Frammenti di storia

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Reggina, quel 30 ottobre 1983: emozioni alle stelle attaccati a una radiolina

Una volta il calcio si viveva così, attraverso le voci di chi ce lo raccontava alla radio

Una data insignificante quel 30 Ottobre 1983. Era domenica e, come ogni domenica pomeriggio, mio padre attaccato alla radiolina (quella solo con le frequenze nazionali sul 1600) con le sue schedine ad ascoltare tutto il calcio minuto per minuto ed io a fare zapping con la radio "moderna" tra quelle partite e la radiocronaca della Reggina.

Già perchè, pur essendo calcio, per me erano due entità lontanissime. Da una parte l'inarrivabile serie A di Platini, Zico e Maradona, della Juventus (per la quale facevo il tifo) e quell'anno anche del Catania che però collezionò tante giornate di squalifica del Cibali e una immediata retrocessione.

La Reggina militava nel campionato di serie C2 girone D, dopo l'amara retrocessione, però era balzata agli onori della cronaca nazionale per aver vinto le prime sei partite del campionato. A tutto il calcio i vari Ameri, Ciotti, Provenzali, guidati magistralmente dallo studio da Roberto Bortoluzzi che sgridava il povero Ezio Luzzi (inviato della partita più importante della serie B) invintandolo ad interventi più brevi, scandivano l'andare delle partite e ricordo che la Juventus stava subendo una sorprendente sconfitta al comunale di Torino dalla Sampdoria (1-2).

Quasi contemporaneamente al secondo gol blucerchiato di Galia, la Reggina, che era impegnata a Grumo Nevano, subiva un calcio di rigore per un intervento con le mani di Paolo Saviano che si sostituiva al portiere Giordano ormai battuto per salvare un gol certo (per fortuna all'epoca le regole non prevedevano espulsione per questi interventi).

Sembrava il materializzarsi di una domenica da incubo, ma Giordano, sembra su suggerimento di Antonio Moccia, si tuffò sulla propria destra e parò il rigore. Ma successe dell'altro: a meno di un minuto dalla fine, il bomber Ciccio Marescalco, subentrato poco prima a Sauro Segoni, segno di testa il gol della settima vittoria consecutiva. Ricordo che cominciai a esultare percorrendo in lungo e in largo casa mia e svegliai pure mia madre, mentre mio padre recriminava per il solito 11 sulla schedina (guarda caso sbagliava sempre una doppia).

Io ero felice: la mia Reggina quella con la maglia amaranto con le striscioline bianche mi aveva reso felice! Quella era la nostra piccola serie A e così l'Alcamo diventava la Juventus, il Latina l'Inter e la Nocerina il Milan, che volevo di più? E chi se ne importa se, per quella domenica, per me la Domenica Sportiva restava solo un sogno perché alle 22 la televisione si spegne e basta. La Reggina aveva vinto e quel tale Ciccio Marescalco era il mio campione, come Platini, ma quel giorno vincente!

GRUMESE: Bianco, Capano, Vergani, Dati, Tamburella, Ciucci, Iuliano (84' Lubrano), Picardi, Pucci, Gaito (74' Black), Oddo: All. Di Gennaro.
REGGINA: Giordano, Paolo De Giovanni, Lauri, Mondello, Marco Cacitti, Paolo Saviano, Costaggiu (78' Maurizio Re), Antonio Moccia, Spinella, Sciannimanico, Sauro Segoni (71' Ciccio Marescalco). All. Claudio Tobia
Marcatore: 89 Ciccio Marescalco
Angoli 6-3 per la Reggina 
Spettatori 500
Arbitro Ramiconi di L'Aquila

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Sono un giornalista pubblicista e in fin dei conti lo ero già quando, già dalle scuole elementari, mi divertivo a scrivere la cronaca delle partite di calcio. Prima di tutto, però, sono un appassionato della mia città e delle sue realtà sportive. Mi piace andare a cercare, attraverso la storia, le nostre radici, ciò che fa di questa terra un posto unico nonostante le sue criticità. Perché i ricordi hanno sempre un giorno e un'ora indelebili nel tempo. La mia filosofia è: guardare al passato per proiettarsi verso il futuro

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