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Venerdì, 30 Settembre 2022
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A cura di AIGA sezione di Reggio Calabria

La prova scientifica: eccellente contributo ai fini dell’accertamento del fatto nel processo penale

L'avvocato Maria Domenica Vazzana, esperta in scienze criminologiche ed investigative, si sofferma sul metodo attendibile e dimostrativo all’interno dei processi penali indiziari

In Italia ormai da anni è emersa l’esigenza di accreditare sempre più nell’ambito del pensiero giuridico, la prova scientifica, quale metodo attendibile e dimostrativo all’interno dei processi penali indiziari, dove l’indizio rebus necessita di quel “sapere scientifico” di fondamentale importanza per avvocati, pubblici ministeri e giudici.

Brevi cenni

Di nodale importanza è ricordare come il progresso tecnico-scientifico abbia subito un’importante evoluzione, portando all’introduzione nel nostro codice di procedura penale dell’art 224 bis, articolo che disciplina i provvedimenti del Giudice in riferimento alle perizie incisive della libertà personale; sul punto è poi intervenuta la Corte Costituzionale, che con la sentenza n. 238/1996, dichiarava una parte di questo articolo illegittimo, laddove i poteri del Giudice potevano risultare invasivi della sfera corporale del soggetto.

Con il trattato di Prum, (abbiamo l’adesione dell’Italia con la Legge 30 giugno 2009, n. 85), è stata disciplinata la perizia, al fine di evitare tecniche invasive sul soggetto coinvolto, limitando la metodologia di determinate perizie solo quando vi è necessità, senza invadere in maniere eccessiva l’ambito corporale, pertanto, è possibile, ad esempio, ai fini della determinazione del DNA il prelievo di peli o accertamenti medici strettamente necessari.

Si evidenzia un’evoluzione positiva della prova scientifica, dove il Giudice chiamato a decidere, potrà valutare controverse visioni scientifiche, e approvare quella scientificamente più idonea e attendibile, con grande spazio di accredito o smentita all’interno del contraddittorio, dell’esperto chiamato a rispondere.

Il metodo scientifico

Ai fini della valenza della prova, grazie alla famosa sentenza di Daubert del 1993, sono stati classificati i criteri cardini a cui deve rispondere una prova scientifica per validare la propria attendibilità in ambito processuale. Un excursus velocissimo per far comprendere come deve essere questa prova scientifica per poter entrare in ambito processuale.

In primis va verificata la dimostrabilità e verificabilità del metodo usato, la falsificabilità (una teoria scientifica se viene smentita non è più affidabile), il collaudo da parte della comunità scientifica (la teoria va sempre testata) con conoscenza del tasso di errore presente; questi sono gli elementi di base per poter accreditare una prova scientifica idonea a sostenere o concretizzare una teoria. Per concludere su questo punto, all’interno del processo penale, possono essere inserite solo conoscenze scientifiche fondate, caratterizzate dai criteri summenzionati.

Partiamo dal presupposto che l’innocenza non si racconta ma si prova, e quando una prova c’è, le sorti processuali cambiano direzione, dirigendosi verso l’emersione della verità processuale, che porterà l’impianto accusatorio – in un processo indiziario- ad essere superato da quella prova scientifica, imponente di una valutazione che sosterrà il giudizio “al di là di oltre ragionevoledubbio”.

Per essere più coincisi, nessun ricorso alla logica o alla più ampia intuizione potrà mai sopperire a carenze probatorie, come contrariamente potrà invece fronteggiare una prova scientifica idonea. La Giurisprudenza più illuminata ha affrontato la copiosa tematica della prova scientifica, dimostrando le importanti innovazioni, e quanto sia fondamentale il ruolo della scienza all’interno dei processi dove si ravvisa la necessità che quell’indizio muti da incerto a certo e viceversa, prendendo così il carattere dimostrativo della colpevolezza o innocenza dell’imputato.

In un contesto processuale puramente o prevalentemente indiziario, è possibile alla difesa, portare alla luce una ricostruzione dell’impianto accusatorio alternativo, altrettanto logico, basato su prove intervenute a seguito di investigazione difensiva, coadiuvata da consulenti – esperti - che hanno la possibilità di smontare quel quadro accusatorio dipinto da indizi, illustrando e dimostrando così, su quella stessa tela, come quell’indizio valutato dal metodo scientifico, non è più nero, ma secondo la scienza impregnata dai criteri suesposti – unico metodo attendibile in determinati ambiti – è bianco.

Gli strumenti di accertamento

Qualunque indagine parte sempre da una base scientifica quale strumento di accertamento, in ogni processo indiziario, vengono usate tecniche di indagine scientifiche. Di seguito ne illustreremole più utilizzate partendo dal sopralluogo della scena del crimine, che si sottolinea va sempre mantenuta più asettica possibile, ai fini di evitare qualsivoglia inquinamento che potrebbe di conseguenza, danneggiare la genuinità della prova da esaminare:
La balistica: nei crimini con arma da fuoco, fondamentale ai fini di accertare se vi è stata o meno la premeditazione, si è rivelata molto utile per accreditare o svalorizzare eventuali aggravanti contestate.

processo macchie sangue analisi-2La Bloodstain Pattern Analysis (BPA) l'analisi delle macchie di sangue rinvenute sul luogo del crimine di reati particolarmente violenti, attraverso questa attenta analisi è possibile comprendere l’origine e l’azione cha ha provocato il sanguinamento.

La dattiloscopia (studio delle impronte digitali) l’evoluzioni degli studi affrontati, hanno dato dimostrazione che l’unicità delle impronte digitali non è più un mito certo, qui l’esperto potrà dare ampia dimostrazione se quella impronta è certa o probabile, ai fini delle sorti della responsabilità processuale.
L’attendibilità di un collaboratore di giustizia o della persona offesa, attraverso criteri scientificamente provati – metodologie testate da esperti del settore specifico - che potrebbero capovolgere l’assetto che in sede accusatoria ha dato origine a tale attendibilità.

L’identificazione tramite il DNA, delicata e complessa tecnica, uno strumento di accertamento tra i più accreditati se estratto con metodologie idonee. In molti casi di cronaca giudiziaria, si è
rivelato fondamentale ai fini dell’accertamento della dinamica criminosa e dell’identificazione del reo. Grazie al prezioso lavoro dei genetisti, si è arrivati a dichiarare il test del DNA quasi infallibile, con 13 frammenti, si è già in presenza di totale compatibilità, e anche in questo ambito, sta al consulente di parte, dimostrare l’attendibilità o meno della metodologia applicata nel prelievo, conservazione e analisi, e della veridicità della stessa, ampio spazio alla scienza.

L’informatica forense, è fondamentale ormai sia per le intercettazioni telefoniche, ambientale, perizie foniche, aggancio celle telefoniche (valenza probatoria importante per stabilire la presenza di un soggetto in un determinato posto, l’esperto potrà provare il contrario).

Luminol: utilizzato ancor oggi per rilevare tracce ematiche lavate o rimosse.

Quanto all’utilizzo di queste scienze e di molte altre, qui ne abbiamo annoverate quelle più frequentemente utilizzate, nonché della tecnologia usata, risultano di fondamentale importanza ai fini dell’accertamento e della scoperta dell’autore di un reato, ovvero di far emergere l’innocenza di un soggetto coinvolto a seguito di indizi nell’ambito di un’odissea processuale.

Moltissimi casi di cronaca che hanno coinvolto l’attenzione di tutta la nostra Nazione, sono stati risolti grazie all’intervento rigoroso della prova scientifica, tantissimi i casi dove è emersa l’innocenza di un soggetto, grazie all’entrata della prova scientifica all’interno del processo penale, fondamentale sia per parti offese (parti civili) sia per l’imputato. Il metodo scientifico, consiste nell’eliminare più possibile l’ipotesi, e concretizzare la prova, ribadendo che, la condanna dovrebbe avvenire solo su certezza di colpevolezza e mai su
incertezza.

Casi concreti ne potremmo citare moltissimi, dove l’accreditato lavoro di consulenti esperti e avvocati, hanno ribaltato l’ipotesi accusatoria, facendo emergere con prove tecniche-scientifiche, con metodi accreditati, le varie dinamiche del crimine, portando l’organo giudicante ad una valutazione basata sull’attendibilità dell’elemento probatorio incriminante. Casi di cronaca famosi, sono stati risolti grazie alla prova scientifica, che altrimenti sarebbero rimasti con gravi lacune probatorie.

Non è mai consentito dare privilegio ad una ricostruzione che conduce ad una sentenza di condanna, qualora dall’altro lato la difesa propone una ricostruzione validata scientificamente che conduce a prova contraria. Qualunque motivazione deve essere rispettosa di quel principio “dell’oltre il ragionevole dubbio”, la prova scientifica è un supporto importante per accusa e difesa, poiché non è uno strumento sui generis, ma è una prova come tante altre, che si inserisce all’interno del processo penale (contraddittorio) e nelle dinamiche dell’onere della prova; è soggetta alle ordinarie regole del nostro diritto penale e alle garanzie previste dal nostro codice di procedura penale.

Dalla raccolta delle prove (poiché una prova raccolta male non è prova né la può formare) fino alla ricostruzione del caso portato in contraddittorio, tutti elementi messi a conoscenza dell’organo giudicante, così nascerà e crescerà il libero convincimento del giudice che potrà valutare la responsabilità o meno su elementi non indiziari ma con valore probatorio accreditato. La prova scientifica ha dato un contributo di eccellenza ai fini dell’accertamento del fatto, mirando a ridurre il più possibile i termini di incertezza e dare alti margini di attendibilità alle prove, sottolineando che solo il Giudice può stabilire l’attendibilità in sede di valutazione degli elementi di prova, compito non delegabile.

A cura dell'avvocato Maria Domenica Vazzana, esperta in scienze criminologiche ed investigative

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