del personale giudiziario che, quotidianamente, permette ai magistrati il raggiungimento di grandi obiettivi. Non servono grandi manovre per risolvere la questione, perché basterebbe dare immediata esecuzione a quanto previsto dall’accordo del 2017 già siglato con l’amministrazione della giustizia". "Solo con un confronto democratico tra forze politiche, corpi intermedi e ordini – conclude Foti – e nel rispetto delle proprie prerogative con una cooperazione unitaria, si potrà raggiungere l’obiettivo per una giustizia efficiente e più vicina al cittadino".

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