Frammenti di storia

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E a Reggio infuriava la rivolta...

Il 1970 è un anno che entrerà nella storia di Reggio Calabria. Anche il calcio ne subì le conseguenze con il derby giocato a Firenze che divenne epico

Reggio Calabria è una città in lotta in quel 1970, in lotta per non perdere ciò che le spetta, in lotta per l’orgoglio tutti insieme, tutti uniti sotto un’unica bandiera, mentre la politica, allora come oggi, decideva le sorti di una città derubata.
Ma il campionato di calcio non poteva fermarsi certo per i fatti di Reggio e la Reggina rappresentava, come spesso successo, il riscatto di un popolo ferito.

Ma il prezzo da pagare è alto: non ci sono le condizioni per giocare a Reggio e così l’inizio del campionato si gioca solo in trasferta ed è una catastrofe: 2 soli punti prima del 25 ottobre data in cui sarebbe in programma il derby: Reggina Catanzaro. 

Impossibile l’inversione di campo, difficile trovare una sede adatta e sicura, prima Napoli, poi Firenze 1.000 km da Reggio e di mercoledi, il 25 novembre. Nel frattempo la Reggina è tornata a giocare al Comunale e a vincere anche una partita contro la Massese, ma è sempre lì nelle ultimissime posizioni, mentre il Catanzaro veleggia tra i primi posti.

In quel 25 novembre fa caldo a Firenze e l’arbitro è il più famoso dell’epoca forse: Gussoni di Varese. In tribuna il presidente Federale Franchi e il CT Valcareggi. Insomma come una partita d’alto livello. 5.000 anime ad assistere in quello che è lo stadio della Fiorentina ad assistere a quella che è una partita dai mille significati.

Il Catanzaro fa la partita ma al 17’ segna Sironi (che si infortunerà 6 minuti dopo) e poi Jacoboni chiude la porta, la sigilla. Incredibile, la Reggina ha battuto il Catanzaro e la rivolta si trasforma in corteo festante e al rientro in sfilata eroica per i gladiatori amaranto. La politica avrà ancora la meglio e Reggio uscirà sconfitta e umiliata ma l’onore, quello no, quello è amaranto!!!

REGGINA: Jacoboni, Grossi, Sali, Ranieri, Poppi, Sonetti, Lombardo, Sironi (23' Bongiorni), Merighi, Tacelli, Facchin. All. Bizzotto.
CATANZARO: Pozzani, Marini, Massari, Benedetto, Silipo, Busatta, Ciannameno (46' Banelli), Bertuccioli, Gori, Franzon, Mammì. All. Seghedoni

Frammenti di storia

Sono un giornalista pubblicista e in fin dei conti lo ero già quando, già dalle scuole elementari, mi divertivo a scrivere la cronaca delle partite di calcio. Prima di tutto, però, sono un appassionato della mia città e delle sue realtà sportive. Mi piace andare a cercare, attraverso la storia, le nostre radici, ciò che fa di questa terra un posto unico nonostante le sue criticità. Perché i ricordi hanno sempre un giorno e un'ora indelebili nel tempo. La mia filosofia è: guardare al passato per proiettarsi verso il futuro

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