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Martedì, 4 Ottobre 2022
Salute

Padri over 40 e salute dei bambini, uno studio fa chiarezza in merito

Nel corso del tempo, molte indagini hanno discusso sull'età di concepimento della donna in relazione alla salute del bambino/a. Una recente analisi scientifica- invece - si espressa sull'età dell'uomo. Ecco i risultati

REGGIO CALABRIA - La nascita di un bambino o di una bambina è sempre un evento gioioso. Negli anni, molti studi scientifici si sono espressi in merito alla possibilità di concepimento per le donne "più adulte". Del resto, con l'avanzare dei tempi, si partorisce sempre più tardi.

Ma per gli uomini? L'età di concepimento incide sulla salute del nuovo venuto al mondo?

Questo interrogativo è stato l'oggetto principale dell'analisi svolta da due importanti indagini di IVI, clinica internazionale specializzata in riproduzione assistita: il primo è chiamato "Paternal age does not affect obstetric and perinatal outcomes in IVF or ICSI cycles with autologous oocytes", mentre il secondo "Paternal age is significantly related with the type of delivery and the sex of the newborn in IVF or ICSI cycles with donated oocytes". Entrambi sono stati guidati dalla  dottoressa Ana Navarro, ricercatrice presso la Fondazione IVI,  e supervisionato dal dottor. Nicolás Garrido, direttore della Fondazione IVI.

Le analisi sono state presentate durante l’ultimo ESHRE di Milano, e avevano l'intento di indagare sullo sperma degli adulti in età paterna avanzata; cercando di capire se questo fattore influisca sulla salute ostetrica della donna durante la gravidanza, sul tipo di parto e sulla salute del neonato.

Lo studio

In estrema sintesi, l'indagine ha affermato che non vi è né un calo della qualità dello sperma né della fertilità maschile con l'avanzare dell'età.

Tra i pazienti che hanno effettuato la ovodonazione e quellicon i propri ovuli, sono stati presi in riferimento 30.784 adulti e 34.106 neonati, mentre l’età paterna presa in esame va dai 21 ai 54 anni.

“Abbiamo preso in considerazione una serie di indicatori di gravidanza e salute perinatale come il diabete gestazionale, l'ipertensione, il peso del bambino, il tipo di parto, la circonferenza della testa o l'ammissione in terapia intensiva dopo la nascita, e abbiamo concluso che l'età paterna non influisce sugli esiti ostetrici e perinatali nei trattamenti di riproduzione assistita con i propri ovociti. A questo punto, e nonostante diversi studi suggeriscano la soglia dei 40 anni per considerare l'età paterna come avanzata, riteniamo opportuno rivedere questo limite in base ai risultati attuali", ha spiegato il dottor Mauro Cozzolino, specialista in Medicina della riproduzione di IVI Roma a Today.it.

"Una delle ragioni di questa differenza tra uomini e donne è puramente biologica: negli uomini, la spermatogenesi avviene costantemente, ogni giorno e in ogni momento, e quindi vengono generate nuove cellule. Le donne, d'altra parte, hanno follicoli nelle ovaie da quando sono nel grembo materno, cioè sono con loro per tutta la vita. E, ovviamente, questo influenza le caratteristiche della fecondazione e tutto ciò che comporta in seguito, poiché gli spermatozoi non sono vecchi come le uova quando si tenta la fecondazione ", ha affermato Daniela Galliano, direttrice della Clinica PMA di Roma, specialista in Ginecologia, ostetricia e medicina della riproduzione.

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