Frammenti di storia

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Tommaso Maestrelli: un grande uomo che ha fatto la storia

Un calcio più umano, il fiuto di un presidente, un allenatore diventato grande che ci ha lasciati troppo presto

Tommaso Maestrelli

Quell'estate del 1964 Granillo aveva scelto: l'allenatore della Reggina sarebbe stato Tom Rosati che aveva sfiorato la serie B col Chieti. Rosati aveva addirittura firmato il contratto ma la strada di casa nascondeva una tentazione non da poco per il tecnico di San Benedetto del tronto: il Cosenza gli offrì un contratto più importante e la promessa di una squadra che avrebbe stravinto il campionato.

Così la Reggina resto senza allenatore nel bel mezzo dell'estate. Tommaso Maestrelli aveva conosciuto Reggio nel 1962 quando per conto del Bari, era venuto a visionare un calciatore amaranto. Ma nell'estate del 1964 Maestrelli era già ad un bivio della sua carriera e chiamò Granillo: "Presidente mi dia una possibilità". Granillo era rimasto positivamente impressionato da quell'uomo e accettò la proposta, non sapeva che quell'uomo avrebbe scritto la storia della Reggina.... E così fu!

La Reggina di Tommaso Maestrelli vinse il campionato di serie C e sfiorò la serie A l'anno dopo. 4 anni indimenticabili che lo lanciarono verso traguardi prestigiosi. I giocatori lo definiscono un grande psicologo oltre ad un eccellente allenatore. La squadra corre e adotta un gioco moderno per l'epoca ispirato al modello olandese con giocatori capaci di ricoprire ruoli diversi e di scambiarsi di ruoli durante il corso della partita e poi tanto ritmo e tanta corsa.

Gianni Brera definisce il suo calcio "eretismo podistico", vale a dire di dispendio fisico suicida, ma quel suo calcio è vincente!. Dopo Reggio vince a Foggia dove conquista due promozioni dalla C alla A in altrettanti campionati per poi retrocedere, non senza recriminazioni l'anno dopo per differenza reti. Assieme al Foggia a sorpresa retrocede la Lazio guidata in panchina dall'Argentino Lorenzo e che ha in Giorgio Chinaglia il suo leader.

Quando Lenzini, presidente dell'epoca, decise di esonerare il tecnico argentino scoppia una rivolta capitanata proprio da Chinaglia. Maestrelli, contattato dalla dirigenza laziale da la sua disponibilità a patto che si riparta proprio da Chinaglia e Wilson.  

Durante la finale della Coppa delle Alpi accade l'episodio che cambia la storia: Maestrelli ancora non può sedere in panchina e Chinaglia febbricitante abbandona lo spogliatoio intenzionato a tornare a casa e non giocare ma nei corridoi si imbatte in quell'uomo che lo vede con la borsa in mano, si avvicina e dice: ‘Dove stai andando Giorgio?’. ‘A casa’, gli risponde, ‘sto malissimo’. Lui lo guarda, lo prende sotto braccio e dice: ‘Tu non sei malato. Guarda Giorgio, lo devi fare per me. Ho bisogno che tu vada là fuori, perché sei la chiave del successo della squadra, sei quello che può trasformare una Lazio che fatica in una Lazio che vince. Aspetta qui, non ti preoccupare, vado a prendere una cosa e torno subito’. Chinaglia resta fermo, come un palo, senza capire, senza sapere cosa dire e cosa fare. Lui si ripresenta poco dopo con un grande limone in mano. Lo pulisce, glielo dà e dice: ‘Ingoialo tutto, ti farà passare l’infiammazione. Poi scendi in campo. Se non ce la fai a correre, cammina. A me serve che stai lì davanti. Vedrai che segnerai lo stesso’.

Chinaglia scende in campo come ha chiesto Maestrelli. La Lazio vince 4-1, e lui segna i primi tre gol in 46 e poi chiede il cambio. La Lazio vincente nasce lì e anche quel rapporto padre figlio tra Maestrelli e Chinaglia che è sepolto a Roma proprio accanto al suo padre mister....Storie di un calcio fatto di uomini storia di un mite diventato mito, Tommaso Maestrelli scomparso troppo presto il 2 dicembre di 44 anni fa...

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Sono un giornalista pubblicista e in fin dei conti lo ero già quando, già dalle scuole elementari, mi divertivo a scrivere la cronaca delle partite di calcio. Prima di tutto, però, sono un appassionato della mia città e delle sue realtà sportive. Mi piace andare a cercare, attraverso la storia, le nostre radici, ciò che fa di questa terra un posto unico nonostante le sue criticità. Perché i ricordi hanno sempre un giorno e un'ora indelebili nel tempo. La mia filosofia è: guardare al passato per proiettarsi verso il futuro

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