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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Paola Suraci

Opinioni

Paola Suraci

Giornalista ReggioToday

A Sud del Sud, il racconto di una Calabria resistente

Il libro del giornalista reggino Giuseppe Smorto conduce, storia dopo storia, tra luoghi e progetti di rinascita tra tante vite finora sconosciute ai più

Sceglie lo stile giornalistico, partendo dai fatti, Giuseppe Smorto per raccontare la Calabria, la sua terra che ha lasciato da giovane per approdare a Repubblica fino a diventarne vice direttore.

Ha preso il taccuino e si è messo in viaggio, Giuseppe Smorto, per ascoltare, intervistare e soprattutto portare alla luce un'altra Calabria: quella sconosciuta ai più, quella che spesso, troppo spesso, non trova spazio nella cronaca perchè dice: “Il problema della Calabria è anche quello di non sapersi raccontare, di essere raccontata male, di non essere raccontata per niente” e così ecco che Smorto nel suo “A sud del sud, viaggio dentro la Calabria tra i diavoli e i resistenti” per i tipi della Zolfo, cerca “una terra non non rassegnata, il sentiero che ho voluto seguire. Ho viaggiato in treno, in auto e a piedi, io che l'ho lasciata ai tempi dell'università: io che ho sempre avuto, come tutti calabresi, la nostralgia e il sospiro del ritorno”.

Ventuno capitoli, che scorrono veloci e che arrivano dritti al cuore del lettore, perchè svelano la forza dei calabresi, resistenti, tenaci, che non si arrendono alla burocrazia, alla 'ndrangheta, al malaffare e alle brutture ma si rimboccano le maniche e si danno da fare per un'altra Calabria. 

Smorto Giuseppe-2Smorto, (nella foto pagina Fb),  li incontra, intervista i resistenti e svela l’altra faccia della terra dell’emergenza. "Là dove è mancato lo Stato, dove le cosche hanno comandato a lungo, è nata una generazione dell’impegno e del coraggio: coraggio è aprire un ristorante, coltivare un terreno confiscato, organizzare un mondiale di vela nel mare con l’onda perfetta, o un festival sulla spiaggia. Sono forme di ribellione cresciute sottovoce, lontane da stereotipi e da una politica miope e indifferente, se non corrotta e collusa con la ’ndrangheta. Storia dopo storia, il libro diventa un viaggio oltre i numeri dell’economia, quasi sempre spietati, alla scoperta della bellezza che le statistiche non vedono, tra luoghi e progetti di rinascita, tra tante vite finora sconosciute".

Non c'è retorica, non c'è illusione ma solo i fatti, cercati con passione e determinazione dal “vecchio cronista”. C'è la Locride, e ci sono i luoghi abbandonati come il costruendo palazzo di Giustizia a Reggio Calabria e quelli rinati di questa terra dai mille volti, c'è Arghillà e Polsi e poi Riace e ancora tanto altro dentro questo volume di 170 pagine che si legge tutto di un fiato ma che poi ci vuole del tempo per elaborarlo, per capire - davvero - dove sta andando questa Calabria che sembra smarrire la rotta per poi ritrovarla restando però un sud del Sud.

Ecco allora quale futuro per questa regione? Smorto indica quale via d'uscita un cambio di visione: “Il motore deve essere il capitale umano. I comportamenti personali, l'impegno contro le violazioni ambientali, i giovani professionisti che tornano a casa, gli imprenditori che rischiano e quelli che non hanno paura, la politica sana” per sviluppare le infrastrutture sociali, ovvero scuole, servizi e sanità per una Calabria non rassegnata.

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