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Giovedì, 19 Maggio 2022
Alimentazione

Pepe nero, perché fa così bene: tutti i benefici e come consumarlo

Le sue proprietà lo rendono un ottimo alleato per contrastare l'invecchiamento e alcuni tipi di cancro, combattere la depressione e migliorare la prestazione sessuale, ma i suoi “superpoteri” non finiscono qui

Da migliaia di anni il pepe nero è considerato un toccasana per la salute. Le bacche essiccate della pianta Piper nigrum, generalmente consumate in polvere dopo la macinazione, fanno parte da sempre della medicina tradizionale indiana (Ayurvedica) come cura per i malanni influenzali. Ma non solo, questa spezia viene utilizzate sin dall'antichità anche dalla medicina tradizionale cinese per trattare l’epilessia. A confermare i numerosi benefici del pepe nero, che affonda le sue origini nell’India di 4.000 anni fa, in particolare nella regione tropicale del Kerala, anche la scienza moderna. Alcuni ricercatori hanno scoperto nel pepe nero un alcaloide, la piperina, una sostanza chimica che gli conferisce il sapore pungente ma che svolge anche un’azione termogenica (cioè converte il cibo in energia), ed è questo il motivo per cui la piperina è il componente fondamentale di molti prodotti dimagranti che troviamo sul mercato. Ma i suoi “superpoteri” non finiscono qui. Facciamo il punto su quel che i ricercatori hanno scoperto sino ad oggi riguardo i benefici e le proprietà dei questa spezia prodigiosa.

Brucia i grassi

Diversi studi scientifici hanno dimostrato che la piperina combatte l’obesità. Contribuisce, infatti, ad aumentare l’attività metabolica dell’organismo e a bruciare i grassi. In particolare uno studio indiano, pubblicato su Nutrition and Metabolism, ha confermato che questa sostanza contenuta nel pepe nero, se introdotta nella dieta, è in grado di aumentare la massa magra, la densità e la concentrazione minerale ossea, e a ridurre i livelli di glucosio nel sangue, portando a una drastica riduzione dell’obesità.

Contrasta i radicali liberi

Tra le principali cause dell’invecchiamento cellulare c’è lo stress ossidativo, una condizione che porta alterazioni nei tessuti e nelle cellule dell'organismo. I principali responsabili dello stress ossidativo sono i radicali liberi o ROS (Reactive Oxygen Species), molecole di scarto, altamente reattive, che si generano continuamente nel nostro organismo come sottoprodotti dei naturali processi di respirazione cellulare, e il cui aumento nel corpo può essere determinato dai cattivi stili di vita (fumo, poca attività fisica) e una scorretta alimentazione (abuso di alcol, eccesso di grassi animali). Un eccesso di queste molecole può danneggiare le cellule, facendo invecchiare più velocemente le persone, causando una serie di problemi di salute, tra cui malattie cardiovascolari, cancro, artrite, asma e diabete.

A tal proposito uno studio di laboratorio ha dimostrato che la piperina è in grado di contrastare la formazione di radicali liberi. I ricercatori hanno indagato gli effetti del pepe nero sui topi, scoprendo che una dieta ricca di grassi integrata con pepe nero o piperina limita significativamente i danni prodotti dai radicali liberi rispetto a una dieta ricca di grassi, senza questa spezia.

E’ un potente antinfiammatorio

Come già avevano scoperto le antiche popolazioni indiane e cinesi, la paperina ha anche un potere antinfiammatorie. L'infiammazione cronica può essere causa di una serie di malattie, comprese le malattie autoimmuni, come l'artrite reumatoide. Anche in questo caso, studi sugli animali hanno dimostrato che la piperina riduce l' infiammazione e il dolore nei ratti con artrite. Pertanto, la piperina dovrebbe essere ulteriormente studiata per quanto riguarda l'uso come farmaco o come integratore alimentare per il trattamento dell'artrite.

Abbinata ad alcune sostanza ne migliora l’assorbimento

Il pepe nero può anche aiutare il corpo ad assorbire meglio alcune sostanze benefiche come il resveratrolo, la curcumina e il beta-carotene. Il resveratrolo è una sostanza con capacità antiossidanti e antinfiammatorie, che si trova nell'uva, nel succo d'uva, nel vino, nelle arachidi, nel cacao e in varie specie di mirtillo. Secondo numerosi studi protegge da malattie cardiache, cancro, Alzheimer e diabete, inoltre la sua capacità antiossidante contribuirebbe alla protezione delle cellule dai danni causati dai radicali liberi ritardando così l'invecchiamento della pelle. ll resveratrolo, però, non viene assorbito bene dal corpo in quanto le molecole che lo compongono tendono a rompersi prima che possa giungere il sangue. Un problema che può risolversi se lo si assume con il pepe nero, perché questa spezia ne aumenta la sua “biodisponibilità”, in altre parole, una parte maggiore è disponibile per l'uso da parte del corpo.

Il pepe nero può anche migliorare l'assorbimento della curcumina, il principio attivo di un’altra popolare spezia: la curcuma. Alcuni ricercatori hanno scoperto che consumare 20 mg di piperina con 2 g di curcumina migliora la disponibilità di quest'ultima nell'organismo del 2.000%. Altri studi hanno dimostrato che il pepe nero può migliorare anche l’assorbimento del beta-carotene, una sostanza antiossidante che combatte il danno cellulare contenuta in grosse quantità nella verdura e nella frutta. I ricercatori ha scoperto che il consumo di 15 mg di beta-carotene con 5 mg di piperina aumenta notevolmente i livelli ematici di beta-carotene rispetto a se quest'ultimo viene assunto da solo.

Piperina e cancro

Il pepe nero vanta anche importanti proprietà antitumorali. Studi in vitro e in vivo hanno scoperto che la piperina riduce la riproduzione delle cellule tumorali della mammella, della prostata e del colon, e contrasta il proliferare delle cellule tumorali. In particolare, i ricercatori hanno confrontato gli effetti di 55 tipi di spezie diverse e scoperto che la piperina era la più efficace nel potenziare l'efficacia della terapia basata su TRAIL (microvescicole o linfociti T) per il cancro al seno triplo negativo, il tipo più aggressivo di cancro alla mammella. Non solo, la ricerca ha scoperto anche che la piperina ha effetti promettenti nel ridurre al minimo la resistenza multifarmaco nelle cellule tumorali, che potenzialmente riduce l'efficacia della chemioterapia.

Combatte la depressione e aumenta la prestazione sessuale

Numerosi studi hanno dimostrato che il pepe nero stimola la produzione di endorfine nel cervello e agisce come una sorta di antidepressivo naturale. Ma non solo, il pepe nero è annoverato anche tra gli alimenti afrodisiaci: grazie alle sue proprietà vasodilatatori, che lo accomunano al peperoncino, apporta benefici alla disfunzione erettile e all’impotenza migliorando la prestazione sessuale.

Il pepe nero sì ma con cautela

La gran parte degli studi menzionati sono stati condotti su colture cellulari o animali, ed è bene sapere che non sempre questo tipo di esperimenti si "traduce" per gli esseri umani. Tuttavia, è evidente che l'aggiunta di qualche macinata di pepe alla dieta non può che far bene. L’importante è consumarlo con parsimonia e moderazione, soprattutto se si soffre di ipertensione, di ulcera, gastrite o di emorroidi, poichè il pepe nero è irritante soprattutto per le mucose. Detto questo, in cucina si presta alle più svariate combinazioni: è possibile consumarlo sotto forma di polvere, macinato grossolanamente o intero, aggiungendolo a piatti di carne, pesce, formaggio, verdure ma anche abbinarlo con successo a frutta secca e al cioccolato.

(fonte Today.it)

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