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Mercoledì, 10 Agosto 2022
Salute

Vitamina D, a cosa serve e dove si trova: ecco tutti i benefici

L'esperto endocrinologo Tromba spiega perché è importante la sua assunzione per la salute

La vitamina D, in seguito alla sua scoperta nel1919, venne chiamata “vitamina della luce solare”. 

Questa vitamina è costituita da un gruppo di 5 pro ormoni liposolubili: D1, D2, D3, D4 e D5, di cui soltanto due, la vitamina D2, o ergocalciferolo, e la vitamina D3, o colicalciferolo, manifestano un’attività biologica e molto simile e rappresentano dunque le forme più importanti per la vita. A trattare l'argomento è il dottore Domenico Tromba, esperto endocrinologo, consigliere dell’Ordine dei medici di Reggio Calabria, segretario regionale Ame (Associazione medici endocrinologi), membro cda Unime.

"L' assunzione di vitamina D - dice Tromba- è possibile sia attraverso la dieta sia grazie all’esposizione solare. In entrambi i casi, essa si presenta in forma biologicamente inattiva e la sua attivazione passa attraverso due differenti reazioni di idrossilazione. Si conoscono due forme.

La vitamina D2 (ergocalciferolo) che troviamo in piccola quantità nella verdura e in maggior numero nei funghi e la vitamina D3 (colecalciferolo) che viene, invece, sintetizzata dalla pelle attraverso l’esposizione solare".

A cosa serve la vitamina D3?:

"È indispensabile al nostro corpo - afferma l' endocrinologo - per assorbire altri minerali, come il calcio e il fosfato, che sono fondamentali, ad esempio, per la formazione di ossa e denti".

Che cosa fa la vitamina D?

"La vitamina D  - evidenzia il dott.Tromba - non serve solo a fissare il calcio nelle ossa, una funzione che pure è fondamentale per prevenire il rachitismo nei bambini e l'osteoporosi negli anziani. Nella sua forma attivata, la vitamina D agisce in realtà come un ormone che regola vari organi e sistemi ed è importante nel controllo dell’infiammazione e del sistema immunitario. Una sua carenza è stata associata a diversi tipi di malattie, dal diabete all’infarto, dall'Alzheimer all’asma o alla sclerosi multipla".  

Più di recente, nel corso della pandemia da Covid-19, nella comunità scientifica si è aperto il dibattito sulla possibilità che una carenza di vitamina D aumenti il rischio di sviluppare forme gravi di infezione da Sars-CoV-2. 

"Al momento -spiega l'endocrinologo reggino-  però, non ci sono evidenze conclusive sull’opportunità di utilizzare integratori di vitamina D contro Covid-19, e lo stesso ministero della Salute ha chiarito che l’utilizzo di vitamina D a tal fine non è raccomandato".

Per quanto riguarda il rapporto con l'insorgenza di tumori?

"In studi di laboratorio - afferma lo specialista -  la vitamina D ha dimostrato di svolgere attività potenzialmente in grado di prevenire o rallentare lo sviluppo del cancro: infatti, frena la crescita delle cellule, ne favorisce la differenziazione e la morte programmata (apoptosi), e riduce la formazione di nuovi vasi (angiogenesi). I risultati dei primi studi epidemiologici avevano suggerito un ruolo protettivo della vitamina D, in seguito all’osservazione di un minor rischio di tumori diversi da quelli della pelle nelle popolazioni più esposte al sole rispetto a quelle che vivono in Paesi con minore irradiazione solare.Recenti studi, per esempio, hanno evidenziato che, sebbene la vitamina D non sembri ridurre in modo significativo il rischio di insorgenza dei tumori, adeguati livelli di questa vitamina nel sangue possono migliorare le possibilità di sopravvivenza in chi si ammala di cancro. L’effetto più importante sarebbe quindi non tanto sull’incidenza dei tumori, ma sulla loro progressione".

Quali sono i segni precoci di carenza di calciferolo? 

"La riduzione sierica di calcio e fosforo (iperparatiroidismo secondario) e aumento della fosfatasi alcalina nel siero. I zegni più tardivi sono: inadeguata mineralizzazione dello scheletro (rachitismo nei bambini, osteomalacia negli adulti), debolezza muscolare, dolori addominali. Il rachitismo compare nei bambini tra i 4 e i 24 mesi di età e consiste fondamentalmente in una inadeguata mineralizzazione dell'osso in crescita, che comporta deformazioni dello scheletro. 

Nei primi mesi di vita la sintomatologia riguarda essenzialmente il cranio con: rammollimento nelle regioni occipitali, temporali e parietali, ritardo nella chiusura della fontanella anteriore (diventa patologico dopo il quindicesimo mese di vita)rosario rachitico (tra il sesto e il dodicesimo mese) ipertrofia delle giunzioni condro-costali ipertrofia delle cartilagini (nei bambini più grandi) con nodosità specialmente ai polsi e alle caviglie,incurvamento delle ossa lunghe degli arti inferiori e ginocchio valgo. L'osteomalacia si manifesta negli adulti con: debolezza muscolare, dolori a livello del tratto dorso-lombare della colonna vertebrale, della cintura pelvica e delle cosce andatura insicura e fragilità ossea, specialmente della spina dorsale, spalle, costole e bacino, densità ossea estremamente bassa e presenza di pseudo-fratture, specialmente alla spina dorsale, femore ed omero (rilevabili all'esame radiografico), aumentato rischio di fratture soprattutto al bacino e ai polsi.

Quindi -conclude l'endocrinologo - come è  di grande importanza l'assunzione della terapia con vitamina D, quando è  necessaria  e per tale motivo è utile una consulenza con uno specialista che può essere l'endocrinologo,il reumatologo,l'ortopedico ,il fisiatra e anche il medico di base".

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