Progetto “In mare a vele spiegate, sognando Itaca”, oggi la partenza dal porto cittadino

Una barca a vela viaggerà sullo Stretto con a bordo 30 pazienti di oncoematologia. L'evento è organizzato dall'Ail di Reggio Calabria e Vibo Valentia

La barca a vela protagonista dell'evento

Continua il viaggio delle imbarcazioni del progetto “In mare a vele spiegate… Sognando Itaca”. L’edizione 2019, organizzata dalla Ail sezione Alberto Neri di Reggio e Vibo Valentia Onòlus e coordinato dall’Ail nazionale, farà tappa questa mattina nel porto di reggino. In collaborazione con la sede locale della Lega navale italiana, da sempre sensibile e partecipe alle iniziative dell’associazione sul territorio, l'evento offrirà a circa 30 pazienti del reparto di oncoematologia dell’ospedale Bianchi-Melacrino-Morelli una minicrociera di qualche ora nelle acque dello Stretto, con l’obiettivo di utilizzare la velaterapia quale metodo di riabilitazione psicologica e di miglioramento della qualità della vita.

Da una ricerca condotta nell’ambito di queste iniziative realizzate già da diverso tempo sul lago di Garda si è dimostrato che, a seguito di ogni uscita in barca, la situazione dei pazienti presenta una generale tendenza al miglioramento: una significativa diminuzione del livello d’ansia e di debolezza ed un significativo innalzamento dello stato d’animo e dello stato di salute generale. Inoltre questo tipo di esperienza rappresenta un’occasione di crescita non solo per i pazienti, ma anche per l’equipe curante. In barca, infatti, è emerso un fondamentale bisogno di relazionarsi e di confrontarsi con l’altro per farsi aiutare, per non perdere la “rotta”, per raggiungere insieme il porto e per condividere, in un clima di complicità, le emozioni e le fatiche del percorso. I pazienti del centro di ematologia, accompagnati dai medici, dagli infermieri e dai volontari Ail avranno, quindi, la possibilità di imbarcarsi per vivere l’esperienza di una regata amatoriale nella magnifica cornice dello Stretto di Messina e di condividere un’esperienza unica, libera e lontana dai luoghi di cura e in un contesto di assoluta reciprocità.

L’emozione più profonda è data infatti dall’equipaggio formato da malati, medici, infermieri, psicologi e skipper professionisti, che vivono insieme un’esperienza unica, lontani dai luoghi di cura e in un contesto di assoluta reciprocità. Come Ulisse, veleggeranno verso Itaca, metafora della vita, non come mèta da raggiungere, ma come viaggio da vivere, che porta con sé momenti di difficoltà e di gioia.  Durante il viaggio sarà possibile scoprire territori inesplorati, nuove relazioni, solidarietà, vicinanza e risorse che non si pensava di avere.Noi siamo pronti a continuare il nostro lungo viaggio nel mare della solidarietà. “In mare a vele spiegate si può riprendere il tempo che a volte la sofferenza ruba”

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